Camilleri, Andrea - L'odore della notte

Meri

Viôt di viodi
A Vigàta è tornato l'inverno. E il commissario Montalbano non è più un ragazzino. Lo si avverte perché i segni lasciati da tutte le inchieste passate riaffiorano qua e là, con i colori della nostalgia, a ogni passo di quest'ultimo caso. Un caso anomalo in cui il cadavere non spunta all'inizio, e Montalbano non ne è proprio il titolare, ma vi si intrufola. Troppe coincidenze lo spingono. Scava nella scomparsa di un finanziere truffatore, che si è portato via i soldi di mezzo paese e dintorni, e poi del suo aiutante. E la soluzione sarebbe una fuga banale, col malloppo sottratto ai molti polli dell'epoca della borsa, connessa a un omicidio, se assai più carica di dolente orrore non si profilasse una soluzione laterale.(Isb)

Anche questa avventura del comissario mancava nella nostra biblioteca... Sempre belli i libri di Camilleri
 

ila78

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Tra i letti finora è quello che mi è piaciuto di meno, o meglio, mi è piaciuto ma non mi ha entusiasmato forse perché si discosta "tanticchia" :)wink:) dalla solita indagine, è un pelo più introspettivo, stupenda la scena in cui Salvo scopre che il suo ulivo "da meditazione" è stato "assassinato e scoppia a piangere come un bambino, oppure le sue riflessioni sulla vecchiaia che incombe, ma quanti anni ha? È del 1950, l'epoca del libro dovrebbe risalire al 2000 più o meno, quindi è un "cinquantino" mica decrepito.:boh:
Altra cosa che non mi era mai successa: ho capito a metà libro il colpevole e lo svolgersi dell'indagine. Sarà che ormai ho un feeling col commissario?
Merita comunque la lettura, come tutti quelli letti finora.
 
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