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Discussione: Religioni e culture diverse oggi e ieri

  1. #61
    Lettore dell'estremo sud
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    Mi piace leggere le vostre opinioni sul tema. Oggi nessuno pensa al fatto religioso, ma basta prendere un argomento simile che tutti si sentono pronti a dir la propria. Non dico che sono esperto in materia religiosa, ma le letture in merito hanno un posto notevole nella mia vita. Si è detto che non tutti i musulmani sono terroristi... Si torna a dire che esiste un islam buono e uno cattivo. Dove sono i musulmani buoni che denunciano i terroristi? Fatevi avanti! La mia opinione è che non esistono musulmani "buoni" perchè alla radice la cultura islamica è portatrice di violenza, sin dalla sua nascita. Spero di non aver offeso nessuno con queste parole, ma possiamo parlarne.

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  • #62
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    Citazione Originariamente scritto da malafi Vedi messaggio
    Concordo che sia una fastidiosa ingerenza, proprio da evitare su dei bambini ..........

    ....... ma vogliamo per caso paragonare questo con le conversioni forzate?
    So che non era questo che intendevi, ma l'effetto di quel che hai scritto mi pare questo.
    1) Qualsiasi forma di senso di colpa indotto ai bambini non mi sembra comunque una cosa bella, soprattutto se fatta davanti ad una classe e ripetuta ogni settimana.
    2) Conosco diversi musulmani (la mia zona e' abbastanza piena), nessuno ha mai cercato di convertirmi con la forza.
    Quindi direi di iniziare a separare i concetti evitando di fare di ogni erba un fascio visto che non mi sembra corretto includere tutti i mussulmani in una categoria (le correnti e le divisioni sono talmente tante che spesso sono pure in lotta tra di loro).
    3) Oggi probabilmente in ambito cattolico non ci sono conversioni forzate, ma nei secoli bui, o dell'inquisizione, chi non era cristiano o non si convertiva non era trattato molto meglio (solo che a quei tempi youtube non c'era ancora per documentarlo).
    In Messico, quando arrivarono gli europei, i popoli locali dovettero convertirsi forzatamente al cristianesimo, molti si buttarono dalle rupi per non rinunciare al proprio credo e comunque molta gente venne sterminata da gente che si professava cristiana.

    Quindi bisognerebbe contestualizzare meglio il periodo e non dare giudizi assoluti.

  • #63
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    Citazione Originariamente scritto da Raniero Toscano Vedi messaggio
    Mi piace leggere le vostre opinioni sul tema. Oggi nessuno pensa al fatto religioso, ma basta prendere un argomento simile che tutti si sentono pronti a dir la propria. Non dico che sono esperto in materia religiosa, ma le letture in merito hanno un posto notevole nella mia vita. Si è detto che non tutti i musulmani sono terroristi... Si torna a dire che esiste un islam buono e uno cattivo. Dove sono i musulmani buoni che denunciano i terroristi? Fatevi avanti! La mia opinione è che non esistono musulmani "buoni" perchè alla radice la cultura islamica è portatrice di violenza, sin dalla sua nascita. Spero di non aver offeso nessuno con queste parole, ma possiamo parlarne.
    Tu denunceresti un terrorista o comunque un delinquente o un mafioso cattolico (cattolico in quanto battezzato da piccolo) se lo conoscessi di persona ?
    Non e' che valga l'equazione, religione mussulmana, allora conosco il tal terrorista e lo denuncio.
    Mi sembra un'affermazione piuttosto semplicistica.

    I cattolici buoni denunciano i cattolici cattivi, oppure solo il fatto di essere cattolico equivale ad essere santo e di conseguenza per definizione nessun cattolico puo' essere cattivo ?
    (NB: lo chiedo solo perche' voglio capire meglio, sentendomi terribilmente ignorante in materia).

  • #64
    Lettore dell'estremo sud
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    La cultura cristiana non è certamente paragonabile a quella islamica. La guerra santa è descritta nel Corano come vera guerra. La distinzione tra battaglia spirituale (tema presente nel cristianesimo) e la battaglia fisica, cioè la guerra sono legate strettamente nel Corano... Per quanto riguarda i popoli dell'America Latina, la questione è più complessa. Gli europei furono davvero dei liberatori per quelle popolazioni. I loro riti prevedevano che si uccidessero bambini, sia maschi che femmine, offerti come sacrifici... Poi vi era il pasto rituale, venivano scuoiati e mangiati. Questa era la religione dei popoli di quelle terre. Gli europei erano cristiani e per forza di cose portarono un po' di normalità.

  • #65
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    così recita la bibbia:
    "chiedi, e ti sarà dato"

    lui: "DAMMELA"
    lei: "NO !"

    lui: "azz, ho beccato un'atea..."


  • #66
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    Giusto per chi se lo domandava, sono appena tornata da una serata durante la quale ho conosciuto una ragazza musulmana. Peccato non abbia fatto in tempo a mostrarmi il lato "cattivo" che sicuramemte la sua religione nasconde, questo perché ci ha raggiunti solo per un saluto veloce, dato che fino alla mezzanotte è stata impegnata con il turno di volontariato in Croce Rossa. Certo, non è equiparabile ad un atto di carità cristiana come una missione, eh, ma che ci vogliamo fare?

    Quanto al dire "non esistono musulmani buoni che denuncino i terroristi", be', purtroppo non sono abbastanza informata per dire se sia veramente così, ma è quantomeno curioso parlare di omertà in Italia. Insomma, sarebbe come dire che non esistono italiani buoni solo perché la mafia contimua ad esistere. E per quanto accanto a persone che, per codardia, paura o "comodità" se ne stanno zitte (e mi rendo conto che è un discorso complessisimo e ne sto parlando in maniera riduttiva), non si può far finta che i tanti Peppino Impastato (giusto per fare un nome) non siano esistiti.
    Faccio un po' fatica a vedere i conquistadores che per un po' di oro hanno sterminato interi popoli come liberatori, ma probabilmente abbiamo un diverso concetto di libertà.

  • #67
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    Citazione Originariamente scritto da Raniero Toscano Vedi messaggio
    La cultura cristiana non è certamente paragonabile a quella islamica. La guerra santa è descritta nel Corano come vera guerra. La distinzione tra battaglia spirituale (tema presente nel cristianesimo) e la battaglia fisica, cioè la guerra sono legate strettamente nel Corano... Per quanto riguarda i popoli dell'America Latina, la questione è più complessa. Gli europei furono davvero dei liberatori per quelle popolazioni. I loro riti prevedevano che si uccidessero bambini, sia maschi che femmine, offerti come sacrifici... Poi vi era il pasto rituale, venivano scuoiati e mangiati. Questa era la religione dei popoli di quelle terre. Gli europei erano cristiani e per forza di cose portarono un po' di normalità.
    Leggo da più parti che il Corano è 'interpretabile', ovvero che vi alcune sure che possono essere lette in un modo o nell'altro. Pure nella Chiesa Cattolica su questo ci sono posizioni differenti.
    Per curiosità personale, mi piacerebbe leggere le parti incriminate, ma non lo faccio per la paura di trovare traduzioni interpretative o di non capirne il vero spirito, mancandomi alcune conoscenze di base.

    Chiedo a te, che sembri esperto di sacre scritture, o a chiunque altro che possa dire la sua con cognizione di causa:

    - è vero che ci sono tanti dubbi interpretativi, anche sui modi di diffondere la propria fede?
    - la figura della donna è davvero così come appare negli usi e costumi attuali, o sono forzature 'interessate'?
    - ci sono anche nelle sacre scritture cristiane questi dubbi interpretativi?

    Insomma, è 'sbagliata' la Religione Islamica (ma mentre lo scrivo, sono quasi certo del contrario, anche se ricordo di avare letto alcune sure almeno discutibili) o sono sbagliati coloro che la interpretano per i propri bisogni ed aspirazioni?

  • #68

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    La mia idea è che l'errore sia alla base, nel seguire cioè un testo scritto più di un millennio fa credendo che tale testo possa essere ispirato da Dio.
    Nessun credente al mondo, di nessuna delle religioni rivelate, potrà mai dimostrare che il suo testo deriva da un essere soprannaturale e non sia semplicemente la stratificazione delle credenze di vari popoli in diversi periodi storici...

  • #69
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    C'è chi cerca di ricominciare dalla cultura per dissipare le tenebre dell'ignoranza
    La rivoluzione pacifica di Jamila, libraia a Marrakech

  • #70
    d'ya think i'm stupid?
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    Citazione Originariamente scritto da Dallolio Vedi messaggio
    La mia idea che l'errore sia alla base, nel seguire cioè un testo scritto più di un millennio fa credendo che tale testo possa essere ispirato da Dio.
    Nessun credente al mondo, di nessuna delle religioni rivelate, potrà mai dimostrare che il suo testo deriva da un essere soprannaturale e non sia semplicemente la stratificazione delle credenze di vari popoli in diversi periodi storici...
    fosse solo un discorso di ispirazione, potrebbe pure starci, perché comunque suscettibile di confronto e dibattimento.

    quello che pare abnorme è l'affermazione categorica "dettato, ricevuto, da dio". sappiamo quanto consueto sia ricevere le voci in contesti particolarmente ispirati, fanatici, trascendentali, stressati, etc, ma anche quanto facili siano le mistificazioni, anche quelle a fin di bene.

    se per convincere a non uccidere, non rubare, rispettare il prossimo, aiutarsi a vicenda, etc si deve convincere la gente che lo ordina dio con 10 tavole, siamo messi proprio male (soprattutto come popolo eletto..).
    ma vista la situazione di quel popolo, lo scopo di queste tavole erano evidentemente gli articoli riguardanti dio.

    e se anche fossero state date da lui in persona a mosè, ricordiamo che sul monte sinai non vi era nessun'altro. perciò il nostro può benissimo aver comunicato al popolo solo ciò che gli interessava. così come tanti sedicenti visionari possono aver scritto di ciò che "magari veramente avrebbero sentito dall'alto" solo quello che gli garbava.

    la parola di dio è verità, finché di diffonderla e tramandarla non se ne occupano gli uomini !

    parliamo tanto di bibbia finché fa comodo, ma poi da quel dio passiamo a cristo, -magari prendendocela con gli ebrei che l'hanno ucciso e con gli islamici che lo considerano solo un profeta-, dedicandoci a sacramenti da lui dettati, osteggiando religioni che si differenziano dalla nostra in base a diverse interpretazioni di quelle scritture.

    ma il dio a ben vedere sembrerebbe proprio il medesimo ...

    quindi non ci si combatte nel nome del dio, ma delle diverse interpretazioni che le varie popolazioni ne danno.
    perciò le guerre religiose sono esclusivamente mere questioni umane, causate da interessi umani che con dio nulla hanno a che vedere, ma che le religioni sono proprio lì create a bella posta per giustificare ciascun contendente !
    compreso chi vuole portare amore pace civiltà democrazia...

  • #71
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    una diversità che ho notato tra le varie religioni e culture è la possibilità di ironizzare su di esse e avere il diritto di critica, pubblico e privato, , in modo palese e pubblico. Ci sono luoghi e culti dove questo viene tranquillamente accettatto, in altri si tollera, in altri si proibisce, addirittura la pena può essere la morte.
    Questo è il mio criterio per stabilire dove vorrei vivere qui ed ora.

  • #72

    Predefinito

    "e se anche fossero state date da lui in persona a mosè, ricordiamo che sul monte sinai non vi era nessun'altro. perciò il nostro può benissimo aver comunicato al popolo solo ciò che gli interessava. così come tanti sedicenti visionari possono aver scritto di ciò che "magari veramente avrebbero sentito dall'alto" solo quello che gli garbava."

    Questa è infatti la cosa che maggiormente mi ha stupito (e sconvolto): miliardi di persone hanno discusso su un evento che poteva essere palesemete inventato o frutto di un'allucinazione in buona fede...

  • #73

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    Citazione Originariamente scritto da elisa Vedi messaggio
    una diversità che ho notato tra le varie religioni e culture è la possibilità di ironizzare su di esse e avere il diritto di critica, pubblico e privato, , in modo palese e pubblico. Ci sono luoghi e culti dove questo viene tranquillamente accettatto, in altri si tollera, in altri si proibisce, addirittura la pena può essere la morte.
    Questo è il mio criterio per stabilire dove vorrei vivere qui ed ora.
    In effetti come criterio è molto giusto...a mio avviso resta solo l'Europa...

  • #74
    d'ya think i'm stupid?
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    ma cos'è la religione ?
    cos'è la fede ?

    tutti sotto sotto ci poniamo certe domande, ci facciamo ipotesi, intuiamo qualcosa a modo nostro.
    ora, perché dovrebbe interessare a qualcuno se in me si sia formata l'idea di un dio, fornirmi e magari impormi un modo giusto di gestirla, analizzato e forgiato nei secoli da filosofi e teologi più o meno capaci, più o meno accettati, più o meno riconosciuti ...

    il fatto è che dalla conoscenza dell'intima natura umana, individuale e via via collettiva, discende tutta la questione sociale. ove preminente è il concetto di popolazione e gestione della stessa. che significa controllo. che significa obiettivi comuni. che significa potere.

    le tendenze economico-politiche possono variare, ma alla base vi deve essere l'ideologia.
    cosa di più accomunante e stumentalizzabile della impalpabile religiosità individuale?
    superstizioni, magie, miracoli, suggestioni, paure, la morte, l'aldilà, misteri, il bene, il male, ...
    una religione gestisce l'uomo molto più a fondo di qualunque ideologia politica, proprio perché comprende anche l'interiorita' dei singoli, che gli stessi sovente non sanno neppure riconoscere, tantomeno gestire, quando persino temono -con risvolti non di rado estesi alla psiche e manifestazioni comportamentali, che la società notoriamente si arroga il diritto/dovere di regolamentare normalizzando, anche in maniera coatta, nel comune interesse-.

    ecco in sintesi perché le religioni, originariamente adattamenti alle condizioni locali geografiche/culturali delle collettive tendenze individuali, giungono ad imporsi sulle politiche, le quali vi si asservono, a condizione che si sobbarchino in maniera forte ed efficace anche -ovviamente- di tutte le incombenze appunto politiche.
    coi risultati sovente deleteri sotto gli occhi di tutti: immobilismo e imposizione culturale, sottomissione ai regimi espressione di esse, guerre religiose, censure, ...

    uscire da tutto questo richiede un atteggiamento considerato da ogni religione blafemo, ma sotto tale ottica rivoluzionario proprio per le sue ripercussioni sul potere temporale: riscoprire e rivalutare la propria intuitiva indipendenza di animo e di percezione del mistico.
    perché la società non deve essere la morte dell'individualita', -tutti prostrati osannanti davanti a un potere-, ma anzi forgiarsi sulla partecipazione di ciascuno, valorizzato in quanto singolo per il bene comune.

    per questo anche diffido quando il rinnovamento, i nuovi corsi, il ritorno agli ideali fondanti, vengono proposti dalle stesse organizzazioni in discussione. hanno l'aria di provvedimenti e ravvedimenti studiati a tavolino, ancora solo per interesse. quindi limitate certamente al momento critico. ovviamente ove il bene delle masse è solo strumentale e transitoriamente propedeutico.

    inutile concludere che concettualmente, alla luce delle considerazioni esposte, le tanto -giustamente- contestate e condannate attuali malefatte islamiche, altro sono a mio avviso che analoghe manifestazioni di una stessa problematica umana, a noi (cattolici) tutt'altro che estranea...
    Ultima modifica di HOTWIRELESS; 08-24-2014 alle 05:51 PM.

  • #75
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    Per quanto riguarda i problemi interpretativi dei testi sacri, cerco di spiegare molto semplicemente le differenze (anche se risulta riduttivo farlo).

    Per la Bibbia i problemi interpretativi vengo risolti tramite quella che viene chiamata esegesi. Si tratta di uno studio a più livelli (lingua, luogo, tempo....) sui manoscritti a noi pervenuti e vedere quali traduzioni di uno stesso passo sono possibili e perchè. In questo senso lavorano i biblisti e i teologi: lo fanno attraverso la Pontificia Commissione biblica, la Congregazione per la dottrina della fede (per la parte riguardante i contenuti delle verità di fede), la Commissione teologica internazionale ( per la parte sistematica riguardante la dottrina di fede).

    Nella Chiesa cattolica vi è sempre una linea ufficiale di interpretazione, sia per quanto riguarda la Bibbia che i contenuti della dottrina da credere.
    Nessuno può alzarsi e dire la propria (in questo vedo l'equilibrio cattolico), come invece accade nelle comunità protestanti o evangeliche in generale e quindi anche nel mondo islamico

    Per i cattolici il testo è senz'altro Parola di Dio (lo si afferma chiaramente durante la Messa alla fine di ogni lettura), ma non in senso univoco, perchè si riconosce che il testo non viene calato dall'alto da Dio stesso e imposto, ma dato a un popolo particolare in un momento storico determinato e quindi secondo una cultura e mentalità precise. Un esempio lo troviamo per quanto riguarda la disputa sul divorzio. Nell'Antico testamento era consentito il divorzio (Deuteronomio 24,1-4), ma poi Gesù nel Vangelo lo vieta fermamente (Mt 19,3-12) Perchè questo cambiamento? Gesù nel vangelo lo esprime così: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così». Un elemento umano si era così infiltrato tra il vero credo, e Gesù lo denuncia.

    I musulmani non hanno nessuna mediazione nell'accostarsi al Corano (mentre i cattolici hanno la Chiesa), e lo leggono solo letteralmente, senza l'esegesi tipica dei cristiani (non la fanno solo i cattolici, ma anche protestanti e ortodossi). La concezione che hanno del testo è che sia direttamente dato da Dio (Allah) e che quello che contiene debba osservarsi. Non si può nemmeno discutere perché si offende Dio e si rischia di essere accusati di bestemmia. Questa è la vera tragedia del mondo musulmano, che è alla radice del fondamentalismo islamico. Ora che sapete queste cose, leggete la Sura 8,17 e poi 9,30 (solo per fare un esempio...).

    L'islam non ha un centro unificante. I cattolici trovano il loro centro attorno al papa, che è la guida per tutti i cattolici del mondo. Nel mondo musulmano vi sono tante autorità (tra queste ci sono gli imam delle moschee cittadine), centri di studio, che detengono solo un'autorità morale, ma non giuridica. Ogni moschea è indipendente dalle altre e in ognuna si predica un messaggio interpretato in maniera diversa.

    Esprimo un mio giudizio personale: nei paesi cristiani i musulmani sono in pratica liberi, mentre nei paesi musulmani, non sempre i cristiani lo sono. Malesia, Pakistan, Turchia, Egitto, Emirati arabi, Sudan... alcuni paesi musulmani poco tolleranti.

    Scusate la lunghezza, ma ho cercato di rispondere a qualche dubbio. Per quanto posso e riesco potrei rispondere ad altri dubbi, da semplice conoscitore e appassionato lettore su temi religiosi.

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