Updike, John - Corri, coniglio

MonicaSo

Leggo... quindi sono
Harry "Coniglio" Angstrom, ex campione di basket del liceo, abbandona la moglie e il figlio piccolo spinto da un impulso improvviso. Harry ha ventisei anni, è immaturo ed egoista, un adulto bambino incapace di prendersi le sue responsabilità. Ma, nella sua erratica fuga da una vita mediocre, lo guida un profondo desiderio di libertà. E la sensazione, radicata e perturbante come una fede, di essere nel giusto, che qualcosa di più grande vigili su di lui, destinandolo alla salvezza. E sono questo desiderio e questa certezza a farcelo sentire simile come un fratello e a fare di lui un simbolo dell'America.

Un triangolo, un uomo che scappa poi torna poi va via di nuovo.
Non so cosa mi abbia lasciato questa lettura che mi ha presentato un uomo insicuro, immaturo, abbastanza inconcludente.
La storia mi ha fatto pensare ad alcune altre, per motivi diversi: Sulla strada (a cui ho letto che l'autore ha voluto dare una risposta), Forrest Gump, Il dottor Zivago.
Updike ha una scrittura non facile, descrive tutto minuziosamente, che sia uno sguardo, un dialogo... persino un blocco di ghiaccio... niente è lasciato al caso.
Corri coniglio è il primo di una serie e io mi chiedo: continuerà a correre o riuscirà a fermarsi e crescere?
🐇
 
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