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Discussione: La bellezza... delle librerie!

  1. #76
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    Citazione Originariamente scritto da Le porte di Tannhauser Vedi messaggio
    Non posso postare le foto per ovvie ragioni di privacy, ma vi descrivo ciò che ho visto circa tre anni fa:

    Planimetria dell'appartamento alla mano chiedo al proprietario: ma questo locale non dovrebbe essere più lungo?
    Questo si avvicina alla libreria, sposta un paio di libri, fa ruotare una leva posta dietro a questi ultimi, tira l'intero scaffale che si apre a modi porta, dietro alla libreria c'era una porta blindata tipo quelle delle casseforti ma alta due metri, questa dava accesso ad un locale di forma quadrata di tre metri rivestito con pannelli di acciaio su tutti i lati, insomma una maxi cassaforte nascosta dalla libreria in stile film della famiglia Addams; quanto mi piacerebbe avere un simile locale segreto (avrei solo il problema che non ho nulla di valore da nasconderci )
    Fantastico, quasi irreale...ma se fossi interessato a vedere le foto?

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  • #77
    Tanny
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    Citazione Originariamente scritto da Reid Vedi messaggio
    Fantastico, quasi irreale...ma se fossi interessato a vedere le foto?
    Le foto sono off limits, il proprietario ha tutte le ragioni per tenere nascosto quel locale e non mi sembra il caso di pubblicizzare la cosa

    Comunque questo non è stato l'unico caso in cui mi è capitato di trovare locali segreti, nel mio paese c'è una rete di gallerie sotterranee che veniva utilizzata secoli fa per scopi militari, questi cunicoli sono in gran parte crollati, ma in alcuni casi sono stati recuperati (solo per una piccola porzione) ed adibiti a cantine e magazzini di vario genere, se non erro tutti questi cunicoli dovrebbero convergere in corrispondenza della chiesa e forse anche in corrispondenza del castello; quanto mi piacerebbe poterli esplorare.
    Per quanto riguarda invece i locali con accesso "particolare" in una villa (casa dei miei sogni) hanno ricavato uno stanzone in un sottotetto, per non dover modificare i locali sottostanti l'ingresso è stato realizzato attraverso la parete di un bagno e per mascherare la cosa sulla porta hanno messo uno specchio, sembra a tutti gli effetti un armadio ma dietro c'è un locale. Sai com'è, se i proprietari hanno ospiti e non hanno sufficienti posti letto (8 camere) si può utilizzare anche qual locale (quella casa è un insulto alla povertà).
    Per tornare in tema, in uno dei tre salotti di quella villa c'era una libreria alta sino al soffitto con la scala scorrevole per raggiungere i ripiani più alti

    So che queste cose sembrano irreali, ma ti assicuro che non lo sono, basta aver il vil danaro che tutto (o quasi) diventa possibile

  • #78

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    Biblioteca pubblica di Kansas City

  • #79
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    Citazione Originariamente scritto da Brandy Alexander Vedi messaggio


    Biblioteca pubblica di Kansas City
    Ma è assolutamente geniale!

  • #80
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    Citazione Originariamente scritto da Brandy Alexander Vedi messaggio


    Biblioteca pubblica di Kansas City

  • #81
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    Scribacchini per Passione
    martedì 24 giugno 2014
    Torino: chiudono le librerie storiche
    Salve Scribacchini, oggi condivido con voi una pessima notizia, la chiusura di alcune importanti librerie storiche a Torino.



    Torino è la città dei libri per eccellenza, è la città del Salone Internazionale dei Libro, il festival dei libri più importante in Italia, è la città di Portici di Carta, una libreria ambulante che si snoda per ben due kilometri per le vie centrali di Torino una volta l’anno, è la città delle librerie indipendenti e oggi, purtroppo, è anche la città dell’ecatombe, come titola “La Stampa” delle librerie storiche.
    In realtà quest’ecatombe non è recente, risale addirittura al 2007, quando la Libreria Lattes, storica libreria torinese, ha dovuto lasciare la sua sede di via Garibaldi al marchio giapponese Muji, stessa sorte per la libreria Druetto, specializzata in saggistica, che a causa dei costi troppo elevati della sua sede in Piazza Cln ha dovuto cedere i suoi locali alla catena d’abbigliamento Stefanel.
    Sono state raccolte firme per evitare che queste due librerie storiche chiudessero ma ovviamente non è servito a nulla, i vestiti hanno battuto i libri.
    Ora, a distanza di sette anni, questo scempio sta per ripetersi.
    Ha annunciato che a breve chiuderà per sempre Fogola, una delle più celebri librerie torinesi, la loro storia risale addirittura al 1911, quando Giovanni Battista Fogola, un semplice commerciante ambulante di libri, decisi di trasferirsi dalla Lunigiana a Torino, e di aprire un chiosco di libri davanti alla grande stazione di Porta Nuova, in Piazza Carlo Felice.
    Ben presto i chioschi si moltiplicarono e da uno divennero tre fino a trasformarsi nella grande libreria “Dante Alighieri”.
    L’inizio della crisi però avviene nel 2010 con la chiusura del chiosco fondato da Fogola.
    Dopo 84 anni dunque a settembre la libreria, frequentata da personaggi del calibro del celebre Gustavo Roll, cesserà la sua avventura, fortunatamente però la casa editrice omonima continuerà ad esistere.
    «I motivi sono diversi –dicono i proprietari- i figli hanno scelto altre professioni, il negozio, che non si sposa con le nuove logiche del mercato, si affaccia su una via Roma che non è più quella di una volta […]Nei giardini Sambuy, qui davanti un tempo ci passeggiava Luigi Pirandello. E oggi? È meglio tacere. Come dobbiamo tacere sul degrado di questo posto […] » e poi ovviamente c’è anche un problema di tipo economico «Gli affari sono diminuiti del 60% in cinque anni. Siamo una libreria-biblioteca, non possiamo competere con le catene che sembrano dei supermercati e lanciano promozioni in continuazione».
    A seguire la sua sorte c’è un’altra libreria storica, la ottuagenaria Zanaboni, di corso Vittorio Emanuele.
    Mentre la Paravia, afferma di non farcela più a pagare l’affitto in zona centrale e quindi sarà costretta a trasferirsi in una zona più periferica.
    Ma anche per le grandi catene il discorso è simile, Fnac ha già chiuso e la libreria Coop di Piazza Castello si trasferirà, dopo soli sei anni dalla sua inaugurazione, in un centro commerciale a Collegno.
    Come dice Rocco Pinto, proprietario della libreria “Il Ponte sulla Dora” e ideatore di “Portici di Carta” «Non se ne può più.La crisi dell’editoria picchia su tutti, anche sui grandi gruppi. Bisogna reagire. In Francia hanno stanziato 9 milioni per il settore, ma anche in Puglia fanno qualcosa. Il sindaco Fassino e il nuovo assessore alla Cultura della Regione, invece, sono pronti a darsi da fare? Siamo stanchi di funerali».

  • #82
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    Prima andavo in centro e facevo il giro, adesso mi tocca andare da una parte all'altra.

  • #83
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    Citazione Originariamente scritto da wolverine Vedi messaggio
    Scribacchini per Passione
    martedì 24 giugno 2014
    Torino: chiudono le librerie storiche
    Salve Scribacchini, oggi condivido con voi una pessima notizia, la chiusura di alcune importanti librerie storiche a Torino.



    Torino è la città dei libri per eccellenza, è la città del Salone Internazionale dei Libro, il festival dei libri più importante in Italia, è la città di Portici di Carta, una libreria ambulante che si snoda per ben due kilometri per le vie centrali di Torino una volta l’anno, è la città delle librerie indipendenti e oggi, purtroppo, è anche la città dell’ecatombe, come titola “La Stampa” delle librerie storiche.
    In realtà quest’ecatombe non è recente, risale addirittura al 2007, quando la Libreria Lattes, storica libreria torinese, ha dovuto lasciare la sua sede di via Garibaldi al marchio giapponese Muji, stessa sorte per la libreria Druetto, specializzata in saggistica, che a causa dei costi troppo elevati della sua sede in Piazza Cln ha dovuto cedere i suoi locali alla catena d’abbigliamento Stefanel.
    Sono state raccolte firme per evitare che queste due librerie storiche chiudessero ma ovviamente non è servito a nulla, i vestiti hanno battuto i libri.
    Ora, a distanza di sette anni, questo scempio sta per ripetersi.
    Ha annunciato che a breve chiuderà per sempre Fogola, una delle più celebri librerie torinesi, la loro storia risale addirittura al 1911, quando Giovanni Battista Fogola, un semplice commerciante ambulante di libri, decisi di trasferirsi dalla Lunigiana a Torino, e di aprire un chiosco di libri davanti alla grande stazione di Porta Nuova, in Piazza Carlo Felice.
    Ben presto i chioschi si moltiplicarono e da uno divennero tre fino a trasformarsi nella grande libreria “Dante Alighieri”.
    L’inizio della crisi però avviene nel 2010 con la chiusura del chiosco fondato da Fogola.
    Dopo 84 anni dunque a settembre la libreria, frequentata da personaggi del calibro del celebre Gustavo Roll, cesserà la sua avventura, fortunatamente però la casa editrice omonima continuerà ad esistere.
    «I motivi sono diversi –dicono i proprietari- i figli hanno scelto altre professioni, il negozio, che non si sposa con le nuove logiche del mercato, si affaccia su una via Roma che non è più quella di una volta […]Nei giardini Sambuy, qui davanti un tempo ci passeggiava Luigi Pirandello. E oggi? È meglio tacere. Come dobbiamo tacere sul degrado di questo posto […] » e poi ovviamente c’è anche un problema di tipo economico «Gli affari sono diminuiti del 60% in cinque anni. Siamo una libreria-biblioteca, non possiamo competere con le catene che sembrano dei supermercati e lanciano promozioni in continuazione».
    A seguire la sua sorte c’è un’altra libreria storica, la ottuagenaria Zanaboni, di corso Vittorio Emanuele.
    Mentre la Paravia, afferma di non farcela più a pagare l’affitto in zona centrale e quindi sarà costretta a trasferirsi in una zona più periferica.
    Ma anche per le grandi catene il discorso è simile, Fnac ha già chiuso e la libreria Coop di Piazza Castello si trasferirà, dopo soli sei anni dalla sua inaugurazione, in un centro commerciale a Collegno.
    Come dice Rocco Pinto, proprietario della libreria “Il Ponte sulla Dora” e ideatore di “Portici di Carta” «Non se ne può più.La crisi dell’editoria picchia su tutti, anche sui grandi gruppi. Bisogna reagire. In Francia hanno stanziato 9 milioni per il settore, ma anche in Puglia fanno qualcosa. Il sindaco Fassino e il nuovo assessore alla Cultura della Regione, invece, sono pronti a darsi da fare? Siamo stanchi di funerali».
    I vestiti han battuto i libri -scrivi.
    Verità innegabile e NAZIONALE.
    v.a.

  • #84
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    Il problema è che quando passo di fronte alla ex libreria che frequentavo,mi viene un senso di tristezza.... Lo stesso che mi prende quando passo all'ex campo bacigalupo.

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