Dabos, Christelle - Gli scomparsi di Chiardiluna

Jessamine

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TRAMA
Secondo volume della saga dell’Attraversaspecchi (dopo il primo, Fidanzati dell’inverno), Gli scomparsi di Chiardiluna trascina il lettore in una girandola di emozioni lasciandolo, alla fine, con una voglia matta di leggere il terzo volume.

Sulla gelida arca del Polo, dove Ofelia è stata sbattuta dalle Decane perché sposi suo malgrado il nobile Thorn, il caldo è soffocante. Ma è soltanto una delle illusioni provocate dalla casta dominante dell’arca, i Miraggi, in grado di produrre giungle sospese in aria, mari sconfinati all’interno di palazzi e vestiti di farfalle svolazzanti. A Città-cielo, capitale del Polo, Ofelia viene presentata al sire Faruk, il gigantesco spirito di famiglia bianco come la neve e completamente privo di memoria, che spera nelle doti di lettrice di Ofelia per svelare i misteri contenuti nel Libro, un documento enigmatico che nei secoli ha causato la pazzia o la morte degli incauti che si sono cimentati a decifrarlo. Per Ofelia è l’inizio di una serie di avventure e disavventure in cui, con il solo aiuto di una guardia del corpo invisibile, dovrà difendersi dagli attacchi a tradimento dei decaduti e dalle trappole mortali dei Miraggi. È la prima a stupirsi quando si rende conto che sta rischiando la pelle e investendo tutte le sue energie nell’indagine solo per amore di Thorn, l’uomo che credeva di odiare più di chiunque al mondo. Sennonché Thorn è scomparso...


Una saga per chi ha amato...

Philip Pullman, la sua fantasia e le sue atmosfere. Twilight per la storia d’amore tra un uomo misterioso e tormentato, ma capace di profonde passioni, e una ragazza apparentemente impacciata, ma piena di risorse. Hunger Games per le incredibili avventure e per l’azione politica dei protagonisti che vogliono rovesciare un sistema di potere. Harry Potter per la ricchezza e l’articolazione del suo magico mondo.


COMMENTO
"Dio governa il mondo e fa lapsus".

Questo secondo volume è stato assolutamente all'altezza del primo: quella de L'Attraversaspecchi è una saga straordinaria, capace di creare un mondo fantasiosissimo ed estremamente originale, un mondo che, in un continuo gioco di scatole cinesi, non smette mai di sorprendere il lettore.
Pur non essendo io una grandissima lettrice di fantasy, mi sono lasciata completamente conquistare dalla scrittura della Dabos.
Restano alcune delle perplessità del primo volume: in molti punti, la trama avrebbe potuto essere un po' asciugata, in modo da dilatare e appoggiare un po' di più gli eventi sconvolgenti del finale, così come alcuni personaggi avrebbero potuto avere più tridimensionalità, ma devo dire che, nel complesso, sono molto soddisfatta.
I poteri familiari di Faruk sono interessantissimi; mi piace molto la costruzione anche estetica di questi mondi sospesi e lacerati; la trama promette di imboccare un sentiero con molto potenziale.
Ofelia, la protagonista, ha finalmente fatto passi da gigante: messa (quasi) da parte la sua imbranataggine patologica, prende finalmente in mano le redini del suo destino, agisce, decide.

"Il mio posto è dove sceglierò che sia".

La relazione sentimentale fra i protagonisti mi lascia un po' perplessa, la trovo un po' forzata e assolutamente non necessaria, ma capisco anche che, quando si ha di fronte un personaggio come Thorn, che sostanzialmente non parla ed è un muro di ghiaccio, molte cose possano restare un po' nell'ombra anche agli occhi del lettore.

Ho apprezzato molto anche la deriva più spirituale che la saga sta prendendo: non sono certa che apprezzerò il punto di arrivo, ma questo dio punito mi incuriosisce assai.
 
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