De Luca, Erri - Una nuvola come tappeto

Cold Deep

Vukodlak Mod
Avanza con cenni sicuri un secolo che viene a innalzare armi e versetti. Prima che nuovi agitatori del sacro vengano con la Bibbia in pugno ad arrostire genti, sforzando le sue pagine a dettare massacri, racconto quello che ho trovato leggendo quel libro nella sua lingua madre.
Presto alcuni nomi di Dio verranno issati su opposte bandiere e i popoli saranno nemici per una volta ancora in nome del cielo. Prima dei regni delle fedi armate, ognuno s'affretti a leggere la Bibbia a modo suo, con fervore e freddezza, in buona o cattiva sorte. Perché quel libro è bello, valore che ha contribuito a conservare quel sacro fino a oggi. Il sacro dura nel cuore dei millenni quando si fissa in libri grandiosi. La Bibbia ne è piena.
Non l'ho letta spogliandola del divino. Questi racconti che sono resoconti di scoperte, di luci nuove su personaggi antichi, non vengono da una lettura profana della Bibbia. Il sacro sta in quelle pagine come la corrente placata di un fiume presso il mare: guida il viaggio ma non è fonte né foce, non è un luogo ma una necessità. Trovi ognuno i fogli scritti per lui nel Libro dei libri, rinnovando l'antica sorpresa di sentire che egli stesso, da alcune di quelle pagine, è stato trovato.
(Erri De Luca)

Libricino molto interessante di un autore che ormai mi ha abituato al suo lessico asciutto ed evocativo. Qui si cimenta nelle traduzioni di alcuni brani dalla Bibbia, dando nuova vita ai versi e nuove chiavi di lettura al "libro che è letteratura". Molto bello.
 

lettore marcovaldo

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Mi piace molto la capacità di 'raccontare le parole' di Erri De Luca. La ricerca dell'essenza, del significato meno apparente e del contesto.
Quì il tentativo è di offrire un contributo alla lettura della Bibbia cercando di mettere in luce l’intensità di alcune storie e personaggi.
Mi sembra che questo libro sia un ottimo esempio del talento di questo scrittore.

"Gli uomini coltivano con ostinazione residua il sogno di un'unica fabbrica che arrivi all'origine dell'infinita verità. Dio demolì a Scin'ar la pretesa di agguantare per virtù di tecnica, di ingegneria, l'universo. Non tutti ne siamo rimasti persuasi. La dispersione lì avvenuta delle lingue e delle fedi da parte di Dio costituisce prova di una provvidenza che non è stata ancora apprezzata"
 
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