Longo, Davide - La donna della mansarda

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La sparizione di una celebre artista che da anni si negava al mondo, ritirata in clausura all’ultimo piano di uno strano edificio. Un mistero la cui spiegazione è nascosta negli angoli bui di una mente piena di talento, nella storia di una famiglia, di una casa, di un’intera città.
Dal vincitore del Prix du Polar Européen, un nuovo romanzo con protagonisti Bramard e Arcadipane.
Nell’ottobre del 2013, mentre il commissario Vincenzo Arcadipane e il suo mentore Corso Bramard indagavano su un omicidio in una valle del cuneese, a Torino una donna di trentasette anni scompariva senza lasciare tracce. Niente di clamoroso, se la donna in questione non fosse stata Tina, pittrice di fama internazionale che da tempo viveva rinchiusa nel suo appartamento-studio all’interno della Prora, il bizzarro palazzo progettato dal bisnonno architetto. Quando il caso viene archiviato come allontanamento volontario, Muriel Gallirossi – agente, confidente e tuttofare di Tina – si rivolge a Bramard: è sicura che l’amica sia stata assassinata. Corso sa che le indagini sono state approfondite e che il presunto responsabile ha un alibi di ferro eppure, nemmeno lui saprebbe dire perché – forse a turbarlo sono i quadri di Tina, forse la bellezza di Muriel –, decide di parlarne con Arcadipane.

COMMENTO:

Letto nel 2025.

Fino a poco tempo fa non amavo leggere i romanzi intermedi di una serie, ero strafissata con la lettura in ordine maniacale di pubblicazione. Da quando recensisco per vari blog, però, mi ritrovo a doverli leggere per forza e a non avere il tempo di leggere tutti i volumi precedenti. Beh, non mi sono ancora ricreduta, ma ho un approccio più morbido ai titoli intermedi delle serie: non immaginate quanti bei personaggi e bei libri sto scoprendo! È appunto il caso di “La donna della mansarda”, sesto libro di questa bella serie ambientata a Torino e scritta da Davide Longo. Longo che, peraltro, scrive benissimo, con un’attenzione particolare all’italiano e al linguaggio in generale, oltre che alla linearità della trama. Un bel giallo, questo, strutturato, onesto ed equilibrato. Ho avuto spesso la tentazione di fermarmi, recuperare tutti i libri precedenti e poi continuare. Non l’ho fatto per ragioni di tempo, ma non escludo di recuperarli in futuro.
 
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