Vinterberg, Thomas - Druk (Un altro giro)

MaxCogre

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Druk, “un altro giro” in italiano, è un bellissimo film di Thomas Vinterberg, con protagonista il superbo attore Mads Mikkelsen. Di questa accoppiata regista-attore avevo visto anche il film “il sospetto” e mi era strapiaciuto, salvo poi scoprire che entrambi i film avevano beccato l’oscar e non è che avevo scoperto l’america (la danimarca, in questo caso): il rating del pubblico era tipo il 95/100. Oggi, scrivendo questa recensione, e nelle more di documentarmi, scopro anche un’altra cosa. Che io questo Vinterberg in realtà già lo conoscevo: alla fine dei 90, al mio primo iper-tecnico lavoro in una ditta di elettronica, tra le centinaia di persone vado a fare amicizia con un collega con la mia stessa ‘segreta’ passione per la letteratura, e in più lui scrive anche, vengo a scoprire. In breve gli sono debitore perché mi ha ‘presentato’ John Fante, che è diventato subito uno dei miei scrittori preferiti, e di tanti film che mi consigliava. E mi parlava un po’ esaltato di questo dogma95, che era un movimento cinematografico fondato proprio da Vinterberg con von Trier. Ma torniamo al film: è una commedia divertentissima e serissima al tempo stesso. Sono quattro professori di un liceo danese, da tempo annoiati, depressi, bloccati a livello emotivo e un po’ (tanto) in crisi con le consorti. Uomini, insomma – in tempo di pace. Ah beh, neanche i loro studenti li cagano molto, sembra. Li vediamo ad una prima festa di compleanno sedersi assieme al ristorante e fare una conversazione un po’ formale e bloccata, anche se tra amici. Tutto cambia quando per scherzo uno se ne esce con la teoria mai dimostrata di uno scenziatone locale che dice che il problema dell’uomo è che nasce con un livello di alcol nel sangue troppo basso LoL. I quattro per scherzo, ma neanche tanto, si mettono a bere (sempre in orario di lavoro: l’esperimento scientifico lo richiede) e le cose incredibilmente, gradualmente migliorano, e poi migliorano ancora. Ma non posso dirvi oltre se no spoilero il film: vi posso però dire una scena esilarante e imprevista, dove vengono fatti vedere Clinton, Eltsin, Churchill e altri grandi statisti pubblicamente e spudoratamente ciucchi. E qui si ride, ma si va anche sul serio, e anche su un nervo un po’ scoperto: uomini e alcol. E’ mai possibile che per recuperare la avventura delle emozioni, per parlare con il cuore in mano, gli uomini abbiano bisogno di bere? Eppure sono sempre gli stessi, là sotto. Cosa stiamo sbagliando? Non so, ho però improvvisamente voglia di un drink LoL.
 
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