Koontz, Dean R. - Intensity

libraia978

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Questa la trama:

Il folle omicida che ha massacrato l'intera famiglia Templeton, in una notte di orrori, ignora di aver risparmiato la giovane Chyna, ospite nella casa per il weekend. La ragazza, vincendo la disperazione, si è nascosta sul camper del serial killer, con la speranza di poterlo consegnare alla giustizia, ma durante il tragitto viene a sapere di un agghiacciante segreto custodito nella cantina del mostro, e decide di seguirlo fino alla sua abitazione. Una volta all'interno, ha inizio un'interminabile, feroce partita.

Uno dei migliori thriller di questo autore e forse in assoluto. Ben congeniato, mantiene un ritmo serrato per tutto il libro. Decisamente da leggere per gli appassionati e per chi ha lo stomaco forte...
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Dopo anni dalla lettura scrivo questa recensione a scopo terapeutico 🤣

Premessa: io mi faccio prendere dall'ansia pure giocando a Pacman, perché mi immedesimo e questa cosa di essere inseguita dai fantasmini mi prende malissimo.

Qualcuno mi aveva detto "è come Steven King" e l'avevo preso per quello. Una colossale truffa letteraria perché la differenza è abissale: se con King fai la piacevole esperienza dei racconti creepy attorno al falò la notte di Halloween, con Koonz fai l'esperienza di una fuga a perdifiato al buio in un bosco sconosciuto, scalza, con i cani da caccia che ti abbaiano sulle caviglie e, nel mio caso, senza aver mai chiesto di partecipare al gioco.
Questo libro, mi ha "traumatizzata" (e costretta a fare le ore piccole) perché Koontz scrive questo romanzo privandolo di qualsiasi valvola di sfogo. A differenza di autori come Stephen King, che concedono al lettore momenti di respiro per conoscere i personaggi o esplorare il contesto sociale, Koontz qui azzera la distanza di sicurezza. Non c’è digressione, non c’è sosta: c'è solo un'ansia da completamento spinta all'estremo.
L’unico motivo per cui si riesce a "sopravvivere" a una lettura del genere - pur trovandosi in uno stato di costante tachicardia e dovendo rubare ore al sonno per notte dopo notte - è la figura di Chyna. Il suo non è l'eroismo da film d'azione, ma la testardaggine di chi sa cosa significa subire la violenza e decide, contro ogni logica, di non lasciare una bambina (Ariel) da sola nell'inferno. L'istinto di protezione diventa l'unica torcia in un buio pesto.

Voto: 5/5 per la tensione, 0/5 per la qualità del sonno.
 
Ultima modifica:

GermanoDalcielo

Scrittore & Vulca-Mod
Membro dello Staff
solo tre stelle perché l'ansia e la suspense diminuiscono man mano che si va avanti a leggere (forse qualche picco di nuovo sul finale grazie ai dobbermann ma nulla di particolarmente ansiogeno), poi perché il villain viene sconfitto in maniera troppo frettolosa e semplicistica, e infine per lo stile a tratti fastidioso dell'autore, con quelle metafore a go go davvero cringe e irritanti.
Nel complesso lettura piacevole, inficiata dai suddetti difetti.
 

MariaV

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Koontz al suo meglio: ritmo ossessivo, tensione claustrofobica e una gestione della suspense da manuale che non ti lascia respirare fino all'ultima pagina. Chyna è un personaggio straordinario, tratteggiato con una forza e una resilienza rare.

L'unico vero limite, a volerglielo trovare, è la resa dei conti finale, un po' troppo rapida rispetto alla lentissima e spietata costruzione della tensione che la precede. Ma resta comunque un thriller eccellente.
 
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