Susanna Raule esordisce nel Giallo Mondadori con un crimedy perfetto, pieno di suspense e altrettanto humour, con una protagonista d'eccezione.
Il lunedì è sempre un orrore, si sa. Per Minerva Blanc, psicologa e psicoterapeuta quarantenne in forza al Centro per adolescenti della Spezia, il buongiorno speciale arriva dalla gamba destra, che al risveglio è in fiamme. Dopo quindici anni di (più o meno) educata convivenza con la sclerosi multipla, Minerva sa di aver appena vinto un pit-stop in ospedale causa recidiva in corso. Ignora, invece, che al lavoro la aspetta la notizia che ogni terapeuta teme: un suo paziente è morto. Si tratta di Angel, sedicenne in terapia obbligata dopo l'arresto per spaccio. Un incidente, dicono i rilievi, ma a lei sembra un incidente strano… sospetto, addirittura. Minerva inizia a indagare quasi per caso, ma a ogni domanda ne saltano fuori altre tre. E non è la sola, perché investigano anche i colleghi con le loro fisime, la tirocinante dagli occhi di foca, la psichiatra dalle eterne salopette e persino la neurologa di Minerva. E quando dei sensibili professionisti dell'ascolto come loro si mettono in testa di fare i detective... le cose non vanno proprio come in una serie tv. In una città rovente che sfinisce Minerva sul piano fisico, la teorica sfida intellettuale si fa sempre meno intellettuale e sempre più un completo casino. Tra pazienti che brandiscono coltelli, allarmi bomba, uno spacciatore troppo ansioso di darle una mano, branchi di turisti disprezzati dalla popolazione locale e dirigenti preoccupati delle possibili querele, per Minerva non sarà semplice arrivare in fondo al caso viva e vegeta. O almeno viva…
Letto nel 2024 e molto, molto gradito. È un gialletto apparentemente leggero, di sicuro spassoso, comprensibilmente lento data l'attenzione nel tratteggiare i personaggi. Dicevo "apparentemente leggero" perché in realtà, sotto la patina di humor e ironia che ammanta tutti i personaggi, protagonista in primis, qui di temi spinosi e risvolti sociali se ne affrontano tanti, e abbastanza seriamente. La patologia di Minerva e la morte del suo paziente sono solo la punta dell'iceberg: quanto disagio può dover affrontare una psicologa e psicoterapeuta dell'ASL? E una squadra intera? Il tutto, poi, ci viene raccontato con tanto di tecnicismi (tutti spiegati, no panic), che danno una percezione ancora maggiore di quanto delicato sia il lavoro di Minerva. Insomma, "crimedy" sì, ma mica poi tanto! A parte le etichette francamente opinabili, una buona lettura.
Il lunedì è sempre un orrore, si sa. Per Minerva Blanc, psicologa e psicoterapeuta quarantenne in forza al Centro per adolescenti della Spezia, il buongiorno speciale arriva dalla gamba destra, che al risveglio è in fiamme. Dopo quindici anni di (più o meno) educata convivenza con la sclerosi multipla, Minerva sa di aver appena vinto un pit-stop in ospedale causa recidiva in corso. Ignora, invece, che al lavoro la aspetta la notizia che ogni terapeuta teme: un suo paziente è morto. Si tratta di Angel, sedicenne in terapia obbligata dopo l'arresto per spaccio. Un incidente, dicono i rilievi, ma a lei sembra un incidente strano… sospetto, addirittura. Minerva inizia a indagare quasi per caso, ma a ogni domanda ne saltano fuori altre tre. E non è la sola, perché investigano anche i colleghi con le loro fisime, la tirocinante dagli occhi di foca, la psichiatra dalle eterne salopette e persino la neurologa di Minerva. E quando dei sensibili professionisti dell'ascolto come loro si mettono in testa di fare i detective... le cose non vanno proprio come in una serie tv. In una città rovente che sfinisce Minerva sul piano fisico, la teorica sfida intellettuale si fa sempre meno intellettuale e sempre più un completo casino. Tra pazienti che brandiscono coltelli, allarmi bomba, uno spacciatore troppo ansioso di darle una mano, branchi di turisti disprezzati dalla popolazione locale e dirigenti preoccupati delle possibili querele, per Minerva non sarà semplice arrivare in fondo al caso viva e vegeta. O almeno viva…
Letto nel 2024 e molto, molto gradito. È un gialletto apparentemente leggero, di sicuro spassoso, comprensibilmente lento data l'attenzione nel tratteggiare i personaggi. Dicevo "apparentemente leggero" perché in realtà, sotto la patina di humor e ironia che ammanta tutti i personaggi, protagonista in primis, qui di temi spinosi e risvolti sociali se ne affrontano tanti, e abbastanza seriamente. La patologia di Minerva e la morte del suo paziente sono solo la punta dell'iceberg: quanto disagio può dover affrontare una psicologa e psicoterapeuta dell'ASL? E una squadra intera? Il tutto, poi, ci viene raccontato con tanto di tecnicismi (tutti spiegati, no panic), che danno una percezione ancora maggiore di quanto delicato sia il lavoro di Minerva. Insomma, "crimedy" sì, ma mica poi tanto! A parte le etichette francamente opinabili, una buona lettura.