Al funerale di sua nonna Sole, la storica e ricercatrice María incontra Isadora, un'anziana donna che sembra avere qualche misterioso legame con la defunta. Tempo dopo, tra gli effetti personali di Sole, María scopre una foto che ritrae proprio la giovane Isadora: sul suo petto nudo è tatuata la scritta “Feld-Hure”. Ovvero, “puttana del campo”. Rintracciata la donna, María la convince a raccontare la sua storia. Subito dopo la fine della guerra civile spagnola, Isadora, sua madre e sua zia furono rastrellate dalla Gestapo a Parigi e inviate al campo di concentramento nazista di Ravensbrück. Qui, la diciassettenne Isadora venne costretta a prostituirsi dai suoi carcerieri. Attraverso il racconto di Isadora, si dipana così il terribile dramma di altre migliaia di donne internate nei lager: costrette a lavorare fino allo stremo, torturate e trasformate in giocattoli sessuali per il piacere dei mostri nazisti. Una storia che testimonia però anche uno straordinario coraggio e un inestinguibile desiderio di vivere e sperare nonostante tutto. Un orrore inimmaginabile, ma anche amicizia, resistenza e sorellanza: un romanzo da cui nessuno può uscire indenne.
COMMENTO:
Libro toccante, soprattutto nella parte storica, che ci porta nella Spagna degli anni 30 e 40, seguendo i passi di una donna, più donne, una famiglia, nella paura della guerra civile, del franchismo e della Seconda Guerra Mondiale. La trama è intricata ed appassionante, nonostante la crudezza; il libro si addentra nella storia di Isadora nel campo di Ravensbruck e lo fa in modo crudo ed esplicito, senza risparmiarci niente, com’è giusto che sia. Ma non si parla solo di guerra e prostituzione qui: ci sono anche tutte le storie di chi, nonostante vedesse portarsi via i propri cari, metteva a disposizione se stesso/a per aiutare e salvare quanta più gente possibile, in una rete di persone utili ed umili in un momento di bisogno. Un libro sulla resistenza, nonostante tutto.
COMMENTO:
Libro toccante, soprattutto nella parte storica, che ci porta nella Spagna degli anni 30 e 40, seguendo i passi di una donna, più donne, una famiglia, nella paura della guerra civile, del franchismo e della Seconda Guerra Mondiale. La trama è intricata ed appassionante, nonostante la crudezza; il libro si addentra nella storia di Isadora nel campo di Ravensbruck e lo fa in modo crudo ed esplicito, senza risparmiarci niente, com’è giusto che sia. Ma non si parla solo di guerra e prostituzione qui: ci sono anche tutte le storie di chi, nonostante vedesse portarsi via i propri cari, metteva a disposizione se stesso/a per aiutare e salvare quanta più gente possibile, in una rete di persone utili ed umili in un momento di bisogno. Un libro sulla resistenza, nonostante tutto.