Guareschi, Giovannino - Don Camillo (tutti i racconti)

Carcarlo

Well-known member
Edizioni Superbur Narrativa.

Tutti avremo visto e rivisto i film, per altro fedeli al libro e altrettanto belli, perciò evito di dire cose risapute.

Mi limito ad elencare tutte le raccolte dei racconti secondo la data di pubblicazione:
1. Don Camillo - Mondo piccolo
2. Don Camillo e il suo gregge
3. Il compagno Don Camillo
4. L'anno di Don Camillo
5. Don Camillo della Bassa
6. Ciao, Don Camillo
7. Don Camillo e Don Chichì: alle prese con gli anni 60.

I racconti sono teneri e struggenti, consiglio perciò di leggere almeno il primo volume.
Soprattutto racconta di un mondo che, pur scomparso e magari mai vissuto, fa parte del nostro bagaglio umano e culturale.

saluti
 

SALLY

New member
Grande Guareschi,io credo che abbia descritto bene anche la gente del Pò,lo dico con cognizione di causa,io sono di lì,da Viadana a Brescello ci sono 20 km,il Pò era per noi come il Nilo per gli egizi,portatore di grandi disgrazie e di grande magnanimità,era il nostro mare...prima che si colorasse di marrone :W
Ne ho letto qualcuno,è vero,i film sono alquanto fedeli al romanzo,non me ne perdo uno,mai,ti lascio immaginare gli attacchi di nostalgia...sia per i luoghi,ma ancor più per i tempi.:roll:
 

ayla

+Dreamer+ Member
Ho letto solo il primo volume ed è stato amore, un pò come per i film.
E' un libro che incanta e diverte, è schietto, vero e semplice come i protagonisti.
L'ho trovata una lettura scorrevolissima, quando arrivi all'ultima pagina avresti voglia di rileggerlo da capo, da non perdere!
 

maurizio mos

New member
Spero di non scandalizzare troppo ma... devo confessare che, caso praticamente unico, mi sono piaciuti di più i film... lo so orrendo a dirsi...
 

Meri

Viôt di viodi
Ho letto solo Don Camillo.
Anche x me , caso unico, ho apprezzato di più i film:? Il regista ha saputo collegare meglio i vari avvenimenti e ha capito che cosa tagliare.
 

Nefertari

Active member
Ho letto Mondo piccolo e a me è piaciuto molto. Molto scorrevole, ironico, divertente e a tratti molto tenero e persino commovente.
 

ayuthaya

Moderator
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Con Camillo - Mondo piccolo

Ero davvero curiosa di leggere il famoso Don Camillo... qualche ricordo d'infanzia dei battibecchi fra i grandissimi Fernandel e Gino Cervi, un primo approccio (sempre da bambina) a Guareschi con Il destino si chiama Clotilde (libro divertentissimo che consiglio a chiunque) e l’occasione di questa ultima Sfida: il gioco era fatto!
A lettura ultimata posso dire che sono stata molto contenta della scelta fatta. La distanza temporale e quindi anche fisica (la realtà di un paesino di campagna come ci è raccontata in queste pagine di certo non esiste più) si sente tutta, ma è un valore aggiunto: ne risulta uno spaccato della storia del nostro paese ormai relativamente lontano, quando parlare di fede o di popolo voleva dire “tirare in ballo la politica”, quando non esisteva il “politically correct” e “l’onore” e “gli ideali” venivano sopra tutto, ma in cui alla fine il rispetto della dignità umana riusciva a superare qualsiasi divergenza, almeno quelle esistenti fra l’estroso parroco don Camillo e il sindaco comunista Peppone.
Molte cose non le sapevo (ad esempio che il romanzo fosse strutturato a episodi, distinti e indipendenti l’uno dall’altro, benchè più si vada avanti più i rimandi fra l’uno e l’altro si moltiplichino, andando a definire una storia unica), molte non le ricordavo: la più eclatante, il “personaggio” di Gesù, che dall’alto del suo crocifisso tutto vede e nulla tralascia, nemmeno quando si tratta di “rimproverare” il suo fedele (e a volte un po’ troppo “agguerrito”) servitore e di riportarlo sulla retta via, che è quella della misericordia e della non violenza.
“Piuttosto, com’è quella storia della mitragliatrice? Tu avresti preso una simile macchina maledetta?” “No” rispose don Camillo. “Otto erano e otto sono saltate in aria. Ma è utile che quelli là credano che qui dentro ci sia una mitragliatrice.” “Bene” disse il Cristo. “Bene se fosse vero. Il guaio è che tu, quel maledetto arnese te lo sei preso sul serio. Perchè sei così bugiardo, don Camillo?” Don Camillo allargò le braccia.
E questo gesto, anzi, proprio questa espressione “don Camillo allargò le braccia” si ripete e si ripete, pagina dopo pagina, ogni qualvolta don Camillo fa o dice qualcosa che non dovrebbe, diventando il ritornello umoristico per eccellenza di questo romanzo. Don Camillo che allarga le braccia davanti al Cristo è l’uomo che, colto in flagrante, non può non riconoscere la sua colpa, ma si appella a quel Gesù misericordioso perchè, se è vero che è misericordioso con tutti, possa essere anche con lui...
Perchè don Camillo è nient’altro che un uomo, sicuramente originale (soprattutto come prete!), ma che, figlio della sua epoca, di un’Italia che abbiamo dimenticato o di cui forse oggi neppure immaginiamo l’esistenza, con le sue debolezze non può che conquistarci. Conquista Peppone, con cui schermaglia dopo schermaglia instaura un’amicizia bellissima (mai dichiarata, ma per questo ancora più sincera) che va al di là di qualsiasi rivalità politica. E conquista persino il Cristo, che, dopo averlo tante volte richiamato per la sua “esuberanza”, in qualche occasione dovrà riconoscere che non aveva tutti i torti...
“Avevi ragione tu, don Camillo.” “Si capisce” rispose don Camillo. “Perchè voi conoscete l’umanità, ma io conosco gli italiani.”
 
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