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Discussione: CII GdL - I custodi del libro di Geraldine Brooks

  1. #1
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    Predefinito CII GdL - I custodi del libro di Geraldine Brooks

    Domani 1° ottobre partirà questo nuovo gruppo di lettura che vedrà coinvolte
    qweedy, Shoshin, ayuthaya, Kira990 e Nefertari

    Chiunque vorrà unirsi a loro potrà farlo. Buona lettura a tutte !

    "È il 1996 a Sarajevo e Hanna Heath, trentenne restauratrice australiana di manoscritti e libri antichi, è appena giunta nella capitale bosniaca devastata da cinque anni di guerra civile e ancora sotto il fuoco dei cecchini. Qualche giorno prima, Hanna ha ricevuto da Gerusalemme una telefonata da un insigne studioso di antichi manoscritti ebraici. L'israeliano le ha comunicato che durante la Pasqua ebraica, il capo della comunità giudaica di Sarajevo ha tirato fuori la Haggadah, il celebre libro di preghiere che si pensava ridotto in cenere sotto i bombardamenti del '92....
    "


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    Predefinito “Là dove si danno alle fiamme i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini".


    Geraldine Brooks (Sidney 1955), giornalista australiana, corrispondente di guerra. Premio Pulitzer per la narrativa per il libro "L'idealista", basato su "Piccole donne" della Alcott, che racconta le esperienze del padre delle sorelle March durante la guerra di secessione negli Usa.



    Ho iniziato la lettura dell'e-book, traduzione Massimo Ortelio. Titolo originale "People of the Book".




    La Haggadah di Sarajevo è un manoscritto miniato contenente il tradizionale testo illustrato della Haggadah di Pesach. È una delle più antiche haggadoth sefardite del mondo, originariamente realizzata a Barcellona intorno al 1350. Attualmente è conservata presso il Museo Nazionale della Bosnia ed Erzegovina a Sarajevo, dove è esposta permanentemente.

    Scritta a mano su pelle di vitello e illustrata con miniature in rame e oro, la Haggadah di Sarajevo si apre con 34 pagine di illustrazioni di scene chiave della Bibbia dalla Creazione alla morte di Mosè. Le sue pagine sono macchiate di vino, a riprova del suo utilizzo durante numerosi Seder di Pesach. (da Wikipedia)

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  • #3
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    Come già fatto prima e durante le letture dei capolavori di Singer,anche adesso che mi avvio a leggere con voi il libro di Geraldine Brooks,ho
    voluto ascoltare la lezione di Alfonso Pedatzur Arbib,Rabbino capo di Milano sulla Haggadah di Peshac.
    La lezione è curata dal canale ufficiale del Gran Rabbinato di Milano.

    https://youtu.be/XzBNv0v5PeA

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  • #4
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    Predefinito Un'ala di insetto - Sarajevo, 1940

    La parola haggadah deriva dalla radice ebraica hgd , “racconto”, e si riferisce al precetto biblico che impone ai genitori di narrare ai figli la storia dell’Esodo; si tratta di testi adatti ad essere portati a tavola durante la cena rituale della Pasqua ebraica. Prodotta in Spagna in età medievale, la cosiddetta “Haggadah di Sarajevo” costituisce una vera rarità: un manoscritto ebraico riccamente illustrato risalente ad un’epoca in cui la fede giudaica condannava in modo categorico ogni genere di illustrazione.



    Il prezioso testo è stato salvato da un bibliotecario musulmano, e Hanna, la trentenne restauratrice australiana di libri antichi, è stata chiamata a Sarajevo per esaminare e restaurare il prezioso manoscritto.
    Mi piace molto la descrizione dell'accuratezza con cui Hanna esamina e ripara le pagine del libro, come fosse un'operazione chirurgica, recuperando minuscoli frammenti come l'ala di un insetto ed esaminando le macchie per ricostruire il percorso che il libro ha fatto attraverso i secoli.


    Incendio della Biblioteca di Sarajevo

    "Il 25 agosto 1992, delle granate serbe, nel contesto dell'assedio di Sarajevo, causarono la completa distruzione della biblioteca. Prima dell'attacco la biblioteca ospitava 1,5 milioni di volumi e più di 155.000 libri rari e manoscritti. Si trattò del più grande incendio deliberato di una biblioteca nella storia moderna. Alcuni cittadini e bibliotecari tentarono di portare in salvo alcuni testi anche se erano sotto il tiro dei cecchini. La bibliotecaria Aida Buturović di 32 anni perse la vita mentre era intenta a salvare dalle fiamme alcuni libri.
    La maggioranza del libri non si salvò. Si conta che circa il 90% del patrimonio della biblioteca andò perduto".
    (da Wikipedia)
    Ultima modifica di qweedy; 10-03-2019 alle 09:14 PM.

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  • #5
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    Riesco finalmente a riprendere la lettura stasera.
    Volevo essere più tranquilla, così da dedicarmi
    serenamente a questo libro.

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  • #6
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    Guardando il video mi stupisce che l'Haggadah venga sfogliata tranquillamente, pensavo dovessero indossare guanti e usare molta prudenza nello sfogliare le pagine.
    Curioso che venga salvata più volte da non ebrei, e che sia riuscita a sopravvivere a molte guerre e distruzioni. Come fosse indistruttibile.



    Sto proseguendo nella lettura (sono al 34%), il racconto torna indietro nel tempo, per spiegare come l'ala di insetto sia finita tra le pagine del libro, e come l'haggadah sia finita in mano al museo. Molto coraggioso il bibliotecario che si oppone con una bugia ai nazisti che sono venuti per prendere il libro.
    Sinceramente non amo molto gli sbalzi temporali, preferisco un racconto più lineare. Per ora devo dire che mi ha intrigato di più Annus Mirabilis, della stessa autrice. Anche se qui il fascino maggiore, più che nelle parti di racconto inventato, sta proprio nella ricostruzione storica dell'Haggadah, con le sue sparizioni e apparizioni. E' davvero affascinante la storia di questo prezioso manoscritto miniato in rame ed oro, compilato a Barcellona attorno al 1350, in cui era raccontata la fuga dall’Egitto, sopravvissuta all’Inquisizione Spagnola, ai Nazisti e ai cannoni serbi.

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  • #7
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    Forse speravo di trovare in questo libro
    molte più cose ,di respirare la forza e la
    sacralità che solo antichi fogli
    come quelli in pergamena della Haggadah
    possono conservare e porgere al mondo
    dopo secoli di storia .
    Ma non è così.E un poco mi dispiace.
    Proseguo fino in fondo comunque.
    I libri non si devono mai lasciare.
    È possibile che da qualche parte riuscirò a trovare
    il mio motivo per questa lettura.

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  • #8
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    Citazione Originariamente scritto da qweedy Vedi messaggio
    La parola haggadah deriva dalla radice ebraica hgd , “racconto”, e si riferisce al precetto biblico che impone ai genitori di narrare ai figli la storia dell’Esodo; si tratta di testi adatti ad essere portati a tavola durante la cena rituale della Pasqua ebraica. Prodotta in Spagna in età medievale, la cosiddetta “Haggadah di Sarajevo” costituisce una vera rarità: un manoscritto ebraico riccamente illustrato risalente ad un’epoca in cui la fede giudaica condannava in modo categorico ogni genere di illustrazione.



    Il prezioso testo è stato salvato da un bibliotecario musulmano, e Hanna, la trentenne restauratrice australiana di libri antichi, è stata chiamata a Sarajevo per esaminare e restaurare il prezioso manoscritto.
    Mi piace molto la descrizione dell'accuratezza con cui Hanna esamina e ripara le pagine del libro, come fosse un'operazione chirurgica, recuperando minuscoli frammenti come l'ala di un insetto ed esaminando le macchie per ricostruire il percorso che il libro ha fatto attraverso i secoli.


    Incendio della Biblioteca di Sarajevo

    "Il 25 agosto 1992, delle granate serbe, nel contesto dell'assedio di Sarajevo, causarono la completa distruzione della biblioteca. Prima dell'attacco la biblioteca ospitava 1,5 milioni di volumi e più di 155.000 libri rari e manoscritti. Si trattò del più grande incendio deliberato di una biblioteca nella storia moderna. Alcuni cittadini e bibliotecari tentarono di portare in salvo alcuni testi anche se erano sotto il tiro dei cecchini. La bibliotecaria Aida Buturović di 32 anni perse la vita mentre era intenta a salvare dalle fiamme alcuni libri.
    La maggioranza del libri non si salvò. Si conta che circa il 90% del patrimonio della biblioteca andò perduto".
    (da Wikipedia)

    Giorni fa ho trovato un articolo su internet.
    Lascio qui un frammento di esso.

    "Lo scrittore bosniaco Goran Simić, guardando dalla finestra la biblioteca in fiamme, scriveva: ”Liberati dalla canna fumaria, i personaggi girovagavano per la città, mescolandosi con i passanti e le anime dei soldati morti. Ho visto Werther seduto sul recinto di un cimitero distrutto; ho visto Quasimodo, dondolante sul minareto di una moschea; Raskolnikov e Mersault sussurravano, per giorni, nella mia cantina; Yossarian già commerciava con il nemico; il giovane Tom Sawyer era pronto a vendere, per pochi soldi, il ponte Principov”.

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  • #9
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    Predefinito Macchie di vino - Venezia, 1609

    Introibo ad altare dei (mi accosterò all'altare di Dio)

    Saraievo era conosciuta nel passato come città multi-etnica e multi-religiosa. Al suo interno convivono tre diverse religioni: l'islam, il cristianesimo (con due confessioni: cattolica ed ortodossa) e l'ebraismo. Il grande clima di tolleranza e rispetto tra queste confessioni ha portato a soprannominare Saraievo la Gerusalemme d'Europa. I rapporti tra queste fedi si sono incrinati in seguito alle guerre iugoslave.(da Wikipedia)



    “Volevo evocare i custodi del libro, le diverse mani che l’avevano creato, adoperato, protetto.” Così scrive l’autrice. Attraverso i flashback riscopriamo tutta la vicenda della Haggadah di Sarajevo conoscendo tutti gli individui che l’hanno creata, adoperata e protetta.


    Citazione Originariamente scritto da Shoshin Vedi messaggio
    Giorni fa ho trovato un articolo su internet.
    Lascio qui un frammento di esso.

    "Lo scrittore bosniaco Goran Simić, guardando dalla finestra la biblioteca in fiamme, scriveva: ”Liberati dalla canna fumaria, i personaggi girovagavano per la città, mescolandosi con i passanti e le anime dei soldati morti. Ho visto Werther seduto sul recinto di un cimitero distrutto; ho visto Quasimodo, dondolante sul minareto di una moschea; Raskolnikov e Mersault sussurravano, per giorni, nella mia cantina; Yossarian già commerciava con il nemico; il giovane Tom Sawyer era pronto a vendere, per pochi soldi, il ponte Principov”.
    Che bella immagine!

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  • #10
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    Ciao a tutte, ci sono anche io! Sto commentando poco ma ci sono!
    Sono arrivata al punto in cui Hanna sta facendi analizzare la macchia di vino. A me invece i continui salti temporali e narrativi a ritroso nel tempo piacciono molto: ho idea che il vero protagonista di questo romanzo non sia l'Haggadah in sé per sé (quello che magari sperava Shoshin) ma il suo "viaggio" nel tempo e nello spazio, e quindi la sua miracolosa sopravvivenza... E comunque non è detto che l'ultimo passaggio, ovvero (suppongo) il momento in cui l'Haggadah è stata redatta, non sveli qualcosa anche sul suo significato. Bello, mi piace l'occasione che questo libro ci offre di aprire una serie di parentesi storiche...

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  • #11
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    Ciao a tutti!! Io ho letto poche pagine fino ad ora, sto iniziando a conoscere Hanna e mi piace, mi intriga moltissimo il compito che le è stato affidato. Proseguo entusiasta, oggi dovrei riuscire a dedicare più tempo alla lettura e portarmi un pò avanti.

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  • #12
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    Predefinito I libri di Aida

    https://27.al/aida-vajza-qe-u-dogj-n...ilione-librat/

    Sto incontrando a poco a poco i miei motivi
    per essere grata a questo libro.

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  • #13
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    Predefinito Finito!

    “Volevo evocare i custodi del libro, le diverse mani che l’avevano creato, adoperato, protetto.” Così scrive l’autrice.

    Sono arrivata alla fine di questa lettura. Attraverso i flashback riscopriamo tutta la vicenda della Haggadah di Sarajevo conoscendo tutti gli individui che l’hanno creata, adoperata e protetta. Dall’inquisizione al nazismo questo libro prezioso è stato posseduto, trafugato, nascosto, è passato in molte mani, da quelle ebraiche, alle cristiane fino a quelle musulmane, ed è salvo solo grazie all’amore di coloro che l’autrice definisce i custodi del libro.

    Avrei preferito una trama più lineare, senza i flashback, che a mio parere rendono la lettura un po' slegata, come fossero tanti racconti diversi.
    Affascinante comunque aver scoperto la storia dell'Haggadah di Sarajevo. Grazie Shoshin che l'hai suggerito!
    Ultima modifica di qweedy; 10-09-2019 alle 09:04 PM.

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  • #14
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    Citazione Originariamente scritto da qweedy Vedi messaggio
    “Volevo evocare i custodi del libro, le diverse mani che l’avevano creato, adoperato, protetto.” Così scrive l’autrice.

    Sono arrivata alla fine di questa lettura. Attraverso i flashback riscopriamo tutta la vicenda della Haggadah di Sarajevo conoscendo tutti gli individui che l’hanno creata, adoperata e protetta. Dall’inquisizione al nazismo questo libro prezioso è stato posseduto, trafugato, nascosto, è passato in molte mani, da quelle ebraiche, alle cristiane fino a quelle musulmane, ed è salvo solo grazie all’amore di coloro che l’autrice definisce i custodi del libro.

    Avrei preferito una trama più lineare, senza i flashback, che a mio parere rendono la lettura un po' slegata, come fossero tanti racconti diversi.
    Affascinante comunque aver scoperto la storia dell'Haggadah di Serajevo. Grazie Shoshin che l'hai suggerito!

    Sto per finire la lettura anche io.
    Con il trascorrere dei giorni mi sono
    appassionata ed ho trovato
    interessanti spunti per ricerche successive che
    vorrei fare.
    Oggi sono passata nei pressi della Sinagoga di Trieste.
    Volevo chiedere un appuntamento per poter parlare
    con qualcuno,per sapere se si può attingere da loro
    fonti per approfondire questo argomento.
    Ma c'era un presidio piuttosto nutrito di militari che non lasciavano passare nessuno.

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  • #15
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    Leggendo questo libro mi rendo conto di avere grandi lacune sull'argomento trattato, ho letto pochi libri che trattano di Ebrei e delle loro tradizioni. Sono stati molto interessanti i video che avete postato e mi piacerebbe approfondire un pochino un paio di argomenti (sia su ebraismo e sia sulla storia di Sarajevo).
    Shoshin sarebbe bellissimo se riuscissi a parlare con qualcuno in Sinagoga, sarebbe un'esperienza davvero interessante e istruttiva.
    Tornando al libro, sono a circa metà. Il continuo fashback non mi disturba più di tanto ma mette in secondo piano Hanna, tanto che quasi mi disturba che ci sia il ritorno alla sua parte tra un racconto del passato e l'altro.

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