Krasnahorkai, László - Avanti va il mondo

MonicaSo

Leggo... quindi sono
Un interprete ossessionato dalle cascate, al limitare dell'abisso della propria mente, vaga per le strade caotiche di Shanghai. Un viaggiatore sovraccarico di suoni, colori e rumori di Varanasi incontra sulla riva del Gange un gigante che disquisisce sulla natura di una goccia d'acqua. Un bambino che lavora in una cava di marmo in Portogallo abbandona il suo posto per addentrarsi in un mondo diversissimo dalla sua greve quotidianità. Ventuno storie raccontate da un'unica voce narrante per distrarre il lettore dal nostro mondo e spingerlo al limite, per lasciarci trasportare da un flusso di pensiero che conduce verso l'imprevisto con una forma imprevista.

Questa sinossi così stringata poco fa comprendere di cosa sia, in realtà, quest'opera di un Premio Nobel.
È divisa in tre parti: Parla, Racconta, Saluta.

Troppo filosofica, per me, la prima; a tratti gradevole la seconda (bello a mio giudizio il racconto "Gagarin"); stupenda la terza.

Alla fine della lettura posso esprimere un giudizio positivo? Non proprio; in particolare mi ha disturbato l'uso della punteggiatura. Basta! Dopo Saramago non è più indice di originalità e noi lettori ormai siamo in grado di leggere qualunque cosa... ma perché gli autori moderni ci devono stressare così?

Leggerò ancora questo autore? Forse... se riuscirò a superare lo shock del racconto intitolato " Il cigno di Istanbul".

Questo autore si meritava il Nobel?

Domanda di riserva?
 

MonicaSo

Leggo... quindi sono
NON VOGLIO NULLA DA QUI

Io lascerei tutto qui, le valli, le colline, i sentieri e le ghiandaie in giardino, io lascerei qui baracca e burattini, il cielo e la terra, la primavera e l’autunno, lascerei le strade che conducono fuori città, le nottate in cucina, l’ultimo sguardo d’amore e tutte le terrificanti direzioni verso le città, lascerei il denso tramonto che scende sul paesaggio, lascerei il peso, la speranza, l’incanto e la calma, lascerei qui ciò che ho amato e ciò che sento vicino, ogni cosa che mi ha commosso, che mi ha scosso, che mi ha affascinato ed elevato, lascerei il nobile, il benevolo, il piacevole e il dannatamente bello, lascerei qui tutti i germogli appena sbocciati, tutte le nascite e tutte le esistenze, lascerei qui la magia, il mistero, lo stordimento delle distanze, delle inesauribilità, e delle eternità:
perché lascerei indietro questa terra e queste stelle, perché con me non porterei via nulla da qui, perché ho guardato dentro ciò che sta per arrivare, e non voglio nulla da qui.
 

gamine2612

Together for ever






























Ventuno storie raccontate da un'unica voce narrante per distrarre il lettore dal nostro mondo e spingerlo al limite, per lasciarci trasportare da un flusso di pensiero che conduce verso l'imprevisto con una forma imprevista.
«Bisogna andarsene da qui, perché questo non è un posto dove si possa stare, né un posto dove valga la pena di rimanere, perché questo è un posto da cui bisogna fuggire via, bisogna sottrarsi al peso di questa sua cappa insopportabile, fredda, triste, desolata e mortale.
Un interprete ossessionato dalle cascate, al limitare dell'abisso della propria mente, vaga per le strade caotiche di Shanghai. Un viaggiatore sovraccarico di suoni, colori e rumori di Varanasi incontra sulla riva del Gange un gigante che disquisisce sulla natura di una goccia d'acqua. Un bambino che lavora in una cava di marmo in Portogallo abbandona il suo posto per addentrarsi in un mondo diverso e lontano.


Ho voluto fortemente leggere un libro del Premio Nobel 2025 , mi è stato regalato senza scelta del titolo.
Inizialmente sono stata un po' in confusione per ragione dello stile di scrittura adottato, ripetitivo senza punti o capoversi. Realmente un po' faticoso ed ossessivo.
Dei racconti alcuni mi sono rimasti più impressi come quello su Gagarin che mi ha spinto a cercarne la biografia perché non sapevo nulla oltre al suo primato di uomo nello spazio. Il racconto del ragazzo nella cava , quello ambientato a Kiev e l'ultimo a tema religioso.
Altri racconti mi hanno lasciato degli interrogativi.
Ho trovato qualche frase che mi ha fatto anche ridere. Inoltre delle riflessioni molto intense e giuste.
In finale posso dire che sono contenta di averci provato ad affrontare uno scrittore molto molto particolare
 
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