Barbero, Alessandro - I prigionieri dei Savoia

lettore marcovaldo

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Sottotitolo : La vera storia della congiura di Fenestrelle.

Questo saggio si occupa di un tema molto discusso negli ultimi anni : la sorte dei prigionieri dell'esercito borbonico catturati dai garibaldini e dall'esercito sabaudo. In particolare in alcune parti si sofferma sulle vicende dei prigionieri del forte di Fenestrelle.

La tesi dell'autore è che, a differenza di quanto affermato da altre fonti, a suo avviso molto parziali e scarsamente documentate [*], non corrisponde a realtà che in quella fortezza si volle sistematicamente sterminare parte dei prigionieri, per sottometterli alle autorità del nuovo regno. A parte alcuni casi ben documentati di morte, non ci sarebbe stata alcuna scomparsa di molte centinaia di prigionieri, in quanto di questi uomini è possibile seguirne la sorte, ossia l'arruolamento forzato in diversi reparti del nascente esercito italiano.

Su questo parte, che personalmente ho trovato convincente, penso che chiunque sia interessato all'argomento, non debba far altro che leggere e valutare quello che trova scritto.

Ma quest'opera non si ferma solo su questi fatti, pur molto significativi e carichi di aspetti drammatici.
Ho trovato molto interessante la parte ( in certi casi anche fin troppo minuziosa) che parla delle decisioni politiche e burocratiche che riguardarono queste persone e soprattutto le tante storie personali analizzate più o meno dettagliatamente.
C'è una straordinaria fotografia del nostro paese 150 anni fa. Tanti dettagli che rivelano le condizioni sociali e personali delle persone del tempo. In questo contesto si racconta la dura lotta di chi volle integrarsi nella nuova situazione e l'altrettanto dura lotta di chi si oppose con tutte le sue forze.



[*] Accompagna queste affermazioni, a dire il vero, con una vena polemica piuttosto marcata e in alcuni punti forse eccessiva.
 
Ultima modifica:
Scrivere un libro di storia sui prigionieri borbonici dei Savoia, consultando solo l'archivio di Stato di Torino non è un bel lavoro. Tuttavia il cominciarne a parlare è sempre meglio che tacere.
 
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