De Villiers de L'Isle-Adam, Auguste - Eva futura

Roberto89

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Ho trovato questo classico del 1866 interessante sotto diversi punti di vista. Primo fra tutti l'aspetto meditativo: il racconto offre numerosi spunti riflessivi sulla vita, la natura umana, la scienza, la morale... e forse anche altro. Anche i risvolti poetici non sono da meno. In alcuni punti la prosa nasconde uno stile narrativo e descrittivo fuori dal comune, e certo anche fuori dal tempo.
Carente invece, secondo me, il valore narrativo del racconto. Non ci sono evidenti buchi nella trama, e nemmeno la capacità dell'autore si può dire scarsa, ma il lettore non viene molto coinvolto nella storia, anzi spesso si ritrova annoiato da inutili descrizioni scientifiche che nulla aggiungono al racconto in sé. Il genere è quello ovviamente, ma l'autore poteva meglio diluire le descrizioni scientifiche per non rischiare di annoiare.
Il finale non è un granché ma devo dire che, fino alla fine, non sapevo cosa aspettarmi, e questo mi ha tenuto incollato alla pagina.
Aggiungo per ultimo che la narrazione è abbastanza lenta, niente a che vedere coi romanzi odierni, ma è un classico e come tale va letto.

Voto 3/5
 
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