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Discussione: Huidobro, Vicente

  1. #1
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    Predefinito Huidobro, Vicente

    Vicente Huidobro, nome completo Vicente Garcia-Huidobro Fernandez (Santiago del Cile, 10 gennaio 1893 – Cartagena, 2 gennaio 1948), è stato un poeta cileno.
    Ho scoperto questo poeta durante la lettura di "Amuleto" nel bellissimo gruppo di lettura qui in forum.
    Fu il padre del creazionismo, corrente poetica che non conoscevo e che lo stesso poeta spiega così nella sua raccolta di saggi Manifesti, del 1925:

    È una poesia nella quale ogni parte che la costituisce, e tutto l'insieme, mostra un fatto nuovo, indipendente dal mondo esterno, slegato da qualunque altra realtà che non sia la propria, che prende il suo posto nel mondo come fenomeno singolo, a parte, distinto dagli altri. Questa poesia è qualcosa che non può esistere se non nella testa del poeta. E non è bella perché ricorda qualcosa, perché ricorda cose viste, a loro volta belle, né perché descriva cose belle che potremmo anche vedere. È bella in sé e non ammette termini di comparazione. E nemmeno può essere concepita fuori dal libro.

    ARTE POETICA

    Que el verso sea como una llave
    que abra mil puertas.
    Una hoja cae; algo pasa volando;
    cuanto miren los ojos, creado sea,
    y el alma del oyente quede temblando.
    Inventa mundos nuevos y cuida tu palabra;
    el adjetivo, cuando no da vida, mata.
    Estamos en el ciclo de los nervios.
    El músculo cuelga,
    como recuerdo, en los museos;
    mas no por eso tenemos menos fuerza;
    el vigor verdadero
    reside en la cabeza.
    ¿Por qué cantáis la rosa, oh, poetas?
    ¡Hacedla florecer en el poema!
    Sólo para vosotros
    viven todas las cosas bajo el sol.
    El poeta es un pequeño Dios.

    ARTE POETICA

    Che il verso sia come una chiave
    che apre mille porte.
    Una foglia cade; qualcosa passa volando;
    quanto vedono gli occhi, creato sia,
    e l’anima di chi ascolta rimanga tremante.
    Inventa mondi nuovi e cura la tua parola;
    l’aggettivo, quando non dà vita, uccide.
    Siamo nel ciclo dei nervi.
    Il muscolo penzola,
    come ricordo, nei musei;
    ma non per questo abbiamo meno forza;
    il vigore vero
    risiede nella testa.
    Perché cantate la rosa, oh poeti?
    Fatela fiorire nel poema!
    Solo per voi
    vivono tutte le cose sotto il sole.
    Il poeta è un piccolo Dio.

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  • #2
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    Ecco dove l'avevo sentito . Poco fa avevo visto il doodle di google e il suo nome mi diceva qualcosa .

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  • #3
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    Ricordo che era un acerrimo nemico di Pablo Neruda, con il quale scambiò "complimenti" per tutta la vita. Mi sembra di ricordare anche una loro riappacificazione prima della morte di Neruda ma non sono certo che sia andata così.

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    ERAVAMO GLI ELETTI DEL SOLE

    Eravamo gli eletti del sole
    E non ci siamo resi conto
    Siamo stati gli eletti della più alta stella
    E non abbiamo saputo rispondere al suo regalo
    Angoscia d’impotenza
    L’acqua si amava
    La terra ci amava
    Le selve erano nostre
    L’estasi era il nostro stesso spazio
    Il tuo sguardo era l’universo faccia a faccia
    La tua bellezza era il suono dell’aurora
    La primavera amata dagli alberi
    Adesso siamo una tristezza contagiosa
    Una morte prima del tempo
    L’anima che non sa in che posto si trova
    L’inverno nelle ossa senza un lampo
    E tutto questo perché non hai saputo che cos’è l’eternità
    E non hai compreso l’anima della mia anima nella sua nave di tenebre
    Nel suo trono di aquila ferita d’infinito

    Traduzione di Gianni Darconza

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