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Ombre in Paradiso

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Discussione: Remarque, Eric Marie - Ombre in Paradiso

  1. #1
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    Predefinito Remarque, Eric Marie - Ombre in Paradiso

    Ultimo romanzo del grande scrittore tedesco, pubblicato postumo nel 1971, ad un anno dalla sua morte, dalla moglie Paulette Goddard.
    Questo libro costituisce l'epilogo dei fuoriusciti dalla Germania nazista, il loro arrivo nella terra promessa, gli Stati Uniti.
    La vicenda riprende un tema che è stato il filo conduttore di tutta l'opera remarquiana: l'esodo attraverso tutta l'Europa di ebrei e antinazisti, che scappati dal loro paese si trovano nella condizione di apolidi e quindi scacciati da tutti i paesi in cui arrivavano.
    Il senso di incertezza, di precarietà permea tutto il romanzo; la sensazione continua del protagonista - Robert Ross - è che l’accettazione sociale raggiunta a New York, possa da un momento all'altro essere annientata e che ci si possa ritrovare di nuovo in cammino verso un altro rifugio temporaneo.
    La comunità dei fuoriusciti che si crea a New York è fatta di gente sradicata dalle proprie origini, senza più storia; nasce perciò la necessità di crearsi una nuova identità, di buttarsi dietro il dolore; ma non è cosa semplice e non tutti riescono a rientrare nei binari di una vita normale ed in alcuni casi il suicidio rappresenta l’unica liberazione dai fantasmi del passato, come avviene per Kahn, l’uomo che è riuscito ad ingannare le SS e che si spara un colpo di pistola alla tempia.
    Solo la grande sete di giustizia riesce a salvare il protagonista dalla stessa fine “… era il senso che solo l’uomo può avere: che un delitto non dovrebbe andare impunito perchè altrimenti tutte le fondamenta morali crollerebbero e soltanto il caos regnerebbe”..
    Per questo senso di giustizia abbandona Natascia, la donna che più aveva amato nella sua vita.
    Ma il ritorno in Europa costituisce una grande delusione “La più grave delusione era il ritorno, un ritorno in terra straniera, un ritorno nell’indifferenza, nell’odio latente e nella vigliaccheria. Nessuno ricordava più di essere stato nel partito dei barbari. Nessuno si assumeva la responsabilità di ciò che aveva fatto”…
    E’ l’individuo l’unico responsabile della sua vita e della Storia, non esistono cause metafisiche che possano spiegare le atrocità avvenute: tuttavia la consapevolezza di queste responsabilità rappresenta l’unico vero, anche se non compreso, conforto.

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  • #2
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    Mi piace molto Remarque mi puoi dire in che edizione lo trovo?
    Grazie

  • #3
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    purtroppo la mia è una vecchia edizione Oscar della fine degli anni 70; non so se il libro ha avuto poi nuove edizioni.
    Eventualmente prova con il sito maremagnum

  • #4
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    Romanzo un po' deludente, forse perchè quando leggo Remarque mi aspetto sempre il massimo.

    Crepuscolare, ho letto in qualche commento: concordo. E' un libro intriso di malinconia, come forse deve essere un libro che racconta la storia di profughi senza patria. Eppure la New York di quegli anni (la vicenda è nell'ultimo anno di guerra) era già una metropoli dalle mille opportunità. Il protagonista stesso, a suo modo, ha fatto fortuna. Eppure tutti i personaggi sono tristi, alcuni addirittura quando termina la guerra si sentono come svuotati.
    Leggendolo ho avuto come la sensazione che l'atmosfera fosse un po' forzata.

    Troppo dialogo, spesso anche privo di costrutto, quando la forza dirompente di Remarque è nella sua prosa lineare, poetica e di grande efficacia.

    Libro consigliato solo agli amanti di Remarque ... agli altri consiglio di leggere altro di questo autore.

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