Fowles, John - Il collezionista

Enriquez

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John Fowles
IL COLLEZIONISTA
1964 Rizzoli Editore
Traduzione di Vincenzo Abrate
Recensione di Enrichetta Caparco
A proposito di tempo, ecco un romanzo che non invecchia, come non invecchiano le riflessioni sensate sul destino e sull’ umanità.
E a proposito di destino, quale è il messaggio finale lasciato al lettore?
Che non esiste una guida sicura per sfuggire ciò che, da qualche parte, è già scritto.
Miranda , bella e vivacissima - proprio come una farfalla - deve morire a dispetto della sua voglia di vivere e della superiorità intellettuale nei confronti di Federick Clegg,il suo rapitore; metodico collezionista di farfalle quest’ultimo agisce in dichiarata contraddizione con la logica comune. E’ infatti il mostro che la rapisce con le migliori intenzioni; non soltanto per tenerla in vita, ma per renderla felice. Inoltre, a dispetto dei suoi limitati mezzi intellettuali, porta avanti il suo progetto criminale con eccezionale creatività: un rapimento perfetto; così come sarà perfetta la sua capacità di cancellare ogni traccia dell’ efferato delitto.
Pur amando profondamente Miranda - centro della sua esistenza - assiste al suo orribile e lento decesso senza utilizzare per guarirla, l’efficacia costruttiva messa in atto nel rapimento; senza emozione e senza che il suo misero spirito ne venga toccato.
Ma è solo l’ amarezza di una realtà terribile ciò che il romanzo riserva al lettore? No. La risposta sta esattamente nell’ esperienza raccontata; tanto più efficace, quanto più emozionante e profonda è la scrittura: un dono, un arricchimento comunque.
 
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