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Il senso della frase

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Discussione: Pinketts, Andrea G. - Il senso della frase

  1. #1
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    Predefinito Pinketts, Andrea G. - Il senso della frase

    Come non inserire nel forum un libro di Pinketts? un autore assolutamente geniale, ribelle e strampalato allo stesso tempo...solo lui, grazie al suo funambolico uso delle parole, riesce a far apparire Milano come una città bellissima...i suoi personaggi sono veri e fantastici allo stesso tempo!

    TRAMA
    Niki è una bugiarda patologica dal naso a becco che si aggira tra le modelle del White Bear ma, dopo qualche anno, Niki scompare. Lazzaro Santandrea, eroe immaturo, ascolta per caso una ragazzina raccontare le stesse eccitanti menzogne che raccontava Niki. Il furto di bugie è il reato più grave. Armato del "senso della frase" e accompagnato da taxisti psicopatici e attori falliti, Lazzaro si mette sulle tracce di Niki, non per arrivare alla veritÃ* ma per ritrovare la bugia. Cappucetti rossi in fuga, paralitici massacrati, babbi natale armati di revolver sono le marionette che si agitano nella Milano di Pinketts, teatro metropolitano degli errori e degli orrori.

    Ogni pagina ha qualcosa di geniale, ho già usato questo aggettivo ma non so come altro definirlo. viva Lazzaro!
    Ultima modifica di elisa; 12-15-2012 alle 06:39 PM. Motivo: edit caratteri

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  • #2
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    Predefinito

    Grande, un altro che legge Pinketts! Questo libro devo dire che mi è piaciuto molto, nonostante verso la fine si sia mostrato un po' crudo. 8/10

  • #3
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    Predefinito

    Il libro è una lezione di ricchezza e arguzia lessicale, lo stile volutamente ironico, autoironico, dissacrante, mi è piaciuto molto anche se alla lunga l'ho trovato ad un certo punto prevedibile e alla fine noioso. Una ironia continua, se all'inizio affascina, alla fine stanca, perlomeno fa diminuire l'attenzione per quanto mi riguarda.
    Più che la storia di per sé, che ho trovato accattivante fino ad un certo punto, fino a quando non è sconfinata nell'improbabile, mi sono piaciuti molto i pensieri del protagonista, le sue personali riflessioni, la sua intelligenza vivace, controcorrente, la sua originale fantasia.
    Lazzaro Santandrea ha un mondo interiore interessante, gioca con le parole perché sa che solo attraverso le parole può fuggire da una realtà che non gli piace, da una città che non sente sua ma che ha imparato a fare sua in un modo diversissimo dagli altri, da un dolore infantile che non rivela a nessuno, se non ad una sola persona, in un momento in cui si abbandona alle emozioni, per poi riprendersi subito con la sua ironia di sempre come scudo.
    Bella la descrizione di Milano, per me che non la conosco, mi è sembrato di percorrerla a piedi insieme a lui.

    Voto 4


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