De Luca, Erri - E disse.

Frundsberg

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De Luca mi stupisce spesso per la semplicità che utilizza nel trattare il Sacro. Devo dire che questo libro, come tanti dei suoi, si presenta con grande duttilità e dinamicità. Lo si può leggere in un'ora o in un anno, sta al lettore la scelta.
C'è un piccolo errore di trascrizione dall'ebraico antico alla sua interpretazione, ma ci sta.
Anzi, è proprio l'autodidattismo a rendere questo grande scrittore napoletano particolarmente accattivante.
La visione di Mosè è di quelle tradizionali della schematica umoristica.Diverso il timbro fascinoso e solenne nel descrivere l'Indescrivibile.
Ho molto apprezzato questo narrato fluente perché, a ragion veduta, credo che questo sarà il libro più importante nella produzione di De Luca.
Il suo approccio al misticismo è stato graduale, come quello dei saggi.
E' partito da una visione particolare, ma è arrivato a tentare l'universale.
Questo gli va riconosciuto.

Il problema è uno solo.
Poco hanno sete dell'Onnipotente.
 
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