Boito, Camillo - Senso. Nuove storielle vane

Lollina

New member
Pubblicata nel 1883, questa raccolta di racconti, celebre soprattutto per il capolavoro cinematografico di Luchino Visconti tratto dalla torbida storia di amore e morte da cui prende il titolo, rappresenta una parentesi nell’attività intellettuale di Camillo Boito, che fu soprattutto storico dell’arte, architetto e insegnante. C’è da rammaricarsi che Boito non abbia dedicato maggiori energie alla letteratura, viste le premesse e visti gli elementi di originalità, a tratti ancora acerba, che ne fanno un autore ancora assolutamente moderno – benché le sue storie si collochino entro una cornice temporale assolutamente determinata – quella dei decenni postunitari: la sua modernità è dovuta soprattutto alla capacità di portare in primo piano gli angoli più oscuri dell’animo umano, di lasciare che passioni, pulsioni, manie, egoismi e meschinità si rivelino, senza la pretesa di illuminarli e squadrarli. In questo egli è figlio della Scapigliatura e precursore del Verismo, senza però mai cadere né del descrittivismo né nell’attrazione morbosa per il torbido. E’ infatti lucido e spiazzante il racconto in prima persona che la contessa Livia affida al suo diario, riandando ad anni addietro, alla passione per il bel Remigio, che da sottomissione assoluta si trasforma in una tremenda vendetta, consumata in nome non dell’amore tradito ma della bellezza offesa, in nome di una vanità che vuole altre vittime per sfuggire all’inesorabile tramonto. La passione, o meglio l’aspettativa della passione, che rende schiavi ma che altrettanto impetuosamente si dissolve è al centro di altri due racconti (Il collare di Budda e Meno di un giorno), mentre oscuri terrori segnano l’approssimarsi della fine dell’anziano protagonista Il demonio nudo. Decisamente modernissimo La macchia grigia, incentrato attorno ad una malattia psicosomatica e in cui dramma e ironia coesistono in un efficace equilibrio.
Uno dei 150 libri che più hanno fatto la cultura e l'identità italiana secondo la lista di letture pubblicata l'anno scorso dal Salone del Libro di Torino.
 
Alto