alevale
Well-known member
Un’opera giovanile (1848) insolita nel panorama dostoevskiano: lontana dalle grandi angosce esistenziali dei capolavori successivi.
Una commedia degli equivoci frizzante, quasi teatrale, che prende in giro sostanzialmente la gelosia paranoica, ma anche la mediocrità della piccola borghesia russa dell'epoca.
La storia racconta del singolare personaggio Shabrin, un marito maturo e morbosamente geloso, ricoperto di ridicolo nel tentativo disperato di cogliere la giovane moglie in flagrante adulterio. Tra fraintendimenti, inseguimenti e scambi di persona, Shabrin si ritrova prima a fare da "palo" a un altro ipotetico amante e, infine, letteralmente nascosto sotto il letto nell'appartamento di un'altra donna, costretto a condividere quel nascondiglio improvvisato con un rivale del tutto inaspettato (ho trovato esilarante il momento in cui fa fuori il cane della giovane Signora).
Scritto quasi interamente sotto forma di dialogo, il racconto scorre piacevolmente e rapidamente tra battute fulminee ed espedienti comici classici.
Dietro la narrazione in stile "farsesco" Dostoevskij inizia già ad analizzare la psicologia umana: la gelosia di Shabrin non è solo sospetto, ma un’autentica ossessione autodistruttiva che lo priva di ogni dignità.
L'autore ride delle piccolezze della borghesia russa, trasformando la tragedia del tradimento in un racconto il cui il protagonista è ridicolo e grottesco.
Un libro breve, divertente.
Consigliato a chi vuole scoprire un lato inaspettatamente umoristico e leggero del grande Dostoevskij.
Io non lo.avevo mai sentito nominare e ne sono rimasta stupita, anche se preferisco Dostoevskij nelle sue opere più profonde e drammatiche.
Una commedia degli equivoci frizzante, quasi teatrale, che prende in giro sostanzialmente la gelosia paranoica, ma anche la mediocrità della piccola borghesia russa dell'epoca.
La storia racconta del singolare personaggio Shabrin, un marito maturo e morbosamente geloso, ricoperto di ridicolo nel tentativo disperato di cogliere la giovane moglie in flagrante adulterio. Tra fraintendimenti, inseguimenti e scambi di persona, Shabrin si ritrova prima a fare da "palo" a un altro ipotetico amante e, infine, letteralmente nascosto sotto il letto nell'appartamento di un'altra donna, costretto a condividere quel nascondiglio improvvisato con un rivale del tutto inaspettato (ho trovato esilarante il momento in cui fa fuori il cane della giovane Signora).
Scritto quasi interamente sotto forma di dialogo, il racconto scorre piacevolmente e rapidamente tra battute fulminee ed espedienti comici classici.
Dietro la narrazione in stile "farsesco" Dostoevskij inizia già ad analizzare la psicologia umana: la gelosia di Shabrin non è solo sospetto, ma un’autentica ossessione autodistruttiva che lo priva di ogni dignità.
L'autore ride delle piccolezze della borghesia russa, trasformando la tragedia del tradimento in un racconto il cui il protagonista è ridicolo e grottesco.
Un libro breve, divertente.
Consigliato a chi vuole scoprire un lato inaspettatamente umoristico e leggero del grande Dostoevskij.
Io non lo.avevo mai sentito nominare e ne sono rimasta stupita, anche se preferisco Dostoevskij nelle sue opere più profonde e drammatiche.
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