Inarritu, Alejandro Gonzalez - Birdman o (L'imprevedibile virtù dell'ignoranza)

elisa

Motherator
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Un attore celebre per aver prestato il volto a un iconico supereroe, sta allestendo una commedia da portare in scena a Broadway. Nei giorni precedenti alla prima, si ritroverà però a fare i conti con il proprio ego, tentando di recuperare i rapporti con la sua famiglia, la carriera e, in un'ultima analisi, anche se stesso.

Film che ha vinto 4 Oscar nel 2015 e che per la sua maestria registica affascina lo spettatore. Mi è piaciuto questo modo di intorcinarsi in se stesso del film e dei personaggi, nulla è lineare, tutto è ridondante, complesso, doppio e racconta del cinema nel cinema, del teatro nel teatro, della vita e dell'arte. Resta il grande ego dell'artista e la meschinità dell'uomo, della vita stessa. E allora perché non essere veramente il supereroe Birdman?
 
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alessandra

Lunatic Mod
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Commento con spoiler dal Cineforum

Birdman è un film vitale, denso, dal ritmo incalzante, che racconta la storia di un attore in fase decadente, famoso per aver interpretato un supereroe di successo - Birdman, appunto - il quale, frustrato umanamente e professionalmente, decide di portare in teatro uno spettacolo tratto dall'opera Di cosa parliamo quando parliamo d'amore di Carver, per confermare agli altri, ma soprattutto a se stesso, le sue qualità di attore e la capacità di riuscire in qualcosa di più profondo e "di qualità" rispetto al passato. Completamente assorbito da questa sfida, quasi non vede sfumare la sua vita personale e gli affetti più importanti, tra cui soprattutto la figlia Sam, appena uscita da una clinica per tossicodipendenti, che lo accusa di non essere mai stato un padre presente.
Intorno a lui gravita il vivace e complesso mondo del teatro: attori di talento ma folli ed egocentrici, amici produttori senza scrupoli, amanti ambigue, attrici un po' frustrate, critici spietati. C'è poi l'ex moglie, santa donna paziente e intelligente, che rappresenta l'unico contatto del protagonista con la realtà, e la voce interiore del supereroe, che gli martella nella mente in continuazione suggerendogli insistentemente di tornare agli antichi fasti.
Buona parte del film è retta da Michael Keaton, che dimostra pienamente quanto il suo personaggio voleva dimostrare con la messa in scena dello spettacolo, suggerendo allo spettatore una forte similitudine tra personaggio e attore.
In questo film si parla di tutto, soprattutto di arte, criticando spietatamente e in maniera toccante il mondo dello spettacolo e riproponendo l'eterno dilemma tra qualità e successo, considerando che troppo spesso, tristemente, le due cose non coincidono.
Ma si parla in maniera profonda anche di relazioni umane e di personaggi sopra le righe, come la difficile Sam, interpretata da un'intensa Emma Stone, e l'attore di talento, ma folle e imprevedibile, interpretato da Edward Norton, che riesce a essere vero solo sul palcoscenico.
Non manca una forte allusione critica all'importanza che viene attribuita alla visibilità sui social network, e un finale, seppure in parte prevedibile, d'altro canto decisamente particolare, che sarei curiosa di sapere come voi avete interpretato.
Tragicomico, brillante, espressivo e sostanzioso. Da vedere.
 

Pathurnia

lovecraftian member
Il protagonista di questo film è un attore, Riggan, che dopo aver raggiunto la popolartà e la ricchezza grazie al personaggio di Birdman, un supereroe, desidera fare un salto di qualità e diventare un grande attore di teatro e perfino un regista. Decide così di mettere in scena a Broadway un testo di Raymond Carver “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”.
E’ però ossessionato dalla visione allucinatoria proprio del supereroe che lo ha reso famoso: in uno sdoppiamento che evidenzia drammaticamente la sua profonda crisi esistenziale, vede Birdman accanto a sé che ripetutamente lo esorta a non lasciare la maschera di supereroe e accettare di essere tutt’uno con il suo personaggio. Riggan resiste alle continue intrusioni di Birdman, (intrusioni fantasmatiche che riflettono il suo conflitto fra desiderio di grandezza e senso di inadeguatezza); disperatamente insiste con il suo progetto di teatro culturale nonostante l’abbandono del primo attore, nonostante ci siamo incompetenze della troupe ed esplosioni di tensione.
La situazione va di male in peggio quando il nuovo attore scritturato si rivela un’egocentrica carogna capace di usare tutti per diventare celebre, scavalcando proprio lo stesso Riggan che lentamente va in pezzi. Quando è solo compie (o ha l’allucinazione di compiere) prodigi simili a quelli compiuti dal suo storico personaggio Birdman e parla con l' apparizione di quest’ultimo; continua ad essere dilaniato fra il desiderio di dimostrarsi un grande attore e il dubbio di essere solo capace di fare film di intrattenimento popolare. Non migliora la situazione l’ostilità dei critici teatrali, la più importante dei quali annuncia l’intenzione di stroncarlo.
E’ in queste condizioni che Riggan vive i tre giorni di anteprime dello spettacolo in un crescendo di situazioni caotiche; anche la presenza sul set della figlia problematica e infelice lo riempie di sensi di colpa.
Incapace di fronteggiare l’ansia e le emozioni arrivate al parossismo, Riggan si ubriaca, passa la notte che precede la prima dello spettacolo vagabondando per New York e nel suo delirio si identifica con il proprio alter ego Birdman immaginando di fluttuare fra i grattacieli.
Le scene di questo volo sono accompagnate da una musica rasserenante, che suggerisce la dolcezza di abbandonarsi al sogno e rinunciare a lottare, una melodia che accompagna il corpo di Riggan nel desiderio di fuga e di leggerezza.
Ma la realtà incombe. Riggan sconvolto per la tensione riesce forse proprio per questo a dare in scena una performance intensa, carica, convincente. Ma qualcosa in lui si è spezzato e ...............

SPOILER !!!!!!!!!!!!

......alla fine dello spettacolo davanti al pubblico entusiasta, proprio alla conclusione della rappresentazione, invece di inscenare un finto suicidio con la pistola di scena (come vuole il copione) usa una rivoltella vera e si spara nel volto.
Ciò che segue, se davvero sopravviva o se sia tutto un sogno, compreso il grande successo del suo spettacolo, è da interpretare.
Inarritu lascia volutamente un finale ambiguo, che paradossalmente accresce il fascino di questo film e fa continuare a sognare anche dopo la parola <fine>.
Personalmente, visto che la "sospensione dell'incredulità" è sempre fondamentale per fruire di un'opera di fantasia, allora decido di sospendere l'incredulità fino in fondo e quindi ecco quale finale sceglierei:
<< Riggan ha conseguito il successo ma ormai è troppo tardi, il volo vissuto (o sognato) il giorno precedente gli ha fatto capire qual è la scelta che davvero desidera. La cultura e il prestigio gli appaiono meno importanti, quello che davvero vuole è abbandonarsi e smettere di lottare. Sceglie di essere Birdman e finalmente intero, superate le proprie scissioni, può volare via lontano.>>
Ma ognuno potrà scegliere quello che preferisce.
 
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