Basso, Alice - Le ottanta domande di Atena Ferraris

estersable88

dreamer member
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Avere tante domande senza risposta non è mica semplice. Parola di Atena Ferraris, che sarei io. Mio fratello Febo dice che si vive lo stesso, ma non sono d'accordo. A essere sincera, cercare soluzioni logiche a tutto per me è istintivo. Anche per questo ho fondato una rivista di enigmistica. Lavoro a casa, da sola, perché non sostare in mezzo alla gente. Eppure, da quando ho aiutato Febo a smascherare un mago imbroglione, mi ritrovo sempre più spesso a confrontarmi con altre persone. Ho persino trovato un ragazzo che vuole conoscermi e nuove amiche. Adesso una di loro, Elisa, ha bisogno di me per risolvere il mistero di una lettera minatoria. Nella sua azienda, dove si danno arie di grande modernità e fanno corsi di team building, c'è qualcuno che le fa mobbing. Tutti hanno fiducia nelle mie capacità, perché sono molto brava a risolvere i problemi altrui. Da quando esco di casa più spesso, però, non sono affatto sicura che sia vero, perché mi faccio un sacco di domande su me stessa. E non mi piace per nulla. Non so se voglio davvero capire chi sono, perché ogni risposta potrebbe appiccicarmi addosso un'etichetta, e le etichette ti chiudono in una scatola. Forse, aiutare i miei amici è l'unico modo per accettare il giudizio altrui. In più, qualche volta servono delle istruzioni d'uso precise per affrontare il mondo. Soprattutto per chi, come me, si sente perso.

COMMENTO:
Ok, ora che siamo al secondo libro posso dirlo con cognizione di causa. Questa serie è bella, è interessante, è utile, è molto di tutto questo ed in più mi sta facendo venire per la testa tante domandine scomode su di me e le neurodivergenze… però non mi provoca quel brivido, quel sussulto al cuore quando si arriva alla fine ed alla soluzione del caso, come accadeva con le prime due serie di Alice Basso. Che ci posso fare? Mi piace l’idea, mi interessa il tema, mi piacciono Jacopo, Gemma, la madre di Atena, persino Febo e mi faccio andar giù pure Atena… però non sono Vani Sarca e Anita Bo. Detto questo, credo che, oltre ad essere una buona lettura d’evasione, la serie sia importante per i temi affrontati e perché oggi si parla tanto – persino troppo di neurodivergenze e la confusione è tanta… quindi, ben venga, purché se ne parli con acume e consapevolezza. E Alice Basso, quando decide di affrontare un argomento, lo fa in modo serio e circostanziato, a dispetto della leggerezza della trama e della scrittura. Perciò libro e serie promossa, al di là dei miei mancati brividini.

P.S. Spero di non aver creato un altro thread doppio, ma mi pare che, fra tutti i romanzi di Alice Basso, quest'ultimo non ci sia!
 

Minerva6

Monkey *MOD*
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Ho controllato. Pensavo di averlo recensito, invece l'ho fatto solo con il primo, quello delle sveglie.
 
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