Giovanni Grasso dà vita a una storia avvincente e a personaggi umanissimi, mettendo a nudo il cortocircuito tra la religiosità autentica e uno spregiudicato uso del sacro come fonte di potere e di arricchimento.
Finché durerà la terra è un romanzo che diverte, commuove e inquieta. Un'indagine profonda e insieme scanzonata che ci interroga sul bisogno di credere e sulla necessità di dubitare.
Autoironico e colto, ma irrimediabilmente maldestro, Noè Simenoni è un uomo irrisolto per colpa del destino che gli ha giocato brutti scherzi. Ex seminarista, conduce una vita dimessa, tenuta insieme con fatica, fatta di frustrazioni, conti che non tornano e responsabilità familiari: una sorella scapestrata, Valeria, e una nipotina gravemente malata, Greta, che per lui è una figlia a tutti gli effetti. Quando un potente cardinale lo convoca in Vaticano e gli propone un compito rischioso, ma ben retribuito, capisce che la sua esistenza e quella dei suoi cari potrebbe essere a un punto di svolta. Dovrà infiltrarsi in una misteriosa comunità, guidata da due improbabili veggenti, e ossessionata da un nuovo Diluvio, attorno alla quale ruotano e si intrecciano sentimenti genuini e condizionamenti psicologici, misticismo e interessi molto terreni. Nei panni di agente segreto al servizio di Sua Santità, sarà costretto a fingere e mentire, ad accettare continui compromessi con la sua coscienza e finirà per cacciarsi in un mare di guai.
COMMENTO:
Sicuramente non originale, ma l’ironia e l’autoironia sono vincenti. Tanto imbranato quanto autoironico, il protagonista sopperisce alla propria ingenuità disarmante con tanto cuore, anzi buon cuore. Il mondo, però, è pieno di lupi e non sempre le persone che sembrano più a modo sono quelle di cui fidarsi. Ci sono interi mondi diversi tra Roma e la provincia umbra, tra i fasti e l’opulenza vaticana e la fede semplice della gente comune. E questo thriller prova a raccontarcene – se non tutte – molte sfumature.
Finché durerà la terra è un romanzo che diverte, commuove e inquieta. Un'indagine profonda e insieme scanzonata che ci interroga sul bisogno di credere e sulla necessità di dubitare.
Autoironico e colto, ma irrimediabilmente maldestro, Noè Simenoni è un uomo irrisolto per colpa del destino che gli ha giocato brutti scherzi. Ex seminarista, conduce una vita dimessa, tenuta insieme con fatica, fatta di frustrazioni, conti che non tornano e responsabilità familiari: una sorella scapestrata, Valeria, e una nipotina gravemente malata, Greta, che per lui è una figlia a tutti gli effetti. Quando un potente cardinale lo convoca in Vaticano e gli propone un compito rischioso, ma ben retribuito, capisce che la sua esistenza e quella dei suoi cari potrebbe essere a un punto di svolta. Dovrà infiltrarsi in una misteriosa comunità, guidata da due improbabili veggenti, e ossessionata da un nuovo Diluvio, attorno alla quale ruotano e si intrecciano sentimenti genuini e condizionamenti psicologici, misticismo e interessi molto terreni. Nei panni di agente segreto al servizio di Sua Santità, sarà costretto a fingere e mentire, ad accettare continui compromessi con la sua coscienza e finirà per cacciarsi in un mare di guai.
COMMENTO:
Sicuramente non originale, ma l’ironia e l’autoironia sono vincenti. Tanto imbranato quanto autoironico, il protagonista sopperisce alla propria ingenuità disarmante con tanto cuore, anzi buon cuore. Il mondo, però, è pieno di lupi e non sempre le persone che sembrano più a modo sono quelle di cui fidarsi. Ci sono interi mondi diversi tra Roma e la provincia umbra, tra i fasti e l’opulenza vaticana e la fede semplice della gente comune. E questo thriller prova a raccontarcene – se non tutte – molte sfumature.