Arendt, Hannah - La banalità del male

velvet

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Un libro che parte dal resoconto di un processo per analizzare tutto il periodo storico della persecuzione e dello sterminio del popolo ebraico; un libro intenso, in cui ogni vicenda è riportata approfondendo tanti aspetti sociali, politici non conosciuti ai più, vicende che non si studiano a scuola, che non vengono menzionate nella maggior parte dei testi, documentari, film, dossier sul periodo. Eichmann diventa il simbolo di chi non ha voluto dire no, di chi ha pensato al proprio tornaconto macchiandosi di crimini agghiaccianti, di chi non ha voluto guardare le cose per quello che realmente sono, che ha organizzato e mandato avanti una catena di sofferenza e morte, come fosse un qualsiasi e banale lavoro. Ma questa "banalità" non giustifica il male, anzi la Arendt ci mostra quanto grande e significativa sia la responsabilità di ogni "banale" individuo in tutto questo orrore.
 
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