Dostoevskij, Fedor - Polzunkov

alevale

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Polzunkov è un racconto breve scritto nel 1848.
Pubblicato originariamente negli Annali Patrii, questo racconto breve contiene in poche pagine uno studio psicologico sull'auto-umiliazione e sulla figura del "buffone sociale"
Il protagonista, Osip Michajlovič Polzunkov, è un piccolo impiegato statale povero e privo di prestigio. Per sopravvivere ed essere accettato nel salotto della buona società, sceglie consapevolmente di svolgere il ruolo del clown: ridicolizza se stesso, le sue miserie e i suoi fallimenti prima che siano gli altri a farlo.

Il fulcro del racconto è un aneddoto narrato dallo stesso Polzunkov durante una serata tra conoscenti: racconta di un tentativo di ricatto ai danni del suo superiore corrotto, Fedosej Nikolaič. Per salvarsi dalle accuse di frode, il capo promette a Polzunkov la mano della figlia e dei soldi.Tuttavia, credendosi ormai sistemato, Polzunkov architetta uno scherzo il primo di Aprile, inviando una finta lettera di dimissioni al suo superiore. La trappola si ritorce contro di lui: il capo accetta le dimissioni con effetto immediato, annulla il fidanzamento e lo getta definitivamente sul lastrico.
Polzunkov anticipa direttamente il protagonista delle Memorie dal sottosuolo. Sotto la maschera del buffone consapevole non c'è gioia, ma un disperato bisogno di attenzione e un profondo disprezzo per se stesso e per chi lo circonda.
Dostoevskij dipinge un ritratto cinico della burocrazia russa dell'Ottocento, tema caro allo scrittore russo, dove l'onestà viene punita e il potere manipola senza scrupoli la debolezza altrui.
Il confine tra commedia e tragedia è sottilissimo. Il lettore ride delle disgrazie di Polzunkov, per poi provare un senso di vergogna quando emerge la cupa disperazione del personaggio.
Anche questo breve racconto è consigliato a chi
desidera esplorare la genesi del pensiero dostoevskiano. Nonostante la brevità, Polzunkov dimostra già una padronanza straordinaria nel delineare i tratti dell'animo umano più contorti e vulnerabili.
Insomma si potrebbe concludere con " chi la fa l'aspetti" o attenzione ai pesci d'aprile!
 
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