Albert, Melissa - Oltre il bosco

Jessamine

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TRAMA
Alice non ha mai avuto una casa. Da sempre, lei e la madre Ella sono perennemente in fuga, perennemente in cerca di qualcuno che le ospiti per sfuggire alla sfortuna nera che le perseguita. Sullo sfondo la figura affascinante della nonna, Althea Proserpine, che Alice non ha mai conosciuto e che Ella non vuole nemmeno nominare: misteriosa e seducente autrice di una raccolta di racconti neri fuori catalogo ma ricercatissimi dai collezionisti, vive da anni reclusa ad Hazel Wood, una villa celata in mezzo a un bosco ignoto, sfuggendo alla curiosità dei fan. Quando Ella viene rapita, ad Alice non resta che andare alla disperata ricerca di dove sia Hazel Wood.

COMMENTO
Non so perché ho letto questo libro: non è il mio genere, e lo sapevo.
Non mi è piaciuto.
Che sorpresa, eh?
Non mi è piaciuta questa scrittura in prima persona elementare, impersonale, priva di qualsiasi cura stilistica. Non mi è piaciuta la prosa lentissima, che si concentra su elementi inutili, che spende metà del romanzo raccontando cose poco interessanti e si trasforma in una storia diversa e priva di solide basi nella seconda parte.
I personaggi sono scialbi, sono poco approfonditi, sono piattissimi, e la trama è un'accozzaglia di elementi male amalgamati.
L'Oltremondo non ha spessore, non ha una costruzione solida, non ha delle regole e delle caratterizzazioni precise. Dovrebbe essere un altro mondo, un universo parallelo, qualcosa di potente e importante, ma in realtà sembra solo una giostra, un teatro di posa da film di pessima categoria.
Gli elementi sono troppi e mal costruiti, non c'è equilibrio nella narrazione, tutto è confuso e appena accennato, privo di importanza.
La storia promette fiabe nere, ma in realtà l'unico momento con una briciola di oscurità si rivela uno scherzo: senza spiegazioni, senza approfondimenti, solo perché così serviva per la trama.
Il finale, poi, con mostri e analisti, è davvero imbarazzante.
Inoltre, il tutto è infarcito con una quantità odiosa di citazioni letterarie: ma non delle citazioni sottili, qualcosa che strizzi l'occhio ad altri lettori, no, proprio elenchi su elenchi di titoli letti dalla protagonista. Più che una strizzata d'occhio, direi più una trave ficcata su per il naso mentre si grida "io leggo! Io leggo! Io sono diversa dagli altri, perché io leggo!"
No, questo romanzo decisamente non fa per me.
 
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