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Discussione: Viaggio a Shanghai

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    Predefinito Viaggio a Shanghai

    Il volo è stato diretto da Malpensa: 12 ore no stop.
    Sedili un po' stretti, io un po' largo, ma tutto sommato non malaccio.
    Se ci fossero i bottoni con le faccine però, premerei il rosso: cavolo, se al momento di mangiare chiedo vino, dammene un bicchiere, non mezzo; e se poi te ne chiedo ancora un po', non rifiutarmelo!
    Capisco che gli ubriaconi siano un problema, soprattutto in volo, ma io sono un passeggero, mica il pilota, e poi ho detto 1 bicchiere, mica un fiasco!
    Diciamo poi che se qualche passeggero e passeggera non mi avessero allietato con i loro vari gas, sarebbe stato pure meglio.

    Atterro all'alba in un aeroporto immenso, ordinatissimo e pulitissimo.
    Faccio un controllo sicurezza simile ma più veloce, meno umano ma anche meno sospettoso, di quello di NYC.

    Incontro l'autista che mi aspetta.
    Usciamo e sento subito un odore strano che mi ricorda le feste del paese dopo che hanno fatto i fuochi artificiali.
    Poi l'odore si trasforma in una sottile puzza che ti prende subito la gola: è l'inquinamento.
    E va bene che piove che dio la manda e perciò l'aria è un po' più pulita.
    - Però Pechino è molto peggio - mi spiegano.
    - Sai che consolazione - penso io.

    Il cielo fa letteralmente schifo.
    Diciamo che un cielo grigio non entusiasma nessuno, però le nuvole sono nuvole, te ne fai una ragione, se poi abiti in campagna impari anche ad apprezzare il ciclo dell'acqua e ad amare la pioggia che bagna la terra.
    Perciò anche se il cielo grigio non mi piace, diciamo pure che non sono nemmeno il suo peggior detrattore.
    OK?
    Ma questo è uno schifo.
    Uno schifo.
    Uno schifo così non me l'ero nemmeno immaginato.
    Grigio, ma non grigio di nuvole: grigio di grigio.
    In genere un cielo grigio è filaccioso come lo zucchero a velo, e se lo guardi di lì è diverso che se lo guardi di là;ma questo no.
    Questo ha la consistenza, l'omogeneità e il colore dei gas di un'acciaieria a carbone.
    Grigio come se l'avessero dipinto con uno spray, tutto uguale da qualsiasi parte ti giri.
    Non è che se guardi in su lo vedi sfumare, in una qualche direzione intravedi il sole, le nuvole...NO!
    Tutto grigio, piove e non vedi le nuvole dallo smog che c'è!

    Non marca bene...

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    Predefinito La strada, i primi grattacieli e le casette.

    Inizia il viaggio lungo un'autostrada che più che asfaltata sembrava levigata a specchio: non una buca, non uno scossone, le giunture dei viadotti appena le sentivi.
    Poi in città è la stessa cosa.
    Diciamo che il campionato del mondo di asfaltatura, per me, l'hanno già vinto i cinesi (almeno Shanghai).
    Gli svizzeri arriveranno anche secondi ma con un distacco umiliante.
    La strada corre lungo le due monorotaie a levitazione magnetica (non so se l'espressione sia corretta) del treno che collega la città con l'aeroporto.
    Mi dicono vada a 450Km/h.
    Sto attento a vedere se lo vedo sfrecciare, ma alla fine lo intravedo e basta fermo in stazione che gli spuntano si e no 10 metri di muso.

    Man mano che arriviamo verso il centro, palazzi sempre più alti, brutti, mal rifiniti e pessimamente tenuti: non ci sono due finestre uguali e spesso sono protette da gabbie di acciaio inox fai da te che nemmeno in Brasile.
    Mi dicono che servono per proteggersi dai ladri e per permettere ai bambini di "uscire".
    Mah... non so se sia vero, ma preferisco non sincerarmene di persona.
    Attraversiamo un ponte sospeso bianco enorme (e penso al Morandi), che finisce in una chiocciola che fa due giri su se stessa fino ad arrivare a terra e permetterti di girare per la città.
    Una cosa che ti colpisce, soprattutto dall'alto dei viadotti, è il contrasto tra le casette e i grattacieli.
    Le casette sono tutte a due piani, uguali tra loro, o almeno molto simili, costruite lungo stradine parallele, tutte coi lavandini di fuori.
    Le guardo bene e mi ricordano qualcosa, come se ci fossi già stato, ma non ricordo.

    Dopo un'ora di viaggio arriviamo in hotel ma vista l'ora non posso entrare in camera, perciò lascio la valigia e vado a farmi un giro.
    Ci sono dei viali alberati, sembrano platani.
    Nelle traverse ci sono le stradine e le casette di prima.
    Una è in ristrutturazione, coperta da strani ponteggi: strani perchè invece di essere fatti coi classici tubi innocenti, sono in bambù tenuti su col fildi ferro.
    Osservo bene le casette, tutte uguali, almeno la fattura, poi siccome sono tenute male, ugnuna è personalizzata a modo suo.
    Ognuna ha due o tre lavandini sulla strada, attaccati alla casa, una cosa stranissima.
    I gabinetti - mi dicono - ormai li hanno messi all'interno.
    Ci sono anche le fogne - che bene! - ma dall'odore è evidente che non funzionano alla perfezione.
    Poi, finalmente, ricordo: sono proprio quelle dei vecchi film di kung-fu che vedevo a nastro al cinema di paese negli anni 70!
    A un certo punto trovo un cancello che sbarra la strada: oltre continuano le case ma è tutto vuoto.
    Proviamo a passare ma ci fermano e ci spiegano che non si può, che hanno già evacuato la zona perchè devono demolire tutto.
    Faranno altri grattacieli.

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    Predefinito Negozietti e mercatino

    Passiamo davanti a tre negozietti di cibo da strada.
    Vorrei fermarmi a vedere ma quelli con me sembra abbiano fretta.
    Ci do comunque un'occhiata e vedo tanti spiedini colorati dove riconosco tentacoli di polpo, gamberetti, trippa, un qualcosa che somiglia agli arrosticini, pevè (credo sia l'animella, ovvero la tiroide del pollo), zampe di gallina a non finire, ali e teste d'anatra tutte belle ordinate, non molto invoglianti, ma ordinate si.
    Che poi ci penso e mi domando se uno può camminare per strada mangiandosi la testa di un'anatra.
    Cosa fai, ti succhi un becco mentre attraversi sulle strisce?
    Poi penso a quando ero in Portogallo e anche lì mi sono ritrovato a mangiare una zuppa di zampe di gallina, per altro molto buona, ma ero seduto, non camminavo per il marciapiede.
    O quando sono a Firenze o a Prato - che anche lì c'è pieno di cinesi - e magari mi ritrovo per strada alle 2 del mattino a mangiare un panino di lampredotto, che poi sarebbe l'ultimo tratto dello stomaco della mucca.
    Niente di male - anzi, è squisito - però un panino, come uno spiedino, è più pratico che succhiare una testa mentre cammini.
    - Chissà - mi domando - se se le portano anche al cinema al posto dei pop-corn!

    Ci sono parecchi negozietti di frutta.
    Alcuni frutti sono come i nostri, ma magari un po' diversi.
    Le arancie mi dicono essere più aspre (magari sono diversi gli innesti, vai a sapere!).
    I cachi (anche qui sono di stagione) sono come i miei cachi cachi, tondi e di un rosso opaco e intenso, non come i cachi-mela che dànno sull'arancione e brillano, ma qui sono piccoli piccoli, come una noce.
    Poi c'è della frutta che non conosco e mi piacerebbe assaggiare, ma non saprei dove mettermela sul momento, perciò lascio perdere sperando di avere altre occasioni.
    - Cos'è quello? - domando, anche se mi rendo conto essere una domanda un po' retorica.
    - E' il mercato - mi dicono - sotto pesce e verdura, sopra carne. -
    - Possiamo andare a vedere? - e scendiamo di sotto.
    I primi banconi di frutta e verdura erano propio belli, non nel senso che sembrava di essere in un negozio di primizie, ma perchè comunque era famigliare, ordinato e pulito.
    E poi avevano un sacco di cose interessanti e mi spiegano che certi bastoni pelosi sono come le nostre carote, hanno un sacco di tuberi ma non vedo patate come le nostre, al limite quelle rosse.
    Tante rape bianche, pulitissime, bianchissime.
    Diversi tipi di insalata, anche una sorta di serzetto, solo un po' più grosso del nostrano.
    Pomodori dello stesso colore scuro e spento dei cachi, ma con una pelle sottilissima: che strani!
    cavolfiore, anche quello bianchissimo.
    E non so cos'altro, tutto bianchissimo...
    - Un po' troppo bianco - penso tra me e me, mi sorge il dubbio e domando, perchè veramente, mi sembra la pubblicità del dentifricio.
    E infatti, mi spiegano, siccome l'ochio vuole il suo, spesso frutta e verdura viene sottoposto a un lavaggio, una sorta di candeggio...
    L'ultima cosa che ricordo erano i piselli e i fagiolini, lunghi - non esagero - 60cm.
    Mi viene da ridere, anche perchè chiamarli fagiolini è una contradddizione in termini, ma mi spiegano che superano pure il metro!

    Poi ci sono quelli che vendono un po' di tutto tipo i congelati, i sottaceti o prodotti sotto sale, ricordandomi i mercatini spagnoli e portoghesi degli anni 70 e 80.
    uno vende una sorta di rotoli di spugna marrone chiara.
    - Cos'è? - domanda uno di noi.
    - Secondo me - dico io - è cotenna di maiale fritta, ma non ne capisco il colore e la quasi trasparenza. -
    - Perchè anche questa la candeggiano - mi spega uno del posto.

    Poi ci sono dei banconi del pesce.
    Il primo ha del pesce morto.
    Diciamo che se fosse stato sul ghiaccio era meglio.
    Freschissimo non era, ancora mangiabile - a casa mia no - ma nei ristoranti sì.
    Riconosco i cefali, le lampughe e i pesci sciabola; gli altri non so cosa fossero.
    Di uno mi dicono il nome, mi ricorda leggermente il pesce balestra ma tutto grigio e molto più piccolo e mi dicono che è una prelibatezza e che costa addirittura 20 EUR/Kg.
    Poi ci sono altri banconi dove il pesce è ancora vivo, ammassato e sguazzante in cassette di polistirolo lercie.
    Una pescivendola sventra un cefalo che sbatte.
    Un'altra invece sfila anguille piccole e sottilissime con un'abilità da non credersi, lasciando una lisca perfettamente pulita.
    Se la verdura - tranne quella candeggiata - mi era piaciuta, se la frutta mi aveva sorpreso, il pesce mi lascia un po' così...
    Insomma, io ho un concetto di fresco un po' diverso, nel senso che lo compro pescato o allevato in mare, morto da poche ore, ma è stato sempre nel ghiaccio.
    Qui invece lo compri ancora vivo, ma da quanto è che sta a soffocare in quelle vaschette piene d'acqua putrescente? Boh!
    Per terra invece tengono un sacco di rete pieno di rospi.
    Faccio il giro, trovo l'ultimo del settore pescheria che gamberi vivi (sempre nelle solite vaschette) e vongole di tutti i tipi: un tipo è nera, enorme, che sarà pesata mezzo chilo l'una.
    Chissà com'erano con due spaghetti!
    Poi trovo i pollivendoli con polli, galline e anatre morte.
    Infine, quello delle uova di gallina, anatra, quaglia, non so cosa (erano verdastre) e poi altre, impastate in una sorta di melma marrone.
    - Cos'è? - domando io.
    - Sono uova di gallina. -
    - OK, ma quella specie di melma marrone? -
    - Sono uova di gallina fermentate nell'argilla. Praticamente sono marcie. Quando le apri, dentro sono tra il grigio e il nero. Ma sono buone, te lo garantisco. -
    Sorrrido. Mi incuriosivano davvero.
    - Poi devi farmele assaggiare - dico io.
    - Sicuro! - mi dice lui - prima di partire se vuoi andiamo a mangiare street food in un bel posto che conosco. -
    - Affare fatto - rispondo io.

    Finiamo il giro.
    - Andiamo al piano di sopra - mi dicono.
    - No grazie - rispondo io, pensando che se di sopra c'è la carne... preferisco non sapere nemmeno.

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    Predefinito Hotel

    L'hotel occupa un interno grattacielo.
    Di lusso, tutto in pietra.
    Ma strano, perchè io una hall + reception così piccola e stretta l'ho vista poche volte.
    Sono al 25° piano, a quasi 100m d'altezza.
    Ma la vista non è granchè, sia perchè tutto in torno sono solo grattacieli e anche abbastanza brutti, sia perchè grazie alla cappa di grigio sempre presente, il terzo grattacielo appare sfocato e il quinto appena lo intravedi.
    La camera, più che grande è lunga, con un bagno lungo, un corridoio lungo, una stanza discreta, e una finestrina che fa angolo con il panorama di cui sopra.
    La finestra è strana perchè allineata al bordo esterno del muro perimetrale, mentre nello spessore del muro è ricavato un ripiano coperto di cuscini a mo' di divano, così ti ci puoi sedere appoggiandoti al muro a leggerti un libro stando quasi di fuori.
    Deve essere una bella esperienza, ma che lascio volentieri agli altri: alla fin fine, dall'abisso, mi separerebbe un normalissimo vetro, e non mi sembra il caso.
    Ho di tutto: scrivania (da cui scrivo), tavolino, sedie, lavatrice, cucina, 3 o 4 porte scorrevoli, accappatoio e maschera antigas in caso di incendio.
    Mi faccio una doccia, mi appisolo qualche ora e poi vado a cena, che sarà indimenticabile e racconterò dopo.
    Intanto saluti.

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    Predefinito Harrison Ford

    Sono le 18 e ci vengono a prendere in macchina, un monovolume della Lincoln, grande, bello, comodissimo.
    Saliamo e partiamo.
    Fuori c'è la solita pioggia acida e il buio rotto dalle insegne e lampadine.
    Giriamo tra le viuzze della città, che vista dal basso, dove sono io, entusiasmante non è.

    Si arriva, scendiamo dalla macchina, saliamo delle scale, ascensore e via al 6 piano di una palazzina liberti di 100 anni fa.
    Entriamo in un bar con poltrone e divani bassi e larghi, quasi da stravaccarsi, ma non ci fermiamo nemmeno un istante, perchè attirati dal panorama che si intravede fuori dalla terrazza, ci precipitiamo fuori.
    In pratica, il palazzo da su un canale vicino alla foce dello Yang-tse (o Fiume Giallo), ma non è un canale come lo intendiamo noi, come quelli che puoi vedere in Piemonte o Lombardia che portano l'acqua alle risaie; no.
    Qui un canale è largo 300m e le petroliere e i porta-containers (non i battelli) vanno e vengono.
    Io sono sul lato vecchio del canale, il lato nuovo è quello che ho di fronte.
    Grattacieli colossali (400, 500, 600m non lo so, sparo a caso ma non sbaglio di tanto) che si perdono tra le nuvole e a un certo punto scompaiono.
    Tanti sono ricoperti di led perciò non smettono un attimo di sparare pubblicità e messaggi vari.
    Ma è difficile immaginarselo, perchè un cartellone pubblicitario largo 80m e alto 400 con una cascata continua di colori, è difficile da immaginare se non l'hai mai visto.
    E non ce n'è uno, ma tanti.
    Poi c'è il classico pirullo (quello non manca mai in nessuna metropoli che si rispetti), che esaurite le forme a missile, mega-antenna, nave spaziale...qui ripiega su tre pali incrociati, come un gigantesco sgabello, che culmina in una sfera, dalla cui sommità si diparte il pirullo vero e proprio con cono e antenna finale.
    Poi ho come un deja-vu, come se in quel posto ci fossi già stato, tante volte anche, ma non è un deja-vù, è che mi sembra di essere piombato in Blade Runner, al buio, la pioggia, i grattacieli che si perdono nelle nuvole, la pubblicità perenne, visi orientaleggianti e io che sono un duro, un figo e ho una missione...
    A parte il personaggio , sì, sembra proprio di essere in Blade Runner.
    Guardo il canale, immenso, molto più largo del Danubio presso Belgrado o il Tamigi a Londra per fare degli esempi...cioè, il Po o la Senna qui non li mettono nemmeno nella cartina geografica... e osservo una petroliera, che dopo averne incrociata un'altra, vira a destra di 90° con un'abilità che pare stia facendo una sgommata in bicicletta: una manovra così, io (scherzi a parte sono comandante) non l'ho mai vista fare.
    Guardo di sotto e vedo un campanile illuminato di giallo, ma è vuoto, senza campana.
    Quegli istanti, sono sicuro, mi rimarranno impressi tutta la vita.

    Rientriamo e andiamo a cena.
    Trattasi di ristorante italiano.
    Evidentemente vogliono farci sentire a casa ns.
    All'estero non vado mai ai ristoranti italiani perchè sono terrorizzato all'idea delle schifezze che mi possono propinare... per carità, anche in quello afro-islandese mi danno delle schifezze, ma almeno - da ignorante - non posso giudicare.
    Iniziamo con antipasti misti.
    Mi chiedono cosa voglio di primo o di secondo, ma prudentemente dico che voglio stare leggero e che mi riservo di decidere dopo.
    Al chè ci portano il mondo: classica caprese abbastanza buona e quasi fresca, sardine sott'olio molto buone (cioè, se me l'avesse regalate un calabrese(*) dicendomi l'ha fatte mia mamma, le avrei apprezzate alle stesso modo), focaccia ricoperta di cipolle di Tropea, olive, un buon olio da metterci il pane, un piatto di salumi discreti, formaggi tra cui alcuni di alpeggio (perciò non il solito grana + pecorino romano + mozzarellina), insalata buona, acciughe sotto sale, addirittura la farinata di ceci (non al livello di quella del Ponente genovese, ma buona sì)...e via.
    Da bere portano del Vermentino di Sardegna.
    - Oh no - penso io, immaginandomi già il bruciore alla gola e il mal di testa del giorno dopo (in genere il Vermentino è peso!).
    Questo è chiaro, cristallino, profumatissimo, leggero e fruttato ma persistente.
    Guardo l'etichetta e vedo che nonostante la leggerezza fa 13,5°.
    Eccellente, il miglior Vermentino della mia vita.
    Me ne sarò tracannato una bottiglia.
    Portano un sacco d'altra roba da mangiare che adesso ho rimosso.
    Poi i dolci: cannoli e babà, buoni anche loro, non come essere a Catania, ma insomma, non posso nemmeno pretendere il retrogusto della ricotta di pecora fresca!
    Per finire, un buon passito.
    Ottima cena, forse il miglior ristorante italiano all'estero in cui ho messo piede.

    Prima di andare via ripasso dalla terrazza: uno dei posti più cupi del mondo, reso indimenticabile.

    Torniamo in hotel, restiamo di sotto, chiacchieriamo un po'.
    Tiro fuori un antico toscano, lo strizzo e lo ammezzo con le mani.
    Mi riparo dal vento, lo appizzo e mi godo calde bocconate.


    (*) in genere questi regali te li fanno i calabresi.
    Ultima modifica di Carcarlo; 12-03-2019 alle 11:26 PM.

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    Predefinito Colazione (primo assaggio della Cina)

    Mi sveglio presto e vado giù a fare colazione a buffet.

    Vado subito dal tavolo di prodotti locali.
    Le zuppe non mi attirano e le lasciò lì,
    Parto con un po' di verdurine (poche che potrebbero essere piccanti e alle 06:30 AM non è il caso), un uovo fermentato nel the e due - chiamiamoli - panini.
    Da bere - un caffè! - chiedo, ma poi mi correggo - no sorry, one espresso. Strong, very strong. -
    Le verdurine risultano essere fermentate nell'aceto, come fanno in Korea, una cosa immangiabile.
    Immangiabile perchè davvero, mi sforzo di capire dove se le possono mettere, ma io, dopo avercele avute in bocca, nemmeno su un unghia incarnita.
    Mi dispiace, mi rendo conto che i gusti sono gusti, io non faccio lo schifiltoso, anzi sono curioso e voglio assaggiare, ma acido, aspro, amaro e piccante insieme, mi sembra uno scherzo, non una ricetta.
    Per carità, anche uno straniero può restare sorpreso dalla ns mostrada, Ok, è strana forte, come il cren in Slovenia, ma insomma, un conto è un gusto strano, un'altro sono 4 gusti strani conditi da un petardo, che ti resti acidità di stomaco e ti torni su fino a Natale.
    L'uovo è sodo, col gusto di quando non è affatto fresco, un odore che insomma... ma finisce lì.
    I panini sono delle palle di pane cotte al vapore. A vedersi sono bellissime, ma non gli trovo gusto, sono senza sale, la consistenza mi ricorda un budino di midollo industriale (masch-mellow o come si scriva, boh!)... restano lì anche loro.
    Allora provo con tre dolci fritti, ma quello più buono per me era del pane secco fritto: almeno capivo cos'era,
    Assaggio qualche altra cosa, ma insomma, non è proprio del mio gusto.

    Insomma, che deluso, mi alzo, prendo pane, formaggio, un pezzetto di prosciutto e via.
    Mi portano l'espresso che sembrava un secchio d'acqua, ma anche io me l'ero un po' cercata.

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    Predefinito Al lavoro

    E' la solita storia: finchè giri come turista, finchè spendi o si suppone e spera che tu lo faccia, sono tutti gentili (in Liguria mica tanto) ed è tutto bello.
    I musei sono belli. Gli hotel di lusso sono belli. I negozi sono belli. La gente è gentile, se poi devi comprare qualcosa gentilissima, ti dicono persino che sei intelligente, arguto, simpatico, magro, bello, slanciato... basta che paghi.

    Quando invece vai per lavoro, quando invece ti presenti dando per scontato che non paghi, che vendi qualcosa e magari vuoi essere pagato, la musica cambia.
    E capisci come gira in ogni posto.
    E spesso viene voglia di tornarsene a casa.
    Vedremo come va oggi.

    Comunque la giornata inizia bene, perchè grazie a una notte di vento gelido, il cielo si è un po' ripulito.
    Il sole non lo vedi, ma almeno c'è un chiarore e non piove.
    Però il vento gelido persiste.

    Devo essere riservato col mio lavoro.
    Perciò diciamo che sono uno specialista nella progettazione, costruzione e riparazione di scaldabagni.
    Solo che in Occidente, causa concorrenza cinese, tutti i costruttori di scaldabagni hanno chiuso le fabbriche, magari hanno tenuto il logo, ma delocalizzando in Cina.
    Resta sempre il settore della riparazione degli scaldabagni, solo che crolla pure quello perchè costa meno metterlo nuovo che ripararlo.
    E allora il lavoro di aziende, centinaia di persone, l'economia di centinaia di famiglie, va in fumo.
    Al che un mio cliente specializzato nella produzione di ricambi per la riparazione degli scaldabagni mi dice - senti, cosa ne pensi se andassimo a vedere come gira in Cina? Mettiamo di vendere i pezzi per riparare 1 scaldabagno su 1.000: su 1.500.000.000 abitanti... il business c'è! -
    E così partiamo per la Cina, per capire com'è qui il mercato della riparazione degli scaldabagni, se esiste, se bisogna aprirlo.
    Vediamo.

    Chiediamo al ns cicerone / agente / tuttofare, di portarci in una zona industriale, per vedere se c'è qualcuno che li ripara, almeno se esiste il settore.
    Arriviamo in una vera e propria città fatta di capannoni, caseggiati per lavoratori e buchi dove fanno da mangiare di tutto.
    Passiamo di fianco a una coda che si accalca da uno che non si capisce cosa faccia, anche se dal fetore potrebbe essere una conceria di tabacco, una di pelle, una cartiera o una discarica in fiamme, ma poi mi dicono di no, che è uno che frigge il tofu.
    - Vuoi assaggiarlo? - grazie, magari dopo che mi sono reincarnato, - andiamo avanti. -
    Quello con me esprime la sua opinione condita con una bestemmia.

    L'avevo notato anche in città, ma qui devi stare proprio attento.
    C'è pieno di ciclomotori elettrici (perciò silenziosissimi), scassati (perciò non frenano), stracarichi come i risciò indiani (perciò instabili e ingovernabili), che vanno di fretta (perciò sfrecciano come pazzi), che sgusciano di qui e di là come sorci impazziti: bisogna stare molto attenti!
    Troviamo tutti i settori merceologici, cerchiamo tutto ciò che possa riguardare la casa, perchè dove c'è un idraulico comune, magari trovi anche uno specialista di scaldabagni.
    Entriamo, chiediamo, nessuno parla inglese, noi in cinese sappiamo dire solo cambè (cin-cin) e scei-scei (grazie) ma serve a poco.
    Chi non ci risponde nemmeno, chi ci tratta con freddezza, chi ci prova a comunicare - non è facile - chi molto gentile ci fa sedere e ci offre un bel bicchiere d'acqua calda.
    Non un te, no: acqua calda.
    Col freddo che fa magari fa anche piacere, ma solo l'idea che faccia l'effetto di un clistere - non sarebbe stato nè il momento nè il posto giusto - mi costringere a ringraziare tantissimo e far finta di bere.

    La mattina va avanti, continuiamo a girare, ci troviamo vicino alla zona dei bar e poco dopo gli alloggi popolari,
    Tra una fila di auto posteggiate, vediamo una corda stesa tra due alberi, alcuni ganci a questa legati, e appesi, costati dalle ossa appiattite e pelle giallastra.
    Uno pensa subito ai soliti luoghi comuni, ma per educazione li escludi subito...ma poi vedi altro, e capisci che quelli appesi sono cani, anche abbastanza piccoli.
    Come i baccalà, appesi a seccare al vento freddo.
    Mi allontano e dietro a una macchina vedo due gabbie con due cuccioli, due bastardini.
    - Andiamo via, va - dico io al mio collega che immortala.

    Poco più in là, una BMW si ferma, scende una famiglia evidentemente abbiente, con al guinzaglio uno di quei cagnetti da passeggio, pettinati, col pullover...
    Possibile che non esista una via di mezzo?
    Possibile che o i capricci e i vizi fino alla perdita della propria animalità, oppure il macello?
    Possibile che non ci possa essere - non dico amore - ma semplice convivenza?

    Camminiamo tutto il giorno tra officine, capannoni, segheria, demolitori, magazzini.
    Un vento freddo che dio lo manda.
    Al mio collega scappa la pipì.
    Vede l'insegna e ci va?
    - Vieni anche tu? -
    - No grazie - rispondo io avendo già fatto la mia esperienza altrove...
    - Ma hai visto come funzionano? - mi chiede il collega quando torna.
    - Se sono come quelli che ho visto altrove, sì - sorrido io.
    - C'è una canaletta di scolo - mi dice lui, tu ti ci metti sopra, una gamba qui, una là, lo tiri fuori e stai attento a non beccare quello che ti da la schiena. Se invece la devi fare più grossa, c'è una trave per lungo, ti ci siedi sopra con le cosce, stai attento a non finire nè di qua nè di là, e la fai...davanti a tutti -
    - Ti deve proprio scappare per riuscirci - ridevo io che essendo più giovane riesco a tenerla più a lungo!

    Alla fine, il contapassi del mio collega marcava più di 12Km.
    - Bene - dico io - quasi niente colazione, pranzo nulla (e vorrei vedere!), 12 Km, se facciamo tutti giorni così, torno a casa che sono dimagrito un botto!

    Tornando mi sono preso della frutta e me la sono portata in camera: adesso faccio colazione qui, che è meglio!

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    Predefinito E si ri-magna!

    Dopo una giornata lunga, fredda e stancante, ci si risiede di nuovo intorno a un tavolo a mangiare.

    Questa volta sono proprio contento perchè finalmente assaggerò la tipica cucina cinese.
    che poi in questo caso, cinese non è, ma pechinese, del nord est.

    Grande tavolo rotondo, e nel mezzo un grande vassoio rotante.
    Dietro di me, tante anatre a metà cottura appese a sgocciolare su delle pietre bagnate, in modo che non si rapprenda il grasso che cola.
    Un bellissimo forno dove le anatre vengono introdotte a girare e a finire la cottura.
    Quando escono, due chef le fanno a fettine e le servono.
    Come si sarà capito, qui il piatto forte è l'anatra.

    Prima te la servono alla pechinese, cioè a fettine di magro, grasso e cotenna, che le avvolgi in una piadina con un filo di cipolla, cetriolo e salsa nera (credo soia, ostriche o non so che accidente); poi solo la cotenna che la pucci nel grasso, e infine ti portano un brodo biancastro fatto con le ossa, midollo e avanzi dell'anatra.
    Io non l'ho trovata squisita, anche perchè soono abituata a sgrassarla l'anatra, se no può risultare pesantemente indigesta, comunque al di là dei gusti, indigest anon risultò.
    Poi portarono pollo piccante, verdure piccanti, peperoncini piccanti, una insalata di non so che coi cetrioli di mare, una insalata di una sorta di serzetto peloso (era buona), riso alla cantonese, fegato d'oca in una sorta di marmellata, manzo in salsa agrodolce (ma nerastra, non quella rossa che si trova da noi), maiale in non so che, funghi in non so cos'altro.
    Se mi chiedi se mi è piaciuto, dico Ni.
    Ni perchè si vede che c'è del lavoro, del saper fare, non era certo cibo decongelato... però i risultato finale, quel misto di acido, piccante, amaro...a me non entusiasma.

    Comunque, kampè!

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    Predefinito 1.500.000.000

    Da voi sono le 00:19.
    Qui invece le 06:19, perciò vado di fretta che devo andare, quindi solo due righe.

    Ieri dovevamo andare verso il centro per partecipare ad una fiera.
    Siccome il traffico è bestiale (ma qui bestiale appartiene ad un'altra dimensione, Genova, Napoli, Roma... sono un'altra cosa), prendiamo la metro.
    Qui è lunga circa 500Km, ma noi - per fortuna - ne abbiamo avuto solo per 50 minuti.

    Dire calca è fuorviante.
    L'ammasso rende un po' più l'ideale, e meno male che sono un maschio occidentale, perciò (qui) più alto della media e bello grosso, e non una cinese mingherlina...
    Insomma, sapete come si entra nella metropolitana nelle ore di punta? Soprattutto se hai uno zainetto in spalla?
    Si entra di schiena, perchè così riesci a pressartici dentro meglio.
    Quando ti impunti sul predellino, schiacci lo zaino in faccia a quello dietro di te e fai forza col piede, è costretto e retrocedere premendo gli altri.
    Poi è comodo e sicuro perchè poi, certo, bisogna uscire, e allora sono quelli dietro di te che prima spremevi, che adesso ti sputano fuori.
    A un certo punto si sono aperte le porte e mi sono sentito letteralmente un tappo di champagne sparato fuori.
    Io non dovevo mica uscire, ma gli altri si.
    Sono finito 2 metri fuori dal vagone, sulla pensilina, poi sono rientrato tra i primi e quelli dopo mi hanno messo la schiena in faccia e mi hanno pressato.
    Si fa così.

    Idem per entrare in fiera.
    50 minuti di coda.
    E poi dopo per riprendere la metro: un serpentone di 3km e un ora e mezza di fila.
    Che poi è bello perchè ti senti una goccia d'acqua sottoposta alla legge di Bernoulli o alla formula di Navier-stokes, e in ogni momento, senti come varii la tua velocità di efflusso a seconda della pressione a cui sei sottoposto.

    Mentre ero a uno stand mi offrono un piattino con caramelle.
    Prendo una bustina che conteneva qualcosa sotto vuoto.
    Faccio per aprirla e un cinese che masticava un po' d'inglese mi dice - no sweet -
    - No candy? - domando io.
    - No candy. Mit - e poi riprende - mit doc. -
    Lo guardo un po' così e non capendo bene, chiedo - meet? -
    - Yes, meet. - e poi - meet doc -
    - Dog or duck? -
    - Doc! -
    - OK - dico stirando un mezzo sorriso, - but doc bau bau or doc qua qua? -
    - Qua qua mit -
    - OK - ringrazio sorridendo.
    Apre la confezione e trovo due pezzetti di carne grandi come falangi, un po' cartilaginose, un po' ossee: erano due pezzetti di collo d'oca piccante.
    Diciamo che se ti aspettavi una Fiesta o un Kinder Bueno, ci resti un po' così... ma poteva anche starci.

    Poi, una volta fuori, abbiamo assaggiato un po' di cibo di strada: lingue d'oca e pevè di anatra.
    Le prime erano una noia a levarci le ossette che collegano la lingua al becco, le seconde erano discrete.
    Solo che poi l'odore non te lo levi più!

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    Predefinito Pensieri sconnessi

    Siamo nella hall che aspettiamo e si parla un po' di tutto.
    Uno osserva che in Cina, col cellulare, si fa di tutto, perchè oltre a tutto il resto, utilizzando il codice QR (?)ci paghi la metro, ci paghi il taxi, ci paghi (non scherzo) le linghe d'anatra e le animelle d'oca.
    - Il risutato è che ti controllano - dice uno.
    - Il risultato è che finisci per non staccare più il naso da quell'affare lì - dice un altro
    - Io ormai - dice Arturo - mio figlio - che conosco e ha 12 anni - l'ho perso. Non ci parla più. quest'anno siamo andati in vacanza in Sardegna e credo che non abbia fatto nemmeno un bagno, sempre attaccato a quell'aggeggio. Non ci parla nemmeno più. Ormai c'ho rinunciato -
    Silenzio
    Poi riprende - e in casa, si chiude in camera con la playstation e non lo vediamo nemmeno per cena, sempre col joystick in mano... -
    Silenzio.

    Alla reception c'è un ragazzo giovanissimo, si e no di 25 anni, della periferia di Napoli.
    I genitori l'hanno spedito all'alberghiero, non si sa perchè ha voluto studiare il cinese, ha fatto domanda e ha trovato lavoro qui per un anno.
    sa tutto di Shanghai e quando gli chiediamo dove possiamo andare a mangiare qualcosa che non abbai o ci faccia uscire il fuoco da una parte o dall'altra (scusate l'espressione ma qui, soli tra maschi, dopo qualche giorno il livello si abbassa un pochino), che poi la cucina locale ci mette del suo, ci indica vari ristoranti a scelta.

    Usciamo per prendere un taxi.
    Ci sono i lavori in corso.
    Ovviamente ci mettiamo a osservare le ruspe, i camion, le betoniere, chi sostiene che le manichette dell'alta pressione dovrebbero avere una curva più accentuata, chi dice che non si può lavorare con le gomme in quel modo... poi qualcuno nota che il manovale al bobcat (la ruspetta, quella piccolina, tutto fare) avrà si e no 16 anni.
    - Difficile a dirlo - penso io - che non siamo abituati a giudicare l'invecchiamento degli orientali - però - ci penso un po' - deve essere giovanissimo lo stesso, sembra proprio un ragazzino. -
    - E che abilità! - dice uno.
    - Non si muove che 40 o 50cm e fa tutto. -
    Infatti, col joystick, questo ragazzo fa miracoli: nel suo piccolo sembra il timoniere della petroliera nel canale dell'altra notte.
    Poi ci penso, che insomma, se proprio è così giovane, perchè si ritrova a lavorare in un cantiere di notte?

    Andiamo alla pizzeria Grottammare (in giro per il mondo ce ne saranno almeno 15.000...se brevetto il nome divento ricco!!).
    I camerieri sono tutti cinesi.
    Un po' ci scappa da ridere.
    Anche il pizzaiolo, che però fa anche il giocoliere e tiene per aria la bellezza di 3 pizze.
    avete presenti quelli al semaforo con 3 palline?
    Ecco, lui 3 pizze.
    poi le sbatte giù, pomodoro, mozzarella...
    Io ho fatto l'aiuto pizzaiolo un paio d'anni e una cosa così non l'ho mai vista.
    Applaudo.
    Applaudo ancora.
    I miei colleghi mi vengono dietro.
    - Bravo! Bravo!! - grido.
    Se lo merita.
    Se le fa passare anche dietro la schiena.
    Sembra un film.
    Poi arriva il caposala, un altro ragazzo di meno di 30 anni, anche lui di Napoli, che ha studiato inglese, cinese, è venuta qui, ha sposato una pechinese, c'è rimasto...

    Ecco, forse sarà che ho la panca piena ee mi domando un paio di cose:
    1. abbiamo lottato 150 anni per strappare i bambini dal lavoro minorile per poi lasciarli a rimbecillirsi davanti ai video giochi con un joystick in mano fino a non riuscire nemmeno a comunicare coi genitori o godersi una vacanza da privilegiati? Ma - parlando da bestie - non era meglio metterli a passare il rullo compressore o a guidare il bobcat? Almeno imparano che nella vita ci sono anche sacrifici, che non sempre portano male.
    2. Se nel 1950 uno andava a New York, entrava in un hotel e cercava uno sveglio, trovava un receptionist italiano; se poi andava al ristorante e cercava uno bravo, di nuovo, trovava un italiano. perchè? Perchè dopo 40 anni di disastri, l'Italia, a chi era sveglio, più di tanto mica poteva offrire. OK. E adesso, nel 2019, dopo 74 anni di democrazie e benessere diffuso, perchè ci ritroviamo al punto di partenza? Perchè non mi trovo con un receptionist belga o svizzero? Perchè in questi paesi sono ricchi? OK. E allora perchè non trovo un albanese e un rumeno appena usciti da 70 anni di dittatura del proletariato?

    Adesso sono in camera.
    Potrei accendere il PC e andare a leggermi due notizie ma... meglio di no, se no mi rispondo da solo.

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  • #11
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    Predefinito Souvenir

    Oggi, nello stand, mi sono messo in tasca 2 confezioni di colli di anatra dolci-piccanti.
    Sono belle, colorate, con i pokemon o qualche altra scemenza.
    Li porterò a casa e li darò ai miei figli dicendo loro che sono i dolcetti di Halloween cinesi.
    Voglio vedere le loro facce.
    Che poi, son sicuro, prima che li assaggino, mia moglie indagherà - sicuro! - e sentirai che strilli!!
    Secondo me, non faranno nemmeno in tempo a scartarli.

    Per carità, alla fine glieli risparmierò.
    Però, mi domando, non è che crescere a base di colli piccanti aiuti - almeno un pochino - a formare il carattere piuttosto che i Kinder Delice, le sorpresine e i bidoni industriali di nutella?
    No, perchè se qui sono delle macchine, un motivo c'è, e se noi invece stiamo venendo su dei rammolliti, pure.

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  • #12
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    Predefinito Il grande fratello

    Quando atterri ti prendono le impronte della mano e del viso.
    Sì, anche quelle del viso visto che ti fanno il rilevamento biometrico.

    Da lì in poi, ad ogni angolo, ci sono almeno 3 telecamere che ti filmeranno contemporaneamente in qualsiasi luogo tu vada.

    Avete presente quei filmati di incidenti stradali ripresi da più angolazioni, che per un attimo ti domandi come mai nello stesso luogo c'erano tante telecamere?
    Ecco, vengono dalla Cina. Lì non c'è risaia che non sia sorvegliata in continuazione da più angolazioni.

    5m prima dell'incrocio? Telecamera.
    Giri a destra? Telecamera.
    Entri in metropolitana? Telecamera, scanner per zaini e borse e passi biglietto elettronico.
    Sulla pensilina? Telecamera.
    Sul vagone? Telecamera.
    Esci dalla metropolitana? Telecamera e ripassi il biglietto elettronico così sanno dove sei entrato e dove sei uscito e come eri vestito.
    Fai il furbo che ti copri il viso con un berretto e ti fai crescere la barba? Loro rilevano anche le proporzioni del corpo e come cammini.

    Tutti i pagamenti avvengono mostrandosi reciprocamente il cellulare e scambiandosi il codice QR.
    L'unico che tirava fuori i soldi ero io.
    Questo vuol dire che sanno tutto di te, anche tutto quello che compri.
    Tutto
    TUTTO
    TUT-TO

    Volete un esempio?
    Col mio collega del posto entriamo nella metropolitana.
    Ci avviciniamo alla macchinetta del caffè.
    Si scambiano il codice QR.
    La macchinetta gli domanda se vuole il caffè ristretto senza zucchero.
    Lui preme il tasto SI e la macchinetta glielo prepara.
    Come ha fatto a conoscere le preferenze del caffè?
    Semplice: attraverso i tuo cellulare sanno chi sei e siccome tutte le macchinette del caffè sono in rete, memorizzano i tuoi gusti.

    Ora: se le macchinette del caffè sanno cosa vuoi, potete immaginarvi cosa sa di voi la polizia?

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    Predefinito Le oche e lo shopping

    Se vai a mangiare al ristorante, il piatto forte è l'anatra alla pechinese, l'anatra laccata, l'anatra agrodolce, l'anatra all'arancia, l'anatra all'anatra...
    Se invece mangi per strada o sei al duty free shop dell'aeroporto e desideri uno snack leggero, puoi succhiare il becco a un'anatra, o mangiare le ali d'anatra, o le lingue di anatra, o l'animella dell'anatra o le lingue di anatra.
    L'anatra, diciamo, va per la maggiore e non ne sprecano nemmeno una piuma.

    Infatti fanno i piumini d'oca per il mondo intero.
    Quelli con Marca che si vendono nei negozi della Marca, quelli con Marca che si vendono nei negozi senza marca e quelli senza marca.
    Nei primi due casi, quelli dei prodotti con Marca, non si tratta di originali e imitazioni, ma di Originali venduti nei negozi Originali e gli stessi identici Originali venduti sul mercato parallelo.
    Facciamo un esempio.
    I parka Canadian Goose, in special modo il modello Toronto https://www.canadagoose.com/it/it/gi...op-mens-parkas da 1.515,00€, a seguito di una bella trattativa, l'ho visto comprare a 68€.
    Ripeto: l'originale; non un'imitazione.
    Se il negoziante lo vende a 68€, vuol dire che al massimo lo ha pagato 45/50€ da un grossista che al massimo lo ha comprato a +/- 30/35€ dal produttore a cui è costato sì e no 20€.

    Viene un po' da riflettere.
    Innanzi tutto c'è chi viene spennato, e nell'ordine: l'oca, il lavoratore (ammesso e non concesso che sia maggiorenne), l'acquirente in Italia (ma questo un po' se l'è cercata, gli altri 2 no).
    C'hanno guadagnato, sempre nell'ordine: lo Stato Italiano che ha incassato il 22% di IVA + i dazi doganali, il detentore del marchio, il produttore.
    Chi spenna e chi viene spennato (dai soldi, dell'energia, della vita)
    E chi ancora crede al lusso, allo charme, alla classe, al glamour, allo stile....che farebbero la differenza tra 1.515 e 20€?

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  • #14
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    Predefinito In casa del ladro non si ruba!

    Fatta man bassa di vestiti, si passa all'elettronica.

    Tutti hanno i-phone, samsung, LG...e giù come matti a comprare i prodotti originali venduti sul mercato originali a prezzi stracciati.
    Strac-cia-ti.
    Custodia originale i-phone? 5€.
    Auricolari i-phone? 5€.

    - Cavolo, ma allora anch'io! - decido pensando alla cover di plasticaccia rigida da 20€ del mio cellulare.
    - Ce l'ha anche per il mio? -
    - Which brand? -
    - Huawei. -
    - No. -
    - No? -
    - No. -
    Cambio negozio.
    - Do you have covers for the smartphones? -
    - Yes! I-phone, samsung, LG...? -
    - Huawei. -
    - No. -
    ...
    giro un altro negozio e di nuovo la stessa risposta.
    - Ma insomma, Huawei è cinese! Perchè non ce l'hanno? - domando io stizzito.
    Al che, uno di noi, un po' più sveglio se la dà e giustamente osserva - perchè è cinese. -
    - E allora? -
    - E allora che finchè bisogna fottere americani, coreani, finlandesi... va tutto bene e lo stato cinese li sovvenziona pure, perciò possono venderti qualsiasi cosa, contraffatta o originale che sia. Ma se vuoi Huawei e sei in Cina, o comperi dalla Huawei che non te la mette 5€, o non comperi proprio, e nessuno si sogna di sgarrare e fare il furbo coi prodotti loro. -
    - A casa del ladro non si ruba - sbotta un altro.

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    Predefinito Le donne e le coccole

    Piero è italiano, sta in Cina da 20 anni, è il nostro broker, il nostro contatto, il nostro cicerone, sa il cinese, ha sposato una cinese e hanno un figlio di 10 anni.

    - Com'è il tran tran quotidiano di una famiglia cinese? - domanda uno - è come da noi? -
    - No, è molto diverso - ci spiega Piero. - L'obiettivo di una coppia cinese è allevare i figli come se fossero un investimento, perchè loro saranno quelli che dovranno sostenerti durante la tua vecchiaia. Li educhi, gli paghi la scuola, tutto, ma loro poi dovranno restituire. Un investimento. -
    Restiamo un po' in silenzio.
    - Non c'è un rapporto affettivo genitore-figlio come lo intendiamo noi. Per carità - dice Piero - gli vogliono bene, ma non esiste che te lo abbracci, che lo sbaciucchi: resta sempre un rapporto molto freddo. Se proprio ricevi una coccola, è dai nonni, non dai genitori. -

    - E con la religione come vanno? -
    - Ci sono parecchie religioni: buddisti, scintoisti, taoisti, ma poca roba, dopo tanti anni di comunismo e ateismo di stato, il senso religioso è crollato. C'è chi ha le sue immaginette, ma il tutto resta confinato a livello personale. Vanno forti i musulmani e nord-ovest, anche i cristiani sono in crescita, pure altre sette, ma è un po' diverso che da noi. Per esempio, qui i vescovi li nomina il Partito. -

    - E con le donne come va? - domando giocoso io.
    - Con le donne non ci sono tanti problemi, perchè rimosse le paranoie moralistiche religiose, vai abbastanza tranquillo. -
    - Anzi - riprende dopo un po' - è anche facile per noi occidentali cuccare. -
    - Perchè? -
    - Perchè qui non esiste che uno fa tanti complimenti a una donna, perciò solo che le dici due cose minimamente dolci, questa ti guarda con due occhi così. -
    Ci rifletto e mi accorgo che in effetti non ho mai visto una coppia baciarsi, una coppia per mano o semplicemente qualcosa che sembri una coppia.
    - Il problema - riprende ancora - è che i giovani non sanno dove consumare, perchè con tutte queste telecamere non c'è un posto dove appartarsi, nemmeno un posteggio, e il problema è che non è che è come da noi che ne puoi approfittare quando sei solo in casa, qui in una casa ci vivono in 15, quando mai è vuota! -

    - Ma poi come sono le cinesi? - incalziamo curiosi.
    - In Cina c'è il detto che quelle di Shanghai sono le peggiori, che assillano e opprimono i mariti, e che a loro volta i mariti di Shanghai sono di pasta frolla e si fanno mettere i piedi in testa. -
    - E a te com'è andata? - domando io che stavamo finendo la terza bottiglia di vino.
    - A me è andata bene, anche se dopo il matrimonio ci sono state delle tensioni, è stato difficile, ma poi l'ho mesa in riga. -
    - Ma sono così terribili quelle di Shanghai? -
    - No, non è quello. E' che come ti dicevo prima, qui una madre o un padre non sono così affettuosi coi loro figli come siamo noi che magari esageriamo pure, e a me questa cosa non è andata giù e ho chiarito subito alcune cose. -
    Lui non ha detto altro e nessuno ha più chiesto più nulla.
    In cuor mio spero siano felici.

    Io sono letteralmente un orso: solo che acchiappo i miei figli me li sbaciucchio tutti; mia moglie non ti dico; i gatti scappano via come lippe.
    A me piace strizzare e coccolare le persone care.
    Ne ho proprio bisogno.
    Non saprei come trasmettere il mio amore senza impastare la persona amata.
    Eppure c'è tanta gente che - magari amando profondamente lo stesso - poi è fredda al momento del contatto umano.
    1.500.000.000 persone che non si impastano e in un cucciolo di cane vedono solo qualcosa da infornare, ci sono telecamere ovunque, macchinette del caffè che si fanno i cazzi miei e in più mi rompono le palle con i Huawei, 'sto posto comincia a non fare per me.
    Cioè, non faceva per me dalla prima boccata d'aria che ho respirato, ma mi sforzavo di trovare lati positivi: adesso vediamo di fare il mio lavoro e poi a casa.

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