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Discussione: Nucci, Flaminia - Yuki. Rinascere dalla neve (Robin Edizioni)

  1. #16

    Predefinito Yuki

    "Su due piani e interamente in legno, la casa è arredata in stile lappone: le coperte e le tovaglie sono fatte a mano, e a terra, al posto dei tappeti, ci sono delle pelli di renna. Armas mi racconta con orgoglio che suo nonno aveva avuto l'onore di ospitare, in quel cottage, il re e la regina di Svezia.
    Mi illustra il funzionamento della stufa a legna (che aveva già acceso in previsione del mio arrivo), della cucina, dello scaldabagno e della sauna e poi si accommiata, ricordandomi che Annikki sarebbe venuta a prendermi la mattina seguente alle nove.
    La casa è calda e odora di buono, ma io sono praticamente catatonica e non ho la forza di disfare le valigie. In preda a un parossismo di amarezza, m'infilo subito nel letto. E' buio, qui nessuno mi vede. Nessuno sa dove sono, sono al sicuro. Mi raggomitolo. Non sto impazzendo, mi dico. Sono solo disperata. Tutto qui."

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  • #17

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Flaminia Nucci Vedi messaggio
    Grazie a te! Fammi sapere... A presto
    Buongiorno Flaminia,
    il tuo libro è stato acquistato alla Feltrinelli Duomo di Milano. Per gli altri guarderò online. Buona giornata.

  • #18

    Predefinito Yuki

    Citazione Originariamente scritto da Alemora Vedi messaggio
    Buongiorno Flaminia,
    il tuo libro è stato acquistato alla Feltrinelli Duomo di Milano. Per gli altri guarderò online. Buona giornata.
    Grazie mille!
    Flaminia

  • #19

    Predefinito Yuki

    "In casa le luci sono spente e fuori è ancora notte, ma grazie alla luna, alle stelle e al candore della neve, non è mai davvero buio. Scosto una tenda: persino in questa luce scura e liquida, la valle emana un pallido fulgore.
    Mi sovviene un sogno: credo di aver sognato la mia gatta, malata e sofferente com'era negli ultimi giorni. Sento una stretta al cuore e un brivido lungo la schiena."

  • #20

    Predefinito Yuki

    "Nel frattempo albeggia e, finita la spesa, mi avvicino alla riva del lago per guardarmi intorno. Il paesaggio non è cambiato. Tutto ciò che non è orlato d'argento e miniato in nerofumo è bianco o verde boschivo. Quei puntolini mobili sono pernici artiche e zigoli delle nevi che sorvolano il lago. Ogni cosa è appesantita dalla neve."

  • #21

    Predefinito Yuki

    "Dopo aver sistemato il cibo in frigorifero e nella dispensa, esco a fare due passi. Fa freddo, così freddo che il fiato resta ogni volta sospeso nell'aria come una porzione di nebbia di montagna. L'azzurro del cielo ne risuona. Camminando, i miei piedi spaccano il ghiaccio. Gli scricchiolii e le note lancinanti del cristallo che si incrina suonano alle mie orecchie come versi di un animale ferito. Sotto il sole intenso, il paesaggio è a chiazze verdi, azzurre e bianche, in un insieme multicolore che di qui volge all'alba e di là al crepuscolo. Le giornate a gennaio durano cinque ore scarse."

  • #22

    Predefinito Yuki

    "Dapprima risalgo il pendio per godermi la vista dall'alto, ma questo filare degli alberi non è pensato per il cammino degli uomini. Ci sono salici nani, pini silvestri vecchissimi, abeti rossi tempestati di licheni, betulle cadute, infidi grovigli di rovi, pareti di orchidee selvatiche, fiori bianchi di camedrio e funghi dalle forme bizzarre. L'aria sa di humus e di decomposizione. Ogni mio passo spezza qualche ramo ed io, nonostante la fatica, mi sento in sintonia con il luogo. Penso a quello che scriveva John Muir: "La natura, con i suoi boschi verdi e tranquilli, allevia e guarisce ogni afflizione. Non esiste dolore in terra che la terra non possa guarire".
    Ridiscendo per la stessa via e raggiungo la riva del lago. Con animo prudente, muovo i primi passi sugli strati d'acqua ghiacciata. Cammino in direzione del centro del lago e mi guardo intorno girando su me stessa: questa distesa di ghiaccio abbagliante fa pensare alle origini del mondo."

  • #23

    Predefinito Yuki

    Torno a casa. E' arrivato il momento di mettersi a scrivere.
    L'editore vuole un romanzo biografico, una storia di amori tormentati, visti da una prospettiva femminile.

    I primi ricordi di Diana risalivano a quando aveva un paio d'anni: la prima immagine, indistinta eppur vivissima, era quella del sorriso di sua madre e soprattutto del suo corpo morbido, profumato e accogliente. Diana avrebbe passato buona parte della vita a cercare, nei suoi amori adulti, quell'estasi di amorosi sensi e quella profonda comunione d'anime che l'avevano legata, da bambina, alla madre.
    L'avrebbe ritrovata raramente e solo per pochi attimi, tanto struggenti quanto fugaci.

    No, quest'ultima considerazione non va bene, svela già troppo. Togliamola.

  • #24

    Predefinito Yuki

    "C'è un cielo complicato di nubi irregolari, da fronte gelido, e un vento contrario che sparpaglia i tordi come pula, mentre cammino sul lago ghiacciato. Nuvole di pernici rimbalzano, metà uccelli e metà note musicali, lungo le bianche betulle adiacenti alla riva.
    Oggi è troppo gelido. Rientro.
    Metto su della musica. Fiorella Mannoia: Fragile.
    La nostalgia mi assale. Rileggo la prima poesia che hai scritto per me."

  • #25

    Predefinito Yuki

    "Il giorno della seduta era arrivato. L'aveva accolta, nel suo studio, una donna di una quarantina d'anni, dallo sguardo dolce e attento. L'aveva fatta parlare per un po' e poi, a bruciapelo, le aveva chiesto:
    "Perché l'ha sposato?".
    Poteva sembrare una domanda banale, ma in realtà aveva colto talmente nel segno, che Diana non aveva saputo rispondere. Le era venuta perfino la tentazione di guardarsi intorno, come per capire se quella domanda fosse stata rivolta a lei o a qualcun altro. Era davvero così importante il suo punto di vista? Questa domanda l'aveva folgorata. Era quello il punto: lei non c'era, non c'era mai stata. Aveva solo incarnato le aspettative degli altri, di tutti gli altri e non solo di Paolo.
    "In realtà io non mi volevo sposare, ma non ho avuto la forza di dirlo".
    Era uscita da quella prima seduta con le ali ai piedi. Aveva detto per la prima volta la parola Io."

  • #26

    Predefinito Yuki

    "Diana ascoltava rapita mentre lui le raccontava la storia della sua vita.
    "Avevo solo undici anni, quando ho visto mia madre morire schiacciata in un incidente d'auto. Figlio unico, sono cresciuto con mio padre. Solo io e lui. Era un impiegato comunale e faceva l'allenatore di atletica leggera. Da ragazzo, io correvo i quattrocento a ostacoli. Il mio maggior desiderio, subito dopo la laurea, era di riformare la famiglia che avevo perduto.
    Dalla prima notte in cui ho dormito con Cristina, non sono più tornato a casa. Se tornassi indietro, non avrei così fretta e probabilmente non la risposerei, ma non l'ho mai tradita prima d'ora. Non sono più innamorato, ma c'è molto amore tra di noi. E' una donna pratica e concreta ed è una buona madre, ma non è una donna d'anima. Nel nostro rapporto è mancata l'anima. Purtroppo è andata così...".
    Diana non aveva aggiunto alcuna parola a quella narrazione, per un profondo senso di rispetto e per non rompere l'incanto di quella confessione. Non parlava, ma riusciva perfettamente, con la sua empatia e la sua sensibilità, ad accogliere il dolore di quell'uomo, apparentemente così forte e sicuro di sè, ma in realtà costretto a reprimere, in fondo all'anima, il singhiozzo di un bambino disperato."

  • #27

    Predefinito Yuki

    "Io e Annikki rivestiamo la slitta con abbondanti pelli di renna, mentre Armas sistema i cani: i più forti e massicci in fondo a "reggere" il peso maggiore della slitta, i più leggeri, maggiormente addestrati ai comandi verbali, davanti, a dare la direzione.
    Il loro istinto è talmente forte, che, prima ancora che siamo pronti, saltano e spingono per partire, incuranti del freno, ben piantato nella neve.
    Blocchiamo con degli elastici il piccolo container con i viveri, poi Annikki mi fa sedere davanti a lei che sta al centro della slitta, mentre Armas sta dietro in piedi.
    Rilasciato il freno e vinto l'attrito iniziale, la slitta comincia a scivolare leggera sulla neve. I cani sono al settimo cielo e corrono spensierati. Si guardano intorno curiosi, solo raramente si voltano indietro o mangiano un po' di neve per rinfrescarsi. Arrivati ad un bivio, Armas dà il comando verbale e i cani in cima alla muta eseguono alla perfezione, senza alcuna titubanza.
    Giriamo intorno al paese e puntiamo verso il lago. Lo percorriamo per il lungo, questa volta.
    La vista si perde in orizzonti infiniti, bianchi di luce e di neve. Tutto intorno, cielo, montagne e silenzio, interrotto solo dal fiato dei cani e dal sibilo della slitta che fende la neve e riga il ghiaccio. L'emozione mi assale e mi si riempiono gli occhi di lacrime. E' tanto tempo che non mi sentivo così felice."

  • #28

    Predefinito Yuki

    "Sono in viaggio in qualche paese lontano. Partecipo ad una sorta di rituale sciamanico, che si tiene lungo un corridoio all'aperto, delimitato da due muretti adornati da oggetti di culto e fiori di diversi colori.
    I partecipanti al rito si dispongono lungo tutto il corridoio, dando le spalle ai muretti, in attesa di incontrare una sciamana, che percorrerà il corridoio fermandosi a parlare con le persone che riterrà essere bisognose del suo aiuto.
    Sono un po' spaventata, perché ha fama di essere molto diretta, quasi aggressiva in certi casi, con le persone a cui si rivolge.
    Eccola. Ora la vedo. E' una donna bruna di mezza età avanzata, dall'aria estremamente selvatica. E' partita da destra, mentre io sono in fondo al corridoio a sinistra. Avanza spedita, seguita da alcuni suoi adepti. Sta per raggiungere la fine del corridoio e sotto sotto spero che non si fermi a parlare con me. Mi supera di un metro e penso già di averla scampata, quando improvvisamente torna sui suoi passi e mi si mette proprio di fronte.
    Mi guarda e mi rivolge la parola con tono leggermente perentorio, in una lingua sconosciuta, che non comprendo minimamente.
    Ho un po' paura di lei, ma, nello stesso tempo, sento una dolcezza e una vicinanza, anche fisica, incredibili, nei confronti di questa donna. Alla fine del suo discorso, quasi sottovoce, mi sussurra all'orecchio "Non avere paura...".
    Vorrei appoggiare la testa sul suo petto e rimanere lì, ferma sul suo cuore, tanta è la dolcezza che provo; ma non oso e rimango immobile, come stregata da questo insperato momento di beatitudine.
    Che strano sogno..."

  • #29

    Predefinito Yuki

    "Tutto era cominciato con un sogno.

    Sono in un villaggio dove è in corso una grande festa.
    In un piccolo specchio d'acqua, intravedo un gatto, che, accorgendosi di me, mi si avvicina. Lo accarezzo. Ha uno sguardo un po' triste e il naso di chi è rimasto in acqua per troppo tempo. Voglio farlo uscire.
    Una volta fuori dall'acqua, si trasforma in una bellissima donna, molto dolce e un po' intimidita.
    Inspiegabilmente, la perdo di vista. Si è persa nella folla.
    La cerco in ogni dove, perché me ne sono perdutamente innamorata."

  • #30

    Predefinito Yuki

    "L'archeologia del lutto non è ordinata. Porta alla luce emozioni dimenticate, stati mentali confusi, sentimenti imprevisti. Ora il senso di perdita mi opprime il petto, pesante come una montagna. Da quando tu e la gatta non ci siete più, mi sembra di aver chiuso il cuore a doppia mandata.
    Faccio per mettere un po' di musica, quando, distrattamente e con la coda dell'occhio, mi accorgo che è tornata la lince. Resto immobile e aspetto l'attimo in cui non rischio di essere vista, poi mi siedo davanti alla finestra e comincio a guardarla col binocolo."

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