Hua, Yu - Vivere!

lettore marcovaldo

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Un giovane ricercatore incontra in un villaggio della campagna cinese un uomo anziano che gli racconta delle sue tristi vicende familiari.
Il vecchio racconta di come un debito di gioco avesse portato alla rovina la sua famiglia riducendola in miseria.
Da quel momento, tra alti e bassi, la sua famiglia cresce e perde componenti, colpita spesso da tragiche fatalità.
Alla fine rimarrà solo, accettando comunque il proprio destino come ineluttabile e vivendo serenamente con i ricordi dei momenti felici che l'esistenza gli ha concesso

Un romanzo di Verne si intitola "Le tribolazioni di un cinese in Cina": un titolo che si potrebbe usare tranquillamente per riassumere in poche parole l'opera di Yu Hua.
Ho sentimenti contrastanti rispetto a quest'opera: da un lato l'ho trovata a tratti eccessivamente melodrammatica.
Le vicende narrate, pur non essendo improntate a un realismo estremo, sono sicuramente verosimili e la vita del protagonista potrebbe rispecchiare quella di molte persone colpite da tanti lutti e disgrazie. Però a mio parere c'è qualcosa di eccessivo. Quasi di forzato.
È probabile che ci sia anche un simbolismo legato ai singoli personaggi, la cui vicenda trascende la propria specificità per raccontare qualcosa di più profondo.

D'altra parte, ho invece apprezzato molto i passaggi che testimoniano, più o meno direttamente, fatti storici o dettagli della vita quotidiana.

Il titolo del libro quando l'ho preso mi ricordava vagamente quello di un film che però non ho mai visto. In effetti, da questo romanzo è stato tratto il film Vivere! del 1994, diretto dal regista cinese Zhang Yimou. Il film ha vinto il Grand Prix Speciale della Giuria al 47º Festival di Cannes.
 
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