Una storia di rinascita in cui perdersi per ritrovarsi
Succede sempre qualcosa di meraviglioso è il racconto di un viaggio che ha come protagonista Davide, un ragazzo che vede tutte le sue certezze crollare una dopo l'altra, fino a perdere il desiderio di vivere. E Guilly, un personaggio fuori dal tempo che Davide, per caso o per destino, incontra in Vietnam e da cui apprende un modo alternativo e pieno di luce di prendere la vita. Una storia di rinascita in cui perdersi per ritrovarsi, che Gianluca Gotto racconta portando il tema della ricerca della felicità – già affrontato nell'autobiografia Le coordinate della felicità – su un piano universale: la destinazione finale di questo viaggio non è conquistare un certo tipo di vita, ma uno stato d'animo. Una sensazione di calore che è sempre dentro di noi, indipendentemente da quello che il destino ci ha riservato. Potremmo chiamarla in tanti modi: serenità, pace interiore, leggerezza, calma. Oppure, come direbbe Guilly, "la sensazione di essere a casa, sempre".
COMMENTO:
Sono anni che osservo a distanza l’ascesa social e letteraria di Gianluca Gotto e, se la prima non mi stupisce ed anzi mi rallegra per i buoni contenuti che veicola, la seconda – quella letteraria – suscita in me una certa diffidenza, come d’altronde succede per tutti i casi editoriali. Ebbene, questo libro è il mio primo approccio con il Gotto scrittore e devo dire che, pur essendo una discreta – diciamo buona – prova, non ha dissipato i dubbi. È un romanzo “Feel good” carino, non scritto male, con un coacervo di filosofia orientale prèt-à-porter che comunque fa il suo lavoro, o almeno a me ha fatto riflettere e lasciato la voglia di approfondire. Non approfondire Gotto, ma la meditazione ed il raggiungimento di un certo status mentale, tematica che mi affascina e a cui sono vicina da anni per conto mio. Quanto al romanzo in sé, si capisce benissimo che la trama non vive per se stessa, ma è asservita al messaggio o ai messaggi che l’autore vuole lasciare e ruota completamente attorno ad essi. Tuttavia non è peggio di tanta roba che gira oggi in libreria, anzi è pure piacevole da leggere, affronta temi esistenziali in un’ottica moderna e proattiva, e poi fa conoscere tanti luoghi stupendi che magari non tutti avranno l’occasione di visitare. Quindi, promosso, ma con riserva: voglio leggere qualcos’altro per farmi un’idea più precisa.
Succede sempre qualcosa di meraviglioso è il racconto di un viaggio che ha come protagonista Davide, un ragazzo che vede tutte le sue certezze crollare una dopo l'altra, fino a perdere il desiderio di vivere. E Guilly, un personaggio fuori dal tempo che Davide, per caso o per destino, incontra in Vietnam e da cui apprende un modo alternativo e pieno di luce di prendere la vita. Una storia di rinascita in cui perdersi per ritrovarsi, che Gianluca Gotto racconta portando il tema della ricerca della felicità – già affrontato nell'autobiografia Le coordinate della felicità – su un piano universale: la destinazione finale di questo viaggio non è conquistare un certo tipo di vita, ma uno stato d'animo. Una sensazione di calore che è sempre dentro di noi, indipendentemente da quello che il destino ci ha riservato. Potremmo chiamarla in tanti modi: serenità, pace interiore, leggerezza, calma. Oppure, come direbbe Guilly, "la sensazione di essere a casa, sempre".
COMMENTO:
Sono anni che osservo a distanza l’ascesa social e letteraria di Gianluca Gotto e, se la prima non mi stupisce ed anzi mi rallegra per i buoni contenuti che veicola, la seconda – quella letteraria – suscita in me una certa diffidenza, come d’altronde succede per tutti i casi editoriali. Ebbene, questo libro è il mio primo approccio con il Gotto scrittore e devo dire che, pur essendo una discreta – diciamo buona – prova, non ha dissipato i dubbi. È un romanzo “Feel good” carino, non scritto male, con un coacervo di filosofia orientale prèt-à-porter che comunque fa il suo lavoro, o almeno a me ha fatto riflettere e lasciato la voglia di approfondire. Non approfondire Gotto, ma la meditazione ed il raggiungimento di un certo status mentale, tematica che mi affascina e a cui sono vicina da anni per conto mio. Quanto al romanzo in sé, si capisce benissimo che la trama non vive per se stessa, ma è asservita al messaggio o ai messaggi che l’autore vuole lasciare e ruota completamente attorno ad essi. Tuttavia non è peggio di tanta roba che gira oggi in libreria, anzi è pure piacevole da leggere, affronta temi esistenziali in un’ottica moderna e proattiva, e poi fa conoscere tanti luoghi stupendi che magari non tutti avranno l’occasione di visitare. Quindi, promosso, ma con riserva: voglio leggere qualcos’altro per farmi un’idea più precisa.