Zannoni, Bernardo - 25

MonicaSo

Leggo... quindi sono
Alla sua seconda opera Bernardo Zannoni racconta il mondo degli umani attraverso Gerolamo, un ragazzo di venticinque anni. E lo fa con la fantasia e la profondità emotiva con cui aveva narrato la società degli animali ne 'I miei stupidi intenti'. Gero vive in una città di mare, abita da solo, mangia spesso dalla zia. Ha qualche amico e nessun lavoro, esce di sera e di notte, dorme la mattina. Aspetta, ma non si sa bene cosa. Lo agita un desiderio quasi violento di diventare adulto e al tempo stesso porta dentro di sé un Gerolamo precedente, bambino e adolescente, che non lo vuole abbandonare.
Un romanzo che ha i tempi scomposti e incoerenti della giovinezza, lo sguardo in cui si fondono dolcezza e crudeltà di chi ha fame di vita, la comicità e l’assurdo delle menti che si avviluppano su se stesse. Un disegno di sorprendente realismo, un ritratto pieno di curiosità e di premura, al tempo stesso divertito e sgomento di fronte a quegli strani esseri che compongono il genere umano.


Sarà che i miei 25 anni appartengono ormai a un'era molto lontana e quindi non ricordo/non capisco le problematiche giovanili, sarà che, dopo "I miei stupidi intenti", mi aspettavo molto di più da questo autore, fatto sta che sono rimasta un po' delusa e credo di non aver compreso fino in fondo né il protagonista né la storia raccontata. Senza infamia e senza lode, con Zannoni ci rivediamo al prossimo romanzo.
 
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