Corti, Eugenio - Il cavallo rosso

Grantenca

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Non cade neanche un passero senza che Dio lo sappia. Questo è ciò che crede un cattolico strettamente osservante e praticante, che è l’autore di questo libro, definito romanzo, ma che, attraverso le vicende di una famiglia di industriali della Brianza, percorre la storia d’Italia dall’entrata in guerra nel 1940 fino a metà degli anni 70.
Dio è perfezione assoluta, come perfezione assoluta è l’universo che ha creato. In questo contesto l’unico essere che ha determinazione propria e libertà assoluta è l’uomo. Il male e tutto ciò che accade di tragico e abominevole nel mondo è dovuto alla volontà degli uomini, al loro spirito di dominio, alla bramosia di ricchezze e sopraffazione sui suoi simili. Dio in questo non può intervenire, perché toglierebbe agli uomini il bene più grande che ha loro donato: la libera determinazione. Dio, con il sacrificio del Cristo, ha indicato agli uomini la retta via, ma evidentemente, non è stato sufficiente. Con questo assioma viene spiegato anche l’orrore delle guerre. Sembra una considerazione abbastanza semplicistica, ma ha un suo fascino. Serve ha chi crede per non aver dubbi sul divino malgrado le più orrende ingiustizie, ma anche, pensandoci bene, a chi non crede, perché ha la conferma che il il divino, nella vita di tutti i giorni, non c’entra nulla.
Il libro è molto ambizioso e la parte maggiore e, per me, più interessante, è quella riferita alla guerra. Entrata in guerra, fronte africano, campagna di Russia, fronte albanese, tradimento dell’ otto settembre, fronte Russo- polacco, guerra di liberazione, partigiani, tutto è descritto con molti particolari, e alla descrizione dei fatti l’autore unisce moltissime sue considerazioni personali su temi importantissimi come il fascismo, il comunismo e il nazismo, che possono essere più o meno condivisi ma che comunque sono molto interessanti, anche se non sono quelle rigorose di uno storico. Ciò che mi ha più colpito è che l’autore, uno dei non molti reduci della campagna di Russia dove era ufficiale di artiglieria, afferma che il popolo russo era favorevole all’invasione tedesca, sperando che questa ponesse fine alle persecuzioni , carestie, deportazioni, terrore, dello Stalinismo, con i suoi milioni morti. La brutalità nazista verso il popolo russo è stata però ancora peggiore e ha costretto il popolo ad unirsi all’unica bandiera che allora sventolava in Russia, che, per sua disgrazia, era quella rossa.
Certo l’assoluta e ferrea fede cristiana assoluta traspare in ogni pagina, ma i fatti sono fatti, e l’autore ne ha vissuti molti in prima persona. Meno interessante ho trovato la seconda parte anche perché molti avvenimenti li ho vissuti anch’io, e alla fine mi è sembrata un’apologia della chiesa tradizionale, sia nella descrizione dei fatti che nel comportamento dei protagonisti.
Certo questo libro non è “Guerra e Pace” ma è scritto abbastanza bene e tratta molti temi che restano sempre attuali. Tenuto conto della eterogeneità degli iscritti al “forum” sono convinto che potrebbe innescare discussioni molto interessanti e produttive.
 
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