Lafon, Marie-Hélène - Storia del figlio

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Il figlio è André. La madre, Gabrielle. Il padre è sconosciuto. André viene cresciuto da Hélène, la sorella di Gabrielle, e suo marito: coccolatissimo, unico maschio fra le cugine, ogni estate ritrova "la madre", misteriosa signora che ha scelto di vivere a Parigi e torna a trascorrere le vacanze in famiglia. Questo è solo l'inizio della storia, o meglio è una parte, perché le vicende narrate in "Storia del figlio" coprono un arco lungo cent'anni, raccontando il prima e il dopo, indagando sui molti perché, spostando di volta in volta la lente su un personaggio e su un momento diverso: due bambini gemelli di Chanterelle a inizio Novecento, un irrequieto collegiale che conosce i primi turbamenti erotici, una donna sola in un appartamento parigino, un partigiano in cerca di suo padre e molti altri ancora. A mettere insieme tutti i pezzi, in questa saga familiare costruita come un mosaico, è la penna di Marie-Hélène Lafon che, con eleganza, delicatezza e sensibilità, racconta la verità di una famiglia nelle sue pieghe più profonde, quelle che scavano i solchi della vita.

Nel 1908, per un fatale errore altrui, un bambino muore. Nel 2008 un uomo segue a ritroso le tracce che lo portano a scoprire la sua storia familiare che, stranamente, si interseca fatalmente con quella di quel bambino. Nel mezzo, cent'anni di non detti, finzioni, rinunce, dubbi, interrogativi, amori. Cent'anni che volano in un soffio mentre si seguono le vicende dei tanti personaggi che appaiono, eterei, dalle pagine di questo volumetto; cent'anni di storie descritti con grande perizia. Con pennellate precise, chirurgiche eppure piene di patos, l'autrice riesce a regalarci un ritratto vivido e intenso delle vite e delle intersezioni fra questi personaggi fallibili, umani, in fondo comprensibili. Solitamente, quando sentiamo parlare di saghe familiari siamo abituati a pensare a mattoni di minimo quattro-cinquecento pagine… quella scritta da Marie-Hélène Lafon è, invece, una saga familiare sui generis: in 160 pagine riesce a regalarci emozioni e suggestioni tipiche di quando si legge una buona storia. E questa, decisamente, è una buona storia, tutta da leggere, interiorizzare, vivere.
 
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