71° Poeticforum - Le poesie che amiamo

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Apriamo il nuovo Poeticforum...e facciamo una proposta a testa per ora...dico così perché si spera sempre nella partecipazione di più persone...stavolta cercherò di essere un po' più partecipe anch'io.
 

Shoshin

Well-known member
Non partecipo molto in questi mesi all'angolo della poesia.
Ma leggo sempre le vostre proposte e i vostri commenti.
Mi è tornata alla mente una poesia che amo molto e che lascio qui.

Lettera


È molto tempo, si, che non ti scrivo.
Sono invecchiate tutte le notizie.
Sono invecchiato anch'io: guarda, in rilievo,
questi segni su di me, non delle carezze
(così leggere) che mi facevi in viso:
sono ferite, spine, sono ricordi
lasciati dalla vita al tuo bambino, che al tramonto
perde la sapienza dei bambini.
La mancanza che ho di te non è tanto
all'ora di dormire, quando dicevi
"Dio ti benedica", e la notte si spalancava in sogno.
E quando, allo svegliarmi, vedo a un angolo
La notte accumulata dei miei giorni,
e sento che sono vivo, e che non sogno.

Da "Lezioni di cose"

Carlos Drummond De Andrade
 

Pathurnia

lovecraftian member
AMORE DOPO AMORE

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,

le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.

Derek Walcott
(da "Mappa del nuovo mondo", Adelphi 2012)
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Ho trovato questa...

stampa-550.jpg
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Iniziamo...

Lettera


È molto tempo, si, che non ti scrivo.
Sono invecchiate tutte le notizie.
Sono invecchiato anch'io: guarda, in rilievo,
questi segni su di me, non delle carezze
(così leggere) che mi facevi in viso:
sono ferite, spine, sono ricordi
lasciati dalla vita al tuo bambino, che al tramonto
perde la sapienza dei bambini.
La mancanza che ho di te non è tanto
all'ora di dormire, quando dicevi
"Dio ti benedica", e la notte si spalancava in sogno.
E quando, allo svegliarmi, vedo a un angolo
La notte accumulata dei miei giorni,
e sento che sono vivo, e che non sogno.

Da "Lezioni di cose"

Carlos Drummond De Andrade
 

Pathurnia

lovecraftian member
Molto toccante, questa lirica destinata alla madre.
L'accenno finale al momento di riaprire gli occhi interrompe il fluire dei cari ricordi con un confronto tutto in negativo. Il risveglio infatti viene vissuto come un ripresentarsi della notte, cioè come un insieme di giorni accumulati in un angolo, il che mi fa pensare che il presente venga considerato quasi come un mucchietto di rifiuti.
L'assenza è sempre un tema molto caro ai poeti, e in questo caso particolare è espressa con nostalgia struggente.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Una poesia dolorosissima, straziante, in cui la nostalgia della madre si accompagna al dolore delle ferite accumulate dal poeta durante la sua vita che si avvia al tramonto, un dolore per lui non superabile. Quelle parole "...che al tramonto perde la sapienza dei bambini" però mi suggeriscono una sorta di vaga indulgenza verso se stesso.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Ecco la seconda poesia.
AMORE DOPO AMORE

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,

le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.

Derek Walcott
(da "Mappa del nuovo mondo", Adelphi 2012)
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Con parole decise e sapienti il poeta comunica questa bellissima immagine di una persona che ritrova se stessa, un'immagine che infonde gioia, coraggio, forza, perfino autostima. Come se la rinascita aspettasse dietro l'angolo ogni essere umano.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Chiedo scusa a Pathurnia perché per un attimo mi ero dimenticata dove fosse...spero stia bene, in bocca al lupo!

Pausa (spero breve!) finché non torna, tanto qui mi sa che non commenta nessun altro :confused::confused:
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
La stampa
Mi piace l'idea di conquistare il mondo con l'informazione, gli anni passano ma poco cambia.
Luigi Ugolini fu un poeta, giornalista e narratore condannato nel 1940 a due anni di confino per aver espresso opinioni contrarie all'entrata dell'Italia in guerra con Hitler.
 

Pathurnia

lovecraftian member
La stampa
Mi piace l'idea di conquistare il mondo con l'informazione, gli anni passano ma poco cambia.
Luigi Ugolini fu un poeta, giornalista e narratore condannato nel 1940 a due anni di confino per aver espresso opinioni contrarie all'entrata dell'Italia in guerra con Hitler.
Certo Ugolini era un ottimista, oltre che un valoroso.
Io che sono pessimista penso al concetto di <<infodemia>>, che Treccani definisce
<<Circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili>>.
Ma non sono solo le informazioni, il problema. Secondo me sono le chiacchiere scritte, spedite, inviate in ogni istante.
Mi trovavo, una volta, a teatro. Mi accorsi che quando le luci si accendevano tutti - o quasi - erano chini sul proprio smartphone a scrivere cose certo molto importanti:cry::(, e nessuno guardava la gente, i vestiti, il movimento tra le poltrone, i sorrisi, gli abbracci e lo scorrere dell'umanità davanti ai propri occhi.
Vedo in tutto questo un eccesso di parole, di "neri caratteri" per parafrasare Ugolini, allineati non per una conquista che guida i popoli verso la luce, ma allineati per propagare il blablablà universale.
Perdonatemi se sembro (o sono) l'eterno bastian contrario, ma forse anche Ugolini se vivesse al giorno d'oggi chiederebbe meno parole e più riflessione.
In quanto al palpito che guida i cuori, a me sembra piuttosto un'aritmia se non addirittura una fibrillazione.
Et voilà il bicchiere mezzo vuoto......:mrgreen:
 

Pathurnia

lovecraftian member
AMORE DOPO AMORE

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,

le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.

Derek Walcott

Adoro questa poesia. Mi fa pensare alla ricerca del sé, alla pacificazione dell'età adulta quando il dover essere lascia il posto all'accettazione della propria realtà e finalmente uno può dire "Ora so chi sono", ed esserne contento in ogni caso.
E quando accade è una cosa bellissima, ci si può sedere su una stella lontana e guardare il mondo come la meraviglia che è.
 
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