King, Stephen - Mucchio D'ossa

Mike Noonan - quarant'anni, autore di best-seller - è un privilegiato: un discreto successo, un buon conto in banca, la consapevolezza di sentirsi arrivato; tutte cose che ovviamente non hanno alcun senso se l'unica persona a cui tieni un giorno esce di casa e non ritorna più, folgorata per strada dalla morte. Quattro anni dopo è uno scrittore finito, afflitto da un'esistenza vuota. E' alla resa dei conti ma è anche angosciato dalla sensazione che "qualcos'altro", oltre a lui, non sappia rassegnarsi all'ineluttabile di un'esistenza troncata, qualcosa che si fa strada nella sua mente insinuando dubbi tormentosi, procurando incubi che travalicano i limiti del reale...

Romanzo un pò lontano dal solito King, però molto sentito, si capisce dalla narrazione in prima persona.
Le presenze sono un pò più metafisiche del solito.
Ciò che stupisce di più il protagonista è la consapevolzza di non sapere qualcosa sulla persona che amava, sul luogo in cui era nato.

Anche il dolore personale del protagonista è forte, e scoprire che tutta la sua vita è un castello di carte tenuto con un pò di colla lo acutizza.

I continui riferimenti a Maughm servono a capire un pò di humor nero che traspare dal tutto.

In una parola: Sentito.

In una parola: .
 
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Miag

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Questo è uno dei pochi libri del Re che mi manca...forse perché i suoi ultimi lavori mi hanno un po' delusa ("La storia di Lisey" non mi ha lasciato molto) e quindi non ho molta voglia di leggere King ultimamente.
Ma lo metto in lista, da quello che mi dite sembra interessante!
 
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Ursula

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è una proprietà dei libri di King: li leggo e li leggo e non riesco a staccare dal leggere... ricordo il viaggio, il pullman, l'aereoporto, l'arrivo, il taxi e in tutto questo sempre questo libro... come un incantesimo!
 
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