Genisi, Gabriella - Come la rosa

estersable88

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Tra ossessioni, ricordi e violenza, Gabriella Genisi rilegge l'ottavo comandamento, Non dire falsa testimonianza, declinandolo in un racconto inquietante quanto attuale, dove memoria e fato si fondono, in una spirale di ferocia che attraversa le generazioni. Perché certe storie non si concludono mai davvero. Aspettano solo qualcuno abbastanza coraggioso - o disperato - da riaprirle. E pagarne il prezzo.

Lamezia Terme, 1986. La giovane cantante Graziella Franchini, in arte Lolita, viene trovata assassinata nella sua villetta sul mare. Un delitto atroce: la scena del crimine parla di una efferatezza spietata, quasi rituale. Le indagini si perdono in una ridda di sospetti, menzogne e ritrattazioni. Nessun colpevole. Soltanto silenzio. Badia Polesine, quarant'anni dopo. Isabella Manfredi cerca di sopravvivere a una vita fatta di terrore con un compagno violento che pure lei ama. E quando, svuotando la casa dei nonni, si trova per le mani un vecchio disco di Lolita, scopre che il destino della cantante si intreccia in modo sinistro con la sua storia familiare. Così il passato sfuma, e una verità dimenticata comincia a venire a galla. Spinta da un bisogno che va oltre la paura, Isabella fugge verso sud, verso quella Lamezia Terme dove tutto è cominciato, convinta di poter riscrivere il proprio presente.

COMMENTO:

Un esperimento potenzialmente molto interessante, sulla cui riuscita ho però più di qualche dubbio. Raccontare un cold case intrecciandolo con una storia di violenza di oggi, un’idea che, se sviluppata di più, sarebbe stata un libro vincente. Così rimane un buon tentativo. Ma in fondo, se può servire a far conoscere questa storia vera a quante più persone possibile, allora va bene anche così.
 
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