Romano, Lalla - Maria

Pnin

Well-known member
La storia, per ammissione stessa dell'autrice romanzata, del rapporto tra la scrittrice e la sua donna di servizio.
Non c'è una trama vera e propria, è la storia di un periodo di vita che si intreccia col ritratto di questa figura familiare, che sembra più una zia o un'amica di famiglia che una governante.
Scritto in un modo asciutto e semplice, ma fresco e - direi - gentile, è anche la storia di una piccola comunità e della sua epoca.

Non lo definirei un capolavoro, ma devo dire che mi è piaciuto. Avendo da poco letto La porta della Szabò, questo libro mi è sembrato probabilmente molto più solare e allegro di quanto sia in realtà... perché effettivamente non è che sia granché allegro, ma il rapporto tra le due donne è talmente più semplice, amichevole e limpido in confronto all'altro che me l'ha fatto percepire così.
Bellissimo comunque il rapporto tra Maria e il figlio della "padrona".
Aggiungo che mi ha fatta morir dal ridere sapere, da wikipedia, che Calvino stroncò il racconto perché stufo morto di leggere storie di donne di servizio 😂 che insensibile!
 

Minerva6

Monkey *MOD*
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Questa scrittrice l'ho pescata per Adotta un autore. Ho deciso di leggere proprio questo libro, il primo per me, in seguito a diverse coincidenze legate al nome del titolo, senza conoscerne la trama. Mi aspettavo qualcosa di diverso, più inventato, più di fantasia, ma alla fine ho lo stesso apprezzato lo stile in cui è narrata la storia. Anche se ci si perde un po' con tutti i nomi dei familiari di Maria e le descrizioni ambientali che di solito preferisco meno (solo con la Deledda riesco a farmele piacere). Vorrei leggere altro per farmi un'idea più chiara, magari qualcosa di più introspettivo. Intanto ho scoperto diverse cose sulla vita dell'autrice (sia da prefazione e postazione, sia da mie ricerche) che io non conoscevo neanche come poetessa ma solo di nome per il libro con cui ha visto il premio Strega nel 1969.
 
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