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Discussione: Werfel, Franz - I quaranta giorni del Mussa Dagh

  1. #1
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    Predefinito Werfel, Franz - I quaranta giorni del Mussa Dagh



    1915, durante la prima guerra mondiale la Turchia, guidata dal governo rivoluzionario dei Giovani Turchi conduce una campagna di isolamento della popolazione armena nel timore che possa allearsi con i russi, culminante nel più sanguinoso genocidio che si fosse visto. nelle tristemente famose marce della morte, dove migliaia e migliaia di persone vennero strappate dalle loro case per lasciarle ai cittadini turchi e costrette a marciare per giorni interi fino allo sfinimento.
    tutto questo viene raccontato da Werfel attraverso la resistenza sul Mussa Dagh guidata da Gabriele Bagradian, un armeno emigrato a Parigi e poi tornato per amministrare la sua eredità, dove 5000 persone si opposero all'esercito turco. nel romanzo scopriamo il passato di Gabriele, ex ufficiale dell'esercito turco e implicato nella scalata al potere del partito dei Giovani Turchi che prometteva grandi benefici al popolo armeno per portarli poi al massacro.
    lettura necessaria per rivivere il genocidio forse storicamente meno conosciuto, che a scuola viene trattato solo in poche righe.

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  • #2
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    Sono curiosa di leggerlo! Sto aspettando che mi arrivi...

  • #3
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    Interessante davvero per saperne di più di questa tragedia!
    Inoltre il racconto è coinvolgente e scorrevole, sebbene a volte risenta di una certa "pedanteria" della scrittura dell'inizio del secolo scorso.
    Da leggere!
    Paola

  • #4
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    Il 24 aprile 1915 i cittadini più eminenti della comunità armena di Istanbul vennero ammazzati. Dopo di loro toccò al resto della popolazione armena. I sopravvissuti a questi massacri e agli stupri di massa durante l’estate furono concentrati ad Aleppo. Da qui furono quindi fatti marciare per giorni e giorni nel deserto, senza cibo né acqua. La maggior parte di loro morì di fame e stenti lungo la strada, e ancora oggi nelle cosiddette «grotte degli armeni» si trovano ossa, oggetti, pezzi di stoffa. Tutti conoscono l’Olocausto e Auschwitz, ma pochi conoscono il genocidio degli Armeni. E la Turchia ancora oggi non accetta se ne parli.
    Werfel nel 1929 durante un soggiorno a Damasco conobbe la storia dei ragazzini armeni, profughi costretti a lavorare nelle fabbriche di tappeti. Questo lo convinse a raccontare la storia di questo popolo. Già perché c’era una bella storia a lieto fine da raccontare, una storia di coraggio e dignità. Sette villaggi ai piedi del Mussa Dagh (Montagna di Mosè) si erano infatti opposti a queste marce della fame e dovendo comunque morire avevano scelto di morire con dignità combattendo. Si erano ritirati sul Mussa Dagh da dove riuscirono a dare più volte scacco all’Esercito turco prima di venire tratti in salvo da navi francesi e inglesi.
    Il libro di Werfel non è una ricostruzione storica, ma un romanzo storico. Questo vuol dire che insieme a personaggi realmente esistiti e fatti realmente accaduti ci sono anche personaggi e fatti inventati dallo scrittore. E’ questa parte qui che meno mi ha convinto nel libro di Werfel. La parte “romanzata” mi è sembrata a tratti troppo enfatizzata, come se seguisse troppi cliché.
    E’ un libro che vale sicuramente la pena leggere, per non dimenticare e non lasciare che pagine della Storia vengano cancellate.


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