Trevi, Emanuele - Due vite

alessandra

Lunatic Mod
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E' una sorta di doppia biografia di due scrittori morti giovani, Rocco Carbone e Pia Pera, intimi amici dell'autore. In realtà non si tratta proprio di una biografia ma di un insieme di aneddoti, osservazioni, riflessioni, stralci di conversazioni e affettuosi riferimenti a due persone che lo scrittore - e questo traspare da ogni parola - ha profondamente amato, oltre che a due artisti di valore e sensibili (forse sottovalutati?). Sono rimasta colpita dallo stile magistrale ricercato, ma nel contempo scorrevole, oltre che straordinariamente evocativo, che l'autore usa per omaggiare i due "protagonisti", raccontandoli sia dal punto di vista personale che da quello professionale: Trevi accompagna il lettore loro incontro, con delicatezza e infinita empatia, spingendolo a desiderare di leggere i loro scritti per non interrompere il legame che inevitabilmente si instaura durante la lettura.
Rocco Carbone è descritto come un uomo geniale, ossessivo, bipolare, rigido, fedele agli amici dai quali però pretende il suo stesso rigore nel gestire i rapporti.
Pia Pera come una donna aggraziata e un po' folle, in un certo senso un'eterna ragazza (pur se con una mente matura), originale e con una particolare tendenza a ficcarsi nei guai anche sentimentali.
Fra i tre esisteva un legame intimo e confidenziale che, così come è descritto, trasmette un enorme calore, nonostante la tragica fine dei due.
Per me un gioiellino che oltretutto si legge in poche ore.
 

estersable88

dreamer member
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Leggere questo libro è stata un’esperienza. Tutto è aulico, il linguaggio ricercato, la prosa d’altri tempi, gli stessi protagonisti – per quanto travagliati potessero essere i loro animi inquieti – sono intellettuali, scrittori, com’è d’altronde lo stesso autore che fa anche da voce narrante. Eppure questo libro parla della cosa più comune, popolare e prosaica che ci sia: una vita, anzi, due. Le due vite in questione sono quelle di Rocco Carbone e Pia Pera, entrambi amici del narratore, con i quali e fra i quali è intrecciato un rapporto fatto di sfumature, allontanamenti drastici, riavvicinamenti cauti, consigli forse non richiesti e forse qualche velato rimpianto, dal quale – e siamo sempre nell’alveo delle probabilità – origina questo libro. Libro che, più che una biografia pare quasi un congedo, un ultimo saluto, un omaggio al ricordo, ma dal punto di vista privilegiato dello scrittore, del collega, dell’amico. Bello, sì, ma algido, tranne forse nel finale. È come un sorriso che non coinvolge gli occhi: non mi ha convinto del tutto, sebbene alcune frasi meriterebbero di essere estrapolate, citate, ricordate.
 
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