MonicaSo
Leggo... quindi sono
Mentre si trova a Praga con Katherine Solomon, studiosa di scienze noetiche e sua compagna, Robert Langdon si ritrova all'improvviso in un incubo: Katherine è sparita dalla camera d'albergo senza lasciare traccia. E non si tratta di un banale rapimento: forze occulte, attive dall'alba della storia, sono responsabili della scomparsa. Tra antichi castelli, grandi cattedrali e labirinti sotterranei, Langdon si trova a esplorare il lato oscuro della città, deciso a portare alla luce segreti rimasti celati per secoli. Ma la sfida che gli si para davanti si rivelerà diversa, e ancora più difficile, di quelle che ha vinto in passato. Una sfida per salvare non solo la propria vita e quella di Katherine, ma il destino dell'umanità intera. A otto anni dal suo ultimo libro, Origin, Dan Brown torna con un thriller di grande forza. Una nuova, travolgente storia del maestro assoluto del genere.
Non avendo mai letto libri di Brown prima d'ora (né visto film tratti dalle sue opere) non sapevo esattamente cosa aspettarmi, ma speravo che mi sarei trovata davanti a una narrazione simile a quella di Matilde Asensi, che mi piace molto. Le premesse in effetti c'erano ma il decollo della storia verso l'avventura (o l'indagine, in questo caso) entusiasmante per me non c'è stato. Ho capito da subito chi fosse il Golem e questo forse mi ha tolto un po' di sorpresa... inoltre tutte le parti di spiegazioni scientifiche mi hanno molto annoiato, sia per un mio limite sia per un'eccessiva lunghezza.
Aggiungiamo che ho trovato un po' fastidioso (e ridondante) il fare riferimento alla Sindone come esempio di "falso medioevale": non è onesto presentare solo gli esami del radiocarbonio degli anni '80 per portare avanti una propria posizione personale e ignorare (volutamente secondo me) quelli successivi degli anni 2000. Da torinese mi ribello... ci vuole onestà.
Bellissima l'ambientazione a Praga e devo dire che la descrizione del ponte Carlo mi ha fatto tornare indietro con i ricordi... bellissima Moldava che scorre lenta, e le note di Smetana! Ecco, quello è stato il momento più bello della mia lettura.
Non avendo mai letto libri di Brown prima d'ora (né visto film tratti dalle sue opere) non sapevo esattamente cosa aspettarmi, ma speravo che mi sarei trovata davanti a una narrazione simile a quella di Matilde Asensi, che mi piace molto. Le premesse in effetti c'erano ma il decollo della storia verso l'avventura (o l'indagine, in questo caso) entusiasmante per me non c'è stato. Ho capito da subito chi fosse il Golem e questo forse mi ha tolto un po' di sorpresa... inoltre tutte le parti di spiegazioni scientifiche mi hanno molto annoiato, sia per un mio limite sia per un'eccessiva lunghezza.
Aggiungiamo che ho trovato un po' fastidioso (e ridondante) il fare riferimento alla Sindone come esempio di "falso medioevale": non è onesto presentare solo gli esami del radiocarbonio degli anni '80 per portare avanti una propria posizione personale e ignorare (volutamente secondo me) quelli successivi degli anni 2000. Da torinese mi ribello... ci vuole onestà.
Bellissima l'ambientazione a Praga e devo dire che la descrizione del ponte Carlo mi ha fatto tornare indietro con i ricordi... bellissima Moldava che scorre lenta, e le note di Smetana! Ecco, quello è stato il momento più bello della mia lettura.