MonicaSo
Leggo... quindi sono
Un collegio femminile in Svizzera, nell'Appenzell. Un'atmosfera di idillio e cattività. Arriva una «nuova»: è bella, severa, perfetta, sembra che abbia già vissuto tutto. La protagonista un'altra interna del collegio si sente attratta da questa figura, che lascia intravedere qualcosa di quieto e terribile. E il terribile, a poco a poco, si scopre: è la terra di nessuno tra perfezione e follia. Lo stile limpido e nervoso, l'acutezza delle notazioni, l'intensità di questa storia fanno risuonare una corda segreta, quella che si nasconde nell'immaginario collegio da cui tutti siamo usciti. E ci lascia toccati da un'emozione rara, fra lo sconcerto, l'attrazione e il timore, come se al centro di un'aiuola ben curata vedessimo aprirsi una voragine.
Ho letto solo recensioni positive su questo romanzo, perciò mi sono convinta di averlo letto in un momento sbagliato...non ho potuto fare a meno di confrontarlo con Abigail della Szabo, ad esempio, un confronto nel quale ha perso alla grande, secondo i miei gusti.
Immaginavo liriche degne di Battiato, mi aspettavo molta poesia e invece ho trovato tanta freddezza... Insomma: non ho proprio "legato" con questa scrittrice.
Ho letto solo recensioni positive su questo romanzo, perciò mi sono convinta di averlo letto in un momento sbagliato...non ho potuto fare a meno di confrontarlo con Abigail della Szabo, ad esempio, un confronto nel quale ha perso alla grande, secondo i miei gusti.
Immaginavo liriche degne di Battiato, mi aspettavo molta poesia e invece ho trovato tanta freddezza... Insomma: non ho proprio "legato" con questa scrittrice.