Marazza, Marina - La moglie di Dante

MonicaSo

Leggo... quindi sono
Gemma, la donna di cui Dante non scrisse mai. Che tempra deve aver avuto, questa fiorentina che nessuno ricorda? Sposa, per amore, un uomo sconsigliabile: non ricco, privo di potere politico e per di più poeta. Non si lascia sgomentare quando lui si trova sul fronte sbagliato, in una Firenze in cui la lotta aspra tra fazioni distrugge vite e patrimoni. Ne affronta il lungo esilio diventando una «vedova bianca» a trent’anni: dapprima deve gestire le difficoltà economiche, quattro figli che crescono, l’ostilità politica che monta intorno alla famiglia del «nemico» Alighieri; poi si vede confiscare tutti i beni e deve fuggire, incinta, dalla città per rifugiarsi con i ragazzi in una malsana palude. E a ogni svolta del destino le si para davanti suo cugino Corso Donati, il barone bello come un san Michele, violento e seduttore ma anche protettivo e leale, che lei respinge ma da cui in realtà è attratta. E la rivale, l’angelicata Beatrice? Non è un suo problema. Perché è lei, sempre accanto a Dante, forte nella sventura e artefice delle sue fortune, la vera musa della sua vita. Una moglie lo sa benissimo. È solo la storia che lo ha dimenticato. In un Trecento feroce e splendido di castelli, duelli e fazioni, di fede e scomuniche, Gemma è carne, sangue, intelligenza e passione. Ed è solo un errore del destino se Dante è diventato immortale e lei invisibile. Con questo romanzo Marina Marazza le restituisce una storia personale ricca di vicissitudini e la riporta alla vita nella dimensione che è sua: quella delle grandi eroine e delle grandi donne.

Avevo un'idea completamente diversa di Dante: omino col nasone, la verdura in testa, un po' curvo (il peso della Divina Commedia), e mi ero completamente dimenticata del suo contributo attivo alla vita politica di Firenze. Questo libro mi ha riportato alla memoria quanto studiato a scuola aggiungendo informazioni molto interessanti.
Ma questa è soprattutto la storia di una donna, un'altra donna stupendamente descritta dalla Marazza, che non è mai stata rivale di Beatrice (anche se offuscata dalla presenza - assenza ingombrante di una donna "ideale" e idealizzata)... una donna che sa amare ed aspettare, che forse non è stata mai completamente amata e che raramente viene ricordata (anche se il bellissimo ritratto le rende onore).
E' bellissimo alla fine scoprire che Beatrice e Gemma altro non sono che due facce della stessa medaglia.
 

qweedy

Well-known member
Mi e' piaciuto moltissimo, mi ha fatto anche sorridere, perché la figura di Dante ne esce un po' ammaccata, o diciamo meglio umanizzata. Qui e' Gemma che racconta la sua versione della storia.
 
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