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L'età dell'innocenza

Mostra risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: Wharton, Edith - L'età dell'innocenza

  1. #1
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    Predefinito Wharton, Edith - L'età dell'innocenza

    Newland Archer è un avvocato della buona società di New York, fidanzato con May Welland. La sua vita scorre nei più tranquilli e tradizionali schemi borghesi dell'epoca, fino al giorno del ritorno a New York della contessa Ellen Olenska, cugina di May. Ellen, reduce da un triste matrimonio in Europa, torna a New York per ritrovare se stessa e l'amore della sua gente, ma scopre ben presto che i pregiudizi su di lei non la faranno mai sentire veramente a casa perchè, per la società newyorkese dell'epoca, lei è una donna compromessa che dovrebbe sottrarsi alla vita sociale. Ma Ellen non ha alcuna intenzione di vivere segregata per una colpa che non ha e decide di voler chiedere il divorzio dal marito, il conte Olenski. Per evitare questo, la famiglia chiede a Newland di intervenire per dissuadere la contessa dal suo intento. Newland comincia così a frequentare Ellen e ne subisce il fascino, finendo con l'innamorarsene. Lei gli farà capire la falsità dell'ambiente in cui ha sempre vissuto e dei valori ipocriti che ne sono alla base. Ma il loro amore non riuscirà ad emergere e trionfare contro l'opprimente meccanismo delle cose prestabilite e formalizzate, a cui i protagonisti non riusciranno a sottrarsi, incapaci di ribellarsi e rischiare tutto per seguire il loro istinto emotivo.

    E' un libro molto bello che rispecchia un'epoca, scritto molto bene da un'autrice ribelle e anticonformista rispetto all'epoca in cui visse.
    Ultima modifica di Minerva6; 09-13-2012 alle 06:07 PM. Motivo: edit titolo

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  • #2
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    A me è piaciuto molto.. E' un libro specchio della società di quel tempo, colmo di tutte le sue frivolezze e vanità. Presto vedrò il film..

  • #3
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    Occhio agli spoiler!!!

    Direi che mi aspettavo qualcosa di più da questo romanzo. Niente da dire sul ritratto della borghesia conformista, ipocrita e bigotta della New York ottocentesca ma oltre a questo in pratica non succede niente, tu aspetti per tutto il tempo che Newland Archer combini qualcosa con Ellen Olenska in modo che magari qualcuno si tolga il paraocchi e invece niente....
    In compenso ho odiato con tutta la mia anima May Welland in Archer. Stupida, insipida, gatta morta, che poi tanto stupida non è visto che alla fine si capisce che ha capito che tra il marito e Ellen "gatta ci cova" e ordisce un piano "geniale" per allontanare definitivamente la rivale, il tutto sempre senza clamori, conformandosi al "comme il faut" imperante. Questo romanzo si potrebbe riassumere in "Si sa ma non si dice..."
    Bello per la descrizione del contesto sociale. Trama un po' deboluccia, a parer mio. Voto 3/5

  • #4
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    Bho, questo genere di romanzi, mi pare dicano già tutto nelle prime righe... mi sembrano un po' tutti uguali...
    a tratti mi è piaciuto a tratti mi ha annoiato... di sicuro non mi ha sorpreso!
    3/5

  • #5

    Predefinito meglio il libro o il film?

    Sinceramente non ricordo se ho letto il libro, ma ho visto il film ed è un magnifico film, ben costruito con una protagonista bellissima e con un'aria crepuscolare e tutta sfumature che mi ricordo ancora benissimo. la scena di lui e lei in un ultimo addio su di un pontile me la ricordo ancora anche se sono passati tanti anni.

  • #6
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    Quando pensiamo ai romanzi dell'Ottocento, la nostra mente va automaticamente al perbenismo inglese della Austen et similia… ma chi l'avrebbe mai detto che anche al di là dell'Oceano la buona società fosse altrettanto snob, pretenziosa e ammanierata? Personalmente l'ho scoperto grazie a questo romanzo della scrittrice statunitense Edith Wharton, nota per essere stata anticonformista rispetto al rigido codice imposto dalla New York bene di fine Ottocento che qui ci viene descritto così bene. L'autrice ci regala un ritratto realistico ed impietoso dell'"aristocrazia" newyorkese – le cui origini tanto aristocratiche poi non erano – seguendo le vicende del giovane avvocato Newland Archer e della contessa Olenska. Lui è un trentenne che sotto una maschera di disciplina e irreprensibilità nasconde un animo ribelle e irrequieto; sta per sposarsi con la giovane ed apparentemente semplice e angelica May Welland quando incontra la giovane cugina di lei, Hellen Olenski, e pian piano se ne innamora. Lei, Hellen, è una donna energica, volitiva eppure insicura, che nasce con una tempra forte, ma che ha sofferto ed ha paura di scottarsi ancora.
    Le premesse per un romanzo di livello ci sarebbero tutte, però… a mio parere non è così. L'unica cosa che mi sento di salvare è l'ambientazione e la descrizione accurata del contesto socio-culturale del romanzo; per il resto la trama è debole e non decolla mai… non sono riuscita a farmi piacere nessuno dei personaggi, troppo indecisi, troppo poco incisivi, incapaci di scegliere, di vivere la propria passione. Neppure tra i personaggi secondari ce n'è uno che mi abbia veramente colpita, togliendo la vecchia Mingot che da sola non può reggere un romanzo di trecento pagine. Anche il finale, sebbene spieghi cos'è stato delle vite di quasi tutti i protagonisti, non rende giustizia ad una storia che quasi non esiste. Perciò, con tutta la mia delusione, lo consiglio solo a chi, interessato dai romanzi dell'Ottocento, voglia fare un confronto con altri contesti ed altre ambientazioni… nulla di più. Mi ha annoiato, ho dato 3 per essere buona.


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