Pnin
Well-known member
La storia, per ammissione stessa dell'autrice romanzata, del rapporto tra la scrittrice e la sua donna di servizio.
Non c'è una trama vera e propria, è la storia di un periodo di vita che si intreccia col ritratto di questa figura familiare, che sembra più una zia o un'amica di famiglia che una governante.
Scritto in un modo asciutto e semplice, ma fresco e - direi - gentile, è anche la storia di una piccola comunità e della sua epoca.
Non lo definirei un capolavoro, ma devo dire che mi è piaciuto. Avendo da poco letto La porta della Szabò, questo libro mi è sembrato probabilmente molto più solare e allegro di quanto sia in realtà... perché effettivamente non è che sia granché allegro, ma il rapporto tra le due donne è talmente più semplice, amichevole e limpido in confronto all'altro che me l'ha fatto percepire così.
Bellissimo comunque il rapporto tra Maria e il figlio della "padrona".
Aggiungo che mi ha fatta morir dal ridere sapere, da wikipedia, che Calvino stroncò il racconto perché stufo morto di leggere storie di donne di servizio
che insensibile!
Non c'è una trama vera e propria, è la storia di un periodo di vita che si intreccia col ritratto di questa figura familiare, che sembra più una zia o un'amica di famiglia che una governante.
Scritto in un modo asciutto e semplice, ma fresco e - direi - gentile, è anche la storia di una piccola comunità e della sua epoca.
Non lo definirei un capolavoro, ma devo dire che mi è piaciuto. Avendo da poco letto La porta della Szabò, questo libro mi è sembrato probabilmente molto più solare e allegro di quanto sia in realtà... perché effettivamente non è che sia granché allegro, ma il rapporto tra le due donne è talmente più semplice, amichevole e limpido in confronto all'altro che me l'ha fatto percepire così.
Bellissimo comunque il rapporto tra Maria e il figlio della "padrona".
Aggiungo che mi ha fatta morir dal ridere sapere, da wikipedia, che Calvino stroncò il racconto perché stufo morto di leggere storie di donne di servizio