Branagh, Kenneth - Belfast

Roberto89

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Belfast, film diretto da Kenneth Branagh, è ambientato negli anni '60 durante l'inizio dei Troubles, ovvero il conflitto nordirlandese, che ebbe inizio nel 1968 per durare ben trent'anni.
Il film racconta la storia di Buddy (Jude Hill) un bambino di 9 anni che vive con i genitori (Jamie Dornan e Caitriona Balfe) e i suoi nonni (Judi Dench e Ciarán Hinds), due arzilli anziani, nel North Belfast. La sua famiglia appartiene alla working class, ma dove abita tutti si conoscono e questo fa sì che la famiglia di Buddy sia un po' in tutta Belfast. Il ragazzino trascorre le giornate nei pressi di un cinema o di fronte la TV a guardare film e programmi americani, che lo portano lontano, oltreoceano.
Siamo verso la fine degli anni '60, quando la tranquillità respirata a Belfast viene soppiantata da un malcontento generale, che vede schierarsi cattolici contro protestanti. Iniziano rivolte e attacchi, finché tutta la città non diventa lo scenario di un conflitto che porterà inevitabilmente ai tumulti della guerra civile.
L'infanzia di Buddy è segnata, la serenità vissuta fino a quel momento ha lasciato spazio a tante domande. Il bambino si sente come in uno dei suoi film, dove i cattivi e gli eroi si danno battaglia gli uni con gli altri. Vede sua madre cercare con fatica di proteggere la famiglia, mentre suo padre è in Inghilterra per lavoro. Buddy si chiede se sua madre sia disposta a sacrificare il suo passato per il bene dei suoi cari, se i suoi nonni ne usciranno illesi e, soprattutto, se il padre lontano sia quell'eroe di cui hanno bisogno per arrestare la guerra...

Fonte: Comingsoon
 

Roberto89

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Sono rimasto piacevolmente colpito da questo film semi-autobiografico. Il regista è Kenneth Branagh, di cui ho già visto i film Thor (2011) e Assassinio sull'Orient Express (2017). Il primo di questi due fa parte del franchise Marvel, visto diversi anni fa e apprezzato come parte della serie di film piuttosto che come film a sé stante. Il secondo, recensito qui, non mi ha convinto del tutto, soprattutto per l'interpretazione di Poirot fatta proprio dal suddetto regista.
Questo film invece viaggia su una lunghezza d'onda completamente diversa. Conosco poco della storia in questione, comunque è ambientato a Belfast, in Irlanda, nel mezzo di un conflitto civile (secondo quello che mostra il film, non so se si tratti di qualcosa di più grande) fra protestanti e cattolici.

Protagonista della storia è Buddy (con la sua famiglia), un bambino che prima dell'inizio dei conflitti viveva sereno, come ogni bambino dovrebbe vivere, in una famiglia allargata: un padre che lavora oltreoceano e quindi vede poco, una madre che si occupa della casa, un fratello, due nonni amorevoli, più qualche altro amico e parente. Ma la famiglia di Buddy va oltre quella fisica in cui è cresciuto, perché la strada in cui abitano, e forse un po' tutta la città, perché tutti si conoscono e tutti si vogliono bene.
Tutto perfetto, finché non iniziano i problemi, che si presentano su due fronti. Tutto è visto prevalentemente con gli occhi di Buddy, che da un lato inizia a vedere delle crepe nella sua famiglia, dall'altro si vede catapultato, come tutti, in un conflitto in cui alcuni protestanti vogliono cacciare i cattolici dalla loro strada e dalla città. Si creano così due fazioni protestanti, una pacifica, che non sente il bisogno di cacciare i vicini cattolici, l'altra più estremista, che non li vuole.

Nonostante i temi importanti penso che il film sia riuscito a fonderli bene con una trama interessante (non so quanto di questa trama sia storia vera - del regista e del mondo in genere - e quanta sia finzione). E forse uno dei motivi è proprio la storia di Buddy, che oltre a quanto detto deve affrontare la sfida più importante per ogni bambino che raggiunge una certa età, crescere e cominciare a confrontarsi seriamente col mondo degli adulti.
A tutto questo si aggiunge poi un altro tema, quello dell'identità, che non è solo il nostro nome e la nostra famiglia ma dipende tanto anche dal luogo in cui si nasce e si cresce.

Unica pecca del film, a mio parere, la scelta di alternare bianco e nero e colore. La scelta del bianco e nero per raccontare la storia è sicuramente giusta, ma l'uso del colore in alcune scene richiama troppo al film Schindler list, film che pur non avendo l'esclusiva su questa tecnica è riuscito a farne un simbolo incredibilmente forte. Si poteva benissimo evitarla e dire la stessa cosa in un modo diverso. Oltre a questo le solite riprese strane già viste in Assassinio sull'Orient Express che distraggono dalla storia e, secondo me, non vi aggiungono nulla. Per fortuna non sono troppe.

Molto ben fatti invece i personaggi, specie i genitori e i nonni di Buddy. Bella anche l'atmosfera musicale che fa da sfondo al film.

Voto: 4 stelle su 5.
 

Grantenca

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Devo dire la verità: il film certamente si lascia guardare e sono messi in evidenza aspetti di vita sociale molto importanti che, il progresso tende a cancellare o comunque a ridimensionare significativamente, per la ricerca del benessere economico. Mi aspettavo comunque qualcosa di più.
Molto accattivante il bianco e nero e molto affascinante la protagonista principale.
 
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