Camilleri, Andrea - Maruzza Musumeci

«Mi sono voluto riraccontare una favola. Perchè in parte la storia del viddrano che si maritò con una sirena me l'aveva già narrata, quand'ero bambino, Minicu, il più fantasioso dei contadini che travagliarono nella terra di mio nonno».


Sembra la più tipica storia del più tipico siciliano (o meridionale in genere) dell'epoca... Lavora sin da bambino, poi decide di emigrare in America e ritornare nel paese natale per farsi una famiglia...
Ma Gnazio non è il tipico siciliano, come non lo è la sua bellissima moglie e i suoi figli...

La storia della favola, delle sirene, del racconto in genere in un primo momento non mi aveva entusiasmato tanto ma ho deciso comunque di comprare il libro.
Una storia molto bella, gradevole da leggere e con lo stesso inconfondibile stile del Maestro. Rispetto ai libri su Montalbano la presenza del dialetto è moooooolto maggiore ma se avete già letto altri libri di Camilleri non dovreste avere difficoltà.

Voto: 9
 
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all'inizio (nonostante sia pugliese) facevo difficoltà a capire alcuni termini anche perchè molti sono caduti in disuso... Al limite chiedevo alla nonna!!! :D
Comunque se vi sfugge qualche parola chiedete pure!!! Penso ci sarà qualche meridionale come me!!
 
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evelin

Charmed Member
torejx ha scritto:
Comunque se vi sfugge qualche parola chiedete pure!!! Penso ci sarà qualche meridionale come me!!

Si si, io chiedo :D poi nel forum abbiamo anche un po' di siciliani!!
 
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Hoya

Duck Member
Una delle mie prossime letture.... non ho problemi con il dialetto :wink: :lol:
Anche se a dire il vero quando ho iniziato a leggere Camilleri , alcuni termini mi hanno messo in difficoltà :lol: :oops: :D
 
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beh si è successo pure a me che sono pugliese...
ricordo ancora il primo libro di camilleri: non lo conoscevo ancora ma il personaggio di Montalbano m'incuriosiva...comprai per caso "il giro di boa".
Dopo due righe dico: "Ho comprato l'edizione per l'estero...non si capisce un tubo..." :lol: e lo abbandonai.
Dopo un paio di mesi mi faccio capace e lo leggo: da allora camilleri è sempre stato il mio autore preferito
 

alisa

Amelia Member
Bello!
Ulteriore conferma di quanto mi piaccia Camilleri... adoro la sua scrittura e le sue storie, e questa favola magica mi ha portato in un'altra dimensione!
Nessun problema con il dialetto, ormai mi sono rodata...
Consigliato!
 

skitty

Cat Member
Trama da Ibs:
La storia comincia a Vigàta nel gennaio del 1890. Gnazio ritorna dall'America dopo 25 anni di assenza. Ci era andato a lavorare giovane perché in paese era rimasto solo. Sapeva solo "arrimunnari "gli alberi, ma alla perfezione tanto da essere assunto a New York come giardiniere. Poi, una brutta caduta da un pino, i soldi dell'assicurazione e il ritorno a Vigàta con un piccolo gruzzolo, sufficiente a comprare un pezzo di terra. Se ne era innamorato subito Gnazio, perché al centro di quella terra, stretta tra ciclo e mare, troneggiava un ulivo secolare, la gente diceva che aveva più di mille anni. La terra era rinata con le sue amorevoli cure, rivoltata e bagnata, popolata di animali, abbellita da una costruzione tirata su pietra su pietra e ora a 45 anni Gnazio era desideroso di farsi una famiglia. È l'esperta di erbe e guarigioni, la vecchia Fina, a trovargli una moglie, Maruzza Musumeci, bella come il sole. Chi sa perché quella ragazza non aveva mai trovato marito. Forse per certe sue stramberie? Le nozze, poi i figli. La famiglia di Gnazio e Maruzza cresce, prima nasce Cola, poi Resina, dalla voce ammaliante, poi Calorio e Ciccina, e cresce anche la casa... Una favola in cui si intrecciano mito e storia, ma anche arte, architettura, astrologia. Una fantasia sconfinata imbrigliata nel racconto di una vita vissuta intensamente.

Occorre chiudere gli occhi “pi vidiri le cosi fatate”, quelle che normalmente, con gli occhi aperti, non è possibile vedere.

Commento:
Una favola coinvolgente che intenerisce, commuove e fa sognare... Ma poi non è neanche così tanto una favola. Secondo me per molte persone è la pura realtà essere felici delle cose semplici, amare, lavorare, badare alla propria famiglia, godere della natura, del mare, del canto... Mi piacerebbe essere sirena, con la semplicità e la grazia di Maruzza, ed amare la vita e le persone con la sua intensità.

Scherzi della memoria, non ricordavo assolutamente che Camilleri scrivesse in dialetto, pur avendo letto diversi suoi lavori diversi anni fa!
Nelle prime pagine ho avuto qualche difficoltà, ma ho pensato quasi subito che non fosse possibile leggere questo racconto scritto in nessun altro modo, solo con queste parole ne traspare appieno il senso.
Voto: 5.
 
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