MonicaSo
Leggo... quindi sono
Un interprete ossessionato dalle cascate, al limitare dell'abisso della propria mente, vaga per le strade caotiche di Shanghai. Un viaggiatore sovraccarico di suoni, colori e rumori di Varanasi incontra sulla riva del Gange un gigante che disquisisce sulla natura di una goccia d'acqua. Un bambino che lavora in una cava di marmo in Portogallo abbandona il suo posto per addentrarsi in un mondo diversissimo dalla sua greve quotidianità. Ventuno storie raccontate da un'unica voce narrante per distrarre il lettore dal nostro mondo e spingerlo al limite, per lasciarci trasportare da un flusso di pensiero che conduce verso l'imprevisto con una forma imprevista.
Questa sinossi così stringata poco fa comprendere di cosa sia, in realtà, quest'opera di un Premio Nobel.
È divisa in tre parti: Parla, Racconta, Saluta.
Troppo filosofica, per me, la prima; a tratti gradevole la seconda (bello a mio giudizio il racconto "Gagarin"); stupenda la terza.
Alla fine della lettura posso esprimere un giudizio positivo? Non proprio; in particolare mi ha disturbato l'uso della punteggiatura. Basta! Dopo Saramago non è più indice di originalità e noi lettori ormai siamo in grado di leggere qualunque cosa... ma perché gli autori moderni ci devono stressare così?
Leggerò ancora questo autore? Forse... se riuscirò a superare lo shock del racconto intitolato " Il cigno di Istanbul".
Questo autore si meritava il Nobel?
Domanda di riserva?
Questa sinossi così stringata poco fa comprendere di cosa sia, in realtà, quest'opera di un Premio Nobel.
È divisa in tre parti: Parla, Racconta, Saluta.
Troppo filosofica, per me, la prima; a tratti gradevole la seconda (bello a mio giudizio il racconto "Gagarin"); stupenda la terza.
Alla fine della lettura posso esprimere un giudizio positivo? Non proprio; in particolare mi ha disturbato l'uso della punteggiatura. Basta! Dopo Saramago non è più indice di originalità e noi lettori ormai siamo in grado di leggere qualunque cosa... ma perché gli autori moderni ci devono stressare così?
Leggerò ancora questo autore? Forse... se riuscirò a superare lo shock del racconto intitolato " Il cigno di Istanbul".
Questo autore si meritava il Nobel?
Domanda di riserva?