MonicaSo
Leggo... quindi sono
Di rado il destino si rivela fin dall'infanzia ma è proprio quello che accade alla protagonista di questo romanzo, preda fin da bambina di svenimenti improvvisi dai quali si risveglia con il presagio di un evento futuro. I genitori cercano di tenere nascosto questo suo dono e sperano che un buon matrimonio possa metterla al sicuro e invece è proprio quel matrimonio il luogo più pericoloso per lei, che sarà costretta a fuggire più lontano che può per ricostruirsi una vita contando solo sulle proprie forze. Comincia così, in una città della Sardegna, l'avventura di Ofelia Rossi, "rinomata sonnambula", donna sola e fiera, che nel suo salotto in via del Fiore Rosso si guadagna da vivere offrendo vaticini per il prezzo di 5 lire. Le sue clienti sono perlopiù signore che covano nell'animo inquietudini e desideri per sé stesse o per coloro che amano.
La sonnambula le fa parlare, le sa ascoltare, poi simula una trance, impugna una penna d'oca e scrive il suo responso. Fino a quando cominciano a verificarsi eventi che sfuggono anche alla sua sapiente regia, e il passato torna a bussare alla sua porta... Ispirandosi a un ritaglio di giornale di fine Ottocento, Bianca Pitzorno gioca con gli archetipi del romanzo d'avventura e d'amore, intinge la penna nel gotico e nel picaresco per scrivere un romanzo brulicante di vita, onirico, ironico e politico insieme. Abitata da visioni misteriose, la sonnambula è al tempo stesso aliena da ogni superstizione, capace di affrontare con dignità e coraggio il suo destino di donna sola in un mondo ostile.
Conoscevo Bianca Pitzorno come autrice di romanzi per bambini, e l'ho sempre apprezzata (quanto mi piace "Ascolta il mio cuore"!). Questo romanzo invece non sono riuscita a capirlo. La protagonista sostanzialmente è una truffatrice e questo non me l'ha resa simpatica, nonostante tutte le sue disavventure.
Sul finale c'è stato un improvviso cambio di registro per il quale ho pensato che forse dopotutto si tratta proprio di un romanzo per adolescenti... il finale è volato via in leggerezza ma tutto il resto no.
Insomma: rimango un po' delusa ma ci riproverò.
La sonnambula le fa parlare, le sa ascoltare, poi simula una trance, impugna una penna d'oca e scrive il suo responso. Fino a quando cominciano a verificarsi eventi che sfuggono anche alla sua sapiente regia, e il passato torna a bussare alla sua porta... Ispirandosi a un ritaglio di giornale di fine Ottocento, Bianca Pitzorno gioca con gli archetipi del romanzo d'avventura e d'amore, intinge la penna nel gotico e nel picaresco per scrivere un romanzo brulicante di vita, onirico, ironico e politico insieme. Abitata da visioni misteriose, la sonnambula è al tempo stesso aliena da ogni superstizione, capace di affrontare con dignità e coraggio il suo destino di donna sola in un mondo ostile.
Conoscevo Bianca Pitzorno come autrice di romanzi per bambini, e l'ho sempre apprezzata (quanto mi piace "Ascolta il mio cuore"!). Questo romanzo invece non sono riuscita a capirlo. La protagonista sostanzialmente è una truffatrice e questo non me l'ha resa simpatica, nonostante tutte le sue disavventure.
Sul finale c'è stato un improvviso cambio di registro per il quale ho pensato che forse dopotutto si tratta proprio di un romanzo per adolescenti... il finale è volato via in leggerezza ma tutto il resto no.
Insomma: rimango un po' delusa ma ci riproverò.