MonicaSo
Leggo... quindi sono
Simon Elsas torna in Germania, nella sua città natale che aveva abbandonato trent'anni prima per sfuggire alla persecuzione razzista. I brucianti ricordi lo inducono a fermarsi nei luoghi della sua gioventù, forse per cercare risposte ai dubbi della memoria. Nell'arco di ventiquattro ore incontra i vecchi compagni di scuola, sfigurati dalla guerra; poi Charlotte, il suo grande amore, anch'essa segnata dal tempo. Ma su tutti grava il terribile sospetto di complicità con il regime nazista e la ferita di Simon non può richiudersi.
Con questo lungo racconto termina la trilogia iniziata con "L'amico ritrovato" e "Un'anima non vile"
Come è possibile continuare a vivere nella stessa città da cui si è stati strappati via e caricati a forza su un vagone diretto verso un campo di concentramento? E come è possibile per i tedeschi che hanno votato, applaudito, sparato, dato ordini... o che hanno ignorato, chiuso gli occhi, cercato delle giustificazioni (obbedivo agli ordini)... continuare a vivere, a guardarsi negli occhi, a crescere i loro figli, a parlare e scherzare con i sopravvissuti ebrei?
Di questo ci parla questo breve testo... e tutto in fondo è racchiuso nella frase di Charlotte, la donna amata che ormai è meglio dimenticare per sempre: "Ormai non ho più speranze, mi auguro soltanto che questa vita sia l’unica da vivere, indubitabilmente.
Niente resurrezioni, per favore. D’inferni ne basta uno."
Con questo lungo racconto termina la trilogia iniziata con "L'amico ritrovato" e "Un'anima non vile"
Come è possibile continuare a vivere nella stessa città da cui si è stati strappati via e caricati a forza su un vagone diretto verso un campo di concentramento? E come è possibile per i tedeschi che hanno votato, applaudito, sparato, dato ordini... o che hanno ignorato, chiuso gli occhi, cercato delle giustificazioni (obbedivo agli ordini)... continuare a vivere, a guardarsi negli occhi, a crescere i loro figli, a parlare e scherzare con i sopravvissuti ebrei?
Di questo ci parla questo breve testo... e tutto in fondo è racchiuso nella frase di Charlotte, la donna amata che ormai è meglio dimenticare per sempre: "Ormai non ho più speranze, mi auguro soltanto che questa vita sia l’unica da vivere, indubitabilmente.
Niente resurrezioni, per favore. D’inferni ne basta uno."